Politica
13.06.2020 - 10:320

"Non voglio vivere di assistenza sociale, voglio lavorare". Ma dopo 400 e più domande, per lei non c'è un lavoro

La storia di una giovane 21enne, che da tre anni cerca lavoro dopo aver dovuto interrompere un apprendistato. “Preferisco assumere qualcuno con la fedina penale sporca piuttosto che una che ha abbandonato”, le ha detto qualcuno

BELLINZONA – 400 domande, anche di più, e nessun sì. Sentirsi stigmatizzata e esclusa dal mondo del lavoro per aver dovuto abbandonare un apprendistato. Sembra incredibile ma succede. I Giovani UDC sono preoccupati per la disoccupazione giovanile: l'Università di Berna stima che nei prossimi due anni potrebbero rimanere senza apprendistato fino a 6000 giovani, mentre la disoccupazione giovanile per i giovani sotto i 25 anni sfiora ormai il 10% (dati ILO). E il Coronavirus non potrà che peggiorare la situazione.

E portano un esempio eclatante. Maria (nome di fantasia) è uno di questi 6000 giovani. All'età di 17 anni ha iniziato un apprendistato come specialista in manutenzione aziendale e dopo un anno ha dovuto interrompere il suo apprendistato a causa di un grave incidente. Ora la ventunenne è alla ricerca di un nuovo lavoro da tre anni. Dopo 400 domande scritte ha smesso di contarle. La crisi del coronavirus ha peggiorato ulteriormente la situazione.

“Non lo capisco. Sono incredibilmente motivata eppure nessuno vuole assumermi. Non voglio vivere di assistenza sociale, voglio lavorare”, dice Maria, che al momento sopravvive con piccoli lavoretti qua e là, ma non andare avanti così per sempre.

Tuttavia, Maria non resta con le mani in mano. Continua a cercare attivamente lavoro in vari settori, ma le risposte sono sempre le stesse. “Le aziende sono scoraggiate perché ho già abbandonato l’apprendistato. Una volta ho fatto domanda in un'officina e il capo mi ha detto: “Preferisco assumere qualcuno con la fedina penale sporca piuttosto che una che ha abbandonato”. Tutto questo fa arrabbiare Maria. La sua rabbia, tuttavia, non è rivolta alle aziende, ma alla politica. Si sente sola: “La politica dovrebbe fare di più per noi”.

I Giovani UDC hanno presentato un piano d'azione “Disoccupazione giovanile”:

"·  Le aziende ricevono notevoli agevolazioni fiscali per ogni posto di apprendistato offerto e per ogni impiego di dipendenti di età inferiore ai 25 anni (fino a una quota del 20% per le aziende con 10 o più dipendenti).

·  Pacchetto di deregolamentazione per la crescita dell’apprendistato: le aziende con posti di apprendistato devono essere liberate da normative burocratiche inutili. Troppe persone hanno già rinunciato all’apprendistato perché in molti settori la burocrazia è dilagante e sottrae alle aziende a valore aggiunto innumerevoli ore di lavoro. Chiediamo quindi un pacchetto di misure per deregolamentare e ridurre la burocrazia dell’apprendistato.

·  Per non compromettere la fiducia dell’economia nel livello di istruzione, tutti gli esami per l'uscita dalla scuola e dall’apprendistato devono quindi essere svolti regolarmente. Esigiamo che, ovunque siano già stati comunicati gli annullamenti degli esami, un certificato indichi chiaramente ciò che i diplomati e gli apprendisti hanno effettivamente conseguito e ciò che le aziende possono richiedere a livello di conoscenze".

·  La libera circolazione delle persone con l’UE, che influisce in modo grave per i giovani lavoratori a causa della facile disponibilità di manodopera straniera a basso costo, deve essere interrotta con effetto immediato. I lavoratori stranieri possono firmare un contratto di lavoro solo se non è disponibile un lavoratore indigeno altrettanto qualificato.

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