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26.01.2024 - 14:110

LAC, dal teatro a soggetto sino al pifferaio magico: un programma per tutti

Il 1o febbraio Lugano ospiterà Paolo Rossi e la sua interpretazione del pirandelliano "Questa sera si recita a soggetto", il 4 invece spazio al coreografo israeliano Gat e, allo Studio Foce, una replica di Hamelin

LUGANO - Un’agenda nutrita di interessanti appuntamenti, quella del LAC di Lugano per le settimane a venire. Paolo Rossi torna in scena mercoledì 31 gennaio e giovedì 1 febbraio alle ore 20:30, protagonista e regista di “Da questa sera si recita a soggetto! Il Metodo Pirandello”, lavoro di cui firma anche la drammaturgia insieme a Carlo Gabardini.

“Questa sera si recita a soggetto”, che Luigi Pirandello scrisse tra la fine del 1928 e l’inizio del 1929, indaga il tema dell’autoritarismo del regista sulla messa in scena, e scruta i rapporti che intercorrono tra lui e gli attori, nonché il rapporto degli attori con il pubblico.

Rossi esplora uno dei testi più rappresentativi del tema dell’improvvisazione e la conseguente rottura della quarta parete e lo fa a modo suo, accompagnato dal gruppo di musicisti con cui lavora da anni. Un percorso pirandelliano ma anche profondamente attuale in quanto Rossi, nel ruolo di capocomico, da un lato parla direttamente con Pirandello, dall’altro rimane ancorato alla realtà. Da questa sera si recita a soggetto, ovvero si improvvisa. Come prevedere dunque cosa accadrà durante lo spettacolo? Dipende dal pubblico, dal clima, dagli attori, da chi sceglierà di parlare per primo. A soggetto, ovviamente; a braccio, con dei punti fissi ma senza copione. Si parte dalla pièce di Pirandello, il quale nell’avvertenza posta in testa al terzo dramma della “trilogia del teatro nel teatro” si premura di scrivere al primo rigo: “L’annunzio di questa commedia, così nei giornali, come nei manifesti, dev’esser dato, senza il nome dell’autore”. Ovvero senza il suo di nome. E nell’elenco degli attori e delle attrici in cartellone mette al primo posto: “col concorso del pubblico che gentilmente si presterà”. Paolo Rossi confrontandosi con l’opera che è la massima espressione del metateatro pirandelliano, non limita l’azione degli attori al solo palcoscenico, ma li fa recitare anche in platea coinvolgendo il pubblico come fosse parte dello spettacolo.

Domenica 4 febbraio, alle ore 18,  la stagione di danza del LAC presenta LOVETRAIN2000, uno dei lavori più acclamati del coreografo israeliano Emanuel Gat, che giunge a Lugano dopo una lunga e fortunata tournée internazionale. Prodotto dalla compagnia che porta il suo nome, LOVETRAIN2000 è un omaggio ai suoni e alle vibrazioni della musica degli anni Ottanta, grazie alle hit del duo britannico Tears For Fears, con brani ancora oggi intramontabili come Mad world, Shout, Everybody Wants to Rule The World, Change, Sowing The Seeds Of Love. Emanuel Gat e i suoi dodici danzatori si fanno ispirare dalla spinta utopica di quegli anni in cui l’Inghilterra era guidata da Margaret Thatcher, per esplorare le possibilità espressive ed emotive scaturite dall’intreccio tra danza e musica pop. Gat esplora l’intersezione tra il movimento e il suono, in uno spazio che è carico di contrappunti e sovrapposizioni, grazie anche ai sontuosi costumi in stile barocco disegnati da Thomas Bradley e all’illuminazione drammatica firmata dallo stesso Gat. In scena i performer tessono una trama di infinite possibilità: si tirano, si spingono, si allontanano, si uniscono, decidono di andare avanti insieme. Uno spettacolo che è un invito a fuggire, liberarsi, divertirsi, ballare, un’esaltante celebrazione della vita e dell’amore in ogni sua forma.

Sempre Domenica 4 febbraio, per la rassegna dedicata agli spettatori più giovani, lo Studio Foce ospita la doppia replica (ore 15 e 17) di Hamelin, lavoro che trae ispirazione da Il pifferaio magico dei Fratelli Grimm. La vicenda della fiaba dei Fratelli Grimm è nota: il pifferaio si impegna a liberare la città di Hamelin dai topi che vi hanno portato la peste e, incantandoli con il suono del suo piffero, li guida verso il fiume Weser, dove moriranno annegati. Fabio Tinella, solo in scena, è il protagonista di questa affascinante fiaba che porta in scena un mistero irrisolto tra leggenda e realtà. Lo spettacolo è presentato nell’ambito di LAC edu in collaborazione con Rassegna Senza confini – Teatro Pan.

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