DESIGN
Daniele Carta, professione interior designer
"La sfida è quella di riuscire a tradurre il gusto e la personalità di un cliente o di un nucleo familiare in materiali, luci e forme"

di Daniele Carta

Quando spiego il mio lavoro a mia figlia di quattro anni, le parlo di come racconto le storie delle persone e delle loro case. Infatti, il punto centrale di ogni mio progetto è quello di descrivere come una persona concepisca il proprio rapporto con l’ambiente che la circonda.
Se si tratta di un luogo privato provo a tradurre un sentimento di intimità e, se mi occupo di un luogo pubblico, di un senso di ospitalità. L’interior design, per come io concepisco questo mestiere, ha lo scopo di utilizzare diversi strumenti per creare luoghi che rispondano ad obiettivi e bisogni specifici e per me questo significa conoscere quanti più materiali, tecniche costruttive e brand possibili.
Il punto di partenza di un schizzo è sempre l’ascolto del cliente cercando di approfondire lo scopo ultimo dell’ambiente da progettare: deve spronare a essere produttivi? Ha come focus il relax? Vuole aprirsi verso l’esterno o concentrarsi attorno ad un camino?
Ognuna di queste domande può e deve avere diverse risposte che siano il mix di materiali, illuminazioni e oggetti consoni alla psicologia di chi quello spazio desidera viverlo.
Non esistono dunque materiali o oggetti che possono essere definiti esclusivamente freddi o spigolosi: la capacità di un designer d’interni è quella di saper mescolare armonicamente gli elementi all’interno dello spazio.
La sfida è quella di riuscire a tradurre il gusto e la personalità di un cliente o di un nucleo familiare in materiali, luci e forme.
Rendere uno spazio ergonomico per la vita di una persona è quello che mi ha sempre appassionato ogni qual volta io mi sia seduto davanti ad un cliente. Questa mia passione nasce fin da bambino, quando osservavo come le persone si comportavano all’interno delle proprie mura domestiche e come interagivano con gli oggetti al loro interno.

Da quando vivo e lavoro in Ticino ho avuto modo di toccare con mano come qui le case e le costruzioni siano sempre proiettate verso la natura, come l’ambiente esterno crei un dialogo costante con l’intimità della casa. Questa cultura mi ha dato la possibilità di sperimentare e fondere il paesaggio con i materiali, la luce con le forme dei complementi di arredo.
In questa rubrica voglio approfondire questo rapporto tra l’ambiente e le persone, tra forme, oggetti e luce per condividere spunti e strumenti che diano stimoli per vivere in modo sempre più consapevole i nostri gli spazi privati e collettivi.

Scriverò di materiali innovativi e sostenibili, di ergonomia dei complementi di arredo, di acustica oppure ancora di come ottimizzare gli spazi o riconvertire un ambiente. Sarà un racconto delle storie a cui ho avuto modo di dare forma, degli ambienti e di tutti
gli oggetti che fanno parte della mia memoria.

* interior designer

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