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19.02.2022 - 11:300

Acquario, una passione tra storia e modernità

La tecnologia e la maggior conoscenza degli organismi viventi permettono oggi di creare microambienti in grado di svilupparsi attorno alle esigenze di ogni singola specie

In collaborazione con la rivista Anima.li

La passione per l’acquario raramente ha inizio con la conoscenza della sua storia, della sua origine. Il filo conduttore che ci indirizza in quest’affascinante mondo nasce nel nostro subconscio atavico spingendoci a intraprendere strade diverse con un unico comune denominatore; quello di poter ammirare nel nostro ambiente domestico le creature che popolano i nostri sogni.

 

Storia e preistoria

Nella preistoria, prima dell’avvento dell’agricoltura, l’uomo basava la sua sopravvivenza sulla disponibilità di selvaggina, tra cui si annoverano i pesci. Questa disponibilità di proteine, reperibile in tutte le stagioni, ha portato l’uomo a legare la propria sopravvivenza lungo i corsi d’acqua o sulle rive di laghi e oceani fondando così le prime comunità umane.

 

Questa relazione direttamente legata alla nostra sopravvivenza ha dato una rilevanza divinatoria e immaginaria che ha strettamente legato l’ambiente acquatico alla nostra vita quotidiana sia esoterica che pratica.

 

Il teriomorfismo, ossia la raffigurazione di divinità o figure mitiche in forma di animale, trova nella religione egizia la sua massima espressione; gli antichi egizi raffigurarono nei templi, al fianco di altri animali sacri come il gatto, gli ibis e gli scarabei, uno dei più antichi pesci chiaramente raffigurato e divinizzato.

 

Il dio Seth viene raffigurato come un insolito quadrupede accovacciato, con il muso appuntito e ricurvo, grandi orecchie dritte al cielo ed una coda verticale a guisa di freccia.

Proprio la sua testa, impossibile da ricondurre ad animali come il formichiere, animale del “nuovo mondo”, quindi sconosciuto alle popolazioni egizie, raffigura in realtà la testa di un pesce autoctono del Nilo della famiglia dei Mormiridi.

Comprende circa 150 specie, tra cui il Gnathonemus petersii comunemente conosciuto dagli acquariofili come “pesce elefante” per la sua prolunga mascellare simile ad una proboscite.

Nel gergo acquariofilo, come nell’antichità, molte specie vengono comunemente citate con dei termini che fanno riferimento ai tratti più evidenti del pesce in questione, nominandolo spesso in associazione con altri animali o cose dalle caratteristiche simili.

In Cina l’allevamento dei pesci, oltre che a  scopo alimentare, era gia diffuso a scopo ornamentale circa dal 960 dC. Oltre che nei lagheti e vasche nelle corti si ha prova di acquari in casa per l’allevamento dei pesci rossi. La leggenda vuole che che il pesce rosso sia nato per volere divino per informare la popolazione che la siccità e con essa la carestia, era finita.

Nascita della Biologia e Zoologia

Il desiderio di conoscenza è l’arma con la quale l’uomo ha cercato di capire il senso del proprio essere studiando e decodificando il mondo che condividiamo con animali e flora. Questo desiderio di conoscenza era per Aristotele la base della filosofia.

Ricongiungendoci a quello che è l’origine del nostro hobby, anche se abbiamo raffigurazioni o scritti che ne decretano l’esistenza prima del 1000 AC, dobbiamo arrivare alla metà del ‘700 per avere una primo allevamento in cattività dei pesci rossi in contenitori di vetro.

"Lasciate che la parola “acquario” sia quella scelta per indicare queste interessanti collezioni di animali e piante acquatiche, distinguendola come Acquario d'acqua dolce, se il suo contenuto è fluviale, o un Acquario marino, se è come ho fatto l'oggetto del presente volume ".

Con queste parole, Philip Henry Gosse (1810-1888) coniò il termine ora a noi familiare, nel volume “The aquarium: An unveiling of the wonders of the deep sea” “l’acquario: una scoperta delle meraviglie delle profondità del mare”.

Come anche da lui ammesso, il termine era già utilizzato in precedenza dai botanici, ma lui coniò questo vocabolo per descrivere un qualsiasi recipiente contenente acqua e vita, sia si trattassero di piante o animali. questo vocabolo per descrivere un qualsiasi contenitore contenente acqua e vitanimale del nouvo mondo, quindi sconosciuto alle

A seguire i primi acquari publici Europei sono quelli di Londra del 1853 e di Brighton aperto nel 1872, peraltro quest’ultimo tuttora in funzione.

Nel 1906 fu allestito il padiglione dell’Acquario Civico di Milano in occasione dell’Esposizione Internazionale nella capitale Lombarda. Cotruito nel Parco Sempione fu l’unico a non essere smantellato una volta conclusosi l’evento. Si ritiene sia il terzo più antico acquario europeo.

La tecnologia naturalmente era ben lungi dall’essere sicura e pratica; il primi riscaldatori erano delle semplici candele o lampade a petrolio e a seguire l’utilizzo dei becchi bunsen a gas accesi sotto il contenitore e il cambio d’acqua avveniva manualmente.

Solo negli anni ’40 la tecnologia si affinò permettendo la costruzione di acquari di grosse dimensioni simili a quelli attuali.

L’acquario contemporaneo

La tecnologia, e soprattutto la maggior conoscenza degli organismi viventi, permettono oggi di creare microambienti in grado di svilupparsi attorno alle abitudini e alle esigenze di ogni singola specie. Possiamo combinare e sviluppare specificità suddivise per varietà territoriali o riproduttive, mantenendo così il valore etico ed una rispettosa tenuta di animali e piante. Possiamo anche modificare e “comporre” la struttura chimica dell’ambiente acquatico con l’ausilio di tecniche e l’immissione di sostanze minerali.

Tutto questo per ricondurci al risveglio di una coscienza naturalistica, che si riflette sull’importanta fondamentale per la nostra sopravvivenza dell’ambiente acquatico e di tutti i suoi abitanti.

Conoscendone le sue peculiarità funzionali oltre che estetiche, la finalità dell’acquario è quella di stimolare l’osservatore, tramite  l’adeguata progettazione, all’informazione e sensibilizzazione.

 

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