Politica
24.06.2020 - 17:400

La rabbia di Riget. "Empatia per chi guidando in modo incosciente mette a rischio la vita altrui. E le vittime di incidenti?"

La deputata socialista non è d'accordo col risultato della votazione odierna. "Sono loro la cui salute viene messa in pericolo, dobbiamo pensare a loro e alle famiglie, non agli automobilisti e alle loro finanze"

BELLINZONA – Laura Riget non ci sta. “E le vittime degli incidenti stradali?”, si chiede. Non è d’accordo con la maggioranza del Parlamento che ha votato a favore prima del rapporto di minoranza di Tiziano Galeazzi e poi del decreto legge relativo ai limiti previsti per il medico del traffico.

Lo ha detto anche in aula, la presidente del PS, sostenendo il rapporto di maggioranza di Cedraschi, che a sorpresa non è stato accolto. “Si discute del medico del traffico, a cui si devono rivolgere automobilisti che fanno infrazioni stradali gravi e devono quindi sottoporsi ad analisi per determinarne o meno l’idoneità alla guida”, sottolinea, come a rimettere i puntini sulle i.

“Nelle discussioni in commissione e in parte anche nel dibattito odierno in aula, ho sentito molte volte la parola “automobilisti” affiancata da termini come “vessazioni”, “trattamenti ingiusti” e “costi spropositati” e addirittura "persone che perdono la loro dignità", ha proseguito, parlando davanti ai colleghi. “Ho percepito una dose di empatia nei confronti di questi automobilisti che con la loro guida incosciente mettono a rischio la vita di pedoni, ciclisti e altri utenti della strada che mi piacerebbe sentire quando si parla in quest’aula di persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, di donne pagate meno dei propri colleghi uomini o di persone che scappano dalla guerra e dalla miseria”.

“C'è poi una parola che avrei invece voluto sentire maggiormente: le vittime di incidenti stradali”, ha concluso. “Perché sono loro la cui salute – e in troppi casi addirittura la loro vita – viene messa in pericolo dagli atteggiamenti di taluni automobilisti incoscienti. Sono loro, e i loro famigliari, a cui dobbiamo pensare in primis quando si parla di questi temi – non agli automobilisti e alle loro finanze”.

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