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20.02.2022 - 19:410
Aggiornamento: 22.02.2022 - 12:00

Fiscalmente... questo matrimonio non s'ha da fare

Che cos'è la tassa sul matrimonio e perché penalizza le coppie sposate

di Sacha Cattelan *

L’espressione “tassa sul matrimonio” oppure “penalizzazione del matrimonio”, viene utilizzata per osservare il fatto che a livello fiscale, in particolare ai fini dell’imposta federale diretta, le coppie sposate si trovano in una posizione svantaggiata rispetto ai concubini. Sono in special modo le coppie con un reddito complessivo che varia dai 100'000 franchi ai 300'000 franchi a subire le ripercussioni di questo fenomeno.

Ma di cosa si tratta esattamente e perché il matrimonio è fiscalmente penalizzante per le coppie?

L’articolo 9 della Legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD), determinante ai fini dell’imposizione dei coniugi, prevede esplicitamente la tassazione congiunta. Anche per quanto concerne i Cantoni, l’articolo 3 capoversi 3 e 4 della Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) prevede una analoga disposizione. La famiglia è considerata come una comunione economica e costituisce un’unità, anche a livello fiscale. I redditi dei coniugi non separati legalmente o di fatto sono cumulati, qualunque sia il regime dei beni. Anche i redditi dei figli minorenni, ad eccezione dei proventi da attività lucrativa, sono cumulati al reddito dei coniugi. Il reddito complessivo è tassato in base alla tariffa per i coniugi. Se i coniugi vivono in comunione domestica con figli o persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo sostanziale, sono tassati in base alla tariffa per i genitori. A differenza delle coppie coniugate, le coppie che vivono in concubinato sono tassate sempre individualmente. I loro redditi non sono cumulati, e ciò, alla luce della progressività delle aliquote d’imposta, può comportare sostanziali differenze a livello di carico fiscale tra le coppie coniugate e i concubini.

La necessità di adeguamento della tassazione dei coniugi, confrontata con quella dei concubini, è iniziata ormai quasi 40 anni fa, nel 1984, con la sentenza “Hegetschweiler”. In quest’occasione, il Tribunale federale ha stabilito per la prima volta che un onere fiscale a carico dei coniugati, superiore del 10% rispetto a quello gravante una coppia di concubini con lo stesso reddito e a parità di condizioni, configura una discriminazione contraria alla Costituzione federale. Tutti i Cantoni si sono così adoperati ad implementare metodi diversi (in particolare lo splitting e la doppia tariffa, come p. es. per il Canton Ticino) al fine di ottenere un’imposizione dei coniugi conforme alla Costituzione, in particolare ai principi dell’uguaglianza e dell’imposizione secondo la capacità contributiva. A livello federale, viceversa, non si è ancora riusciti a mutare il sistema di tassazione dei coniugi e la combinazione tra cumulo dei redditi e progressione dell’aliquota porta ancora a importanti discriminazioni.

In concreto, se paragoniamo una coppia di coniugi, con un reddito lordo complessivo di 200'000 franchi con una coppia di concubini, con un reddito lordo di 100'000 franchi ciascuno, a parità di condizioni, l’imposta complessiva ai fini dell’imposta federale diretta per i coniugi ammonta a circa. 6'700 franchi, mentre per i concubini a circa 3'800 franchi, che equivale a quasi l’80% in più di carico fiscale per la coppia sposata!

Questo modello può, inoltre, avere un effetto dissuasivo indiretto sul lavoro delle donne. In effetti, nei molteplici casi ove uno dei coniugi (solitamente la moglie) lavora a percentuale ridotta per accudire la prole, a causa del carico fiscale marginale molto elevato, il reddito secondario viene imposto in maniera sproporzionata e, quindi, può indurre le famiglie a decidere di ridurre ulteriormente o addirittura abbondare l’attività lucrativa della moglie, in considerazione del fatto che anche il marito sarebbe così imposto con un’aliquota inferiore.

Nell’autunno del 2020 il Parlamento federale ha deciso di includere nel programma di legislatura 2019–2023 l’adozione di un messaggio sull’introduzione dell’imposizione individuale. Il pertinente rapporto, pubblicato il 24 settembre 2021, esamina tre modelli che permetterebbero di attuare questo tipo di imposizione in Svizzera. In particolare, il modello dell’imposizione puramente individuale (tassazione individuale e indipendente dallo stato civile), il modello di imposizione individuale modificata (con sgravio per le coppie con una ripartizione disuguale del reddito e possibilità di beneficiare di deduzioni ulteriori per il coniuge con il reddito più alto) e il modello di imposizione individuale secondo Ecoplan, il quale propone di sgravare le economie domestiche con figli (ai contribuenti con figli verrebbe applicata la cosiddetta tariffa per genitori conformemente al diritto vigente, a quelli senza figli la tariffa di base). Il DFF ha ora interpellato le due Commissioni dell’economia e dei tributi delle relative Camere federali, chiedendo loro di definire l’orientamento politico. Il progetto di legge dovrebbe arrivare durante l’autunno di quest’anno.

A quanto sopra si aggiunge l’iniziativa popolare federale “Per un’imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)”, lanciata l’8 marzo del 2021 dalle donne liberali svizzere al fine di introdurre nella Costituzione federale il principio della tassazione individuale al fine di cancellare la cosiddetta “penalizzazione del matrimonio” a livello di imposta federale diretta, dovuta alla tassazione congiunta. La raccolta firme terminerà a settembre 2022.

Se da un lato abbiamo chiarito il concetto di “tassa sul matrimonio”, meno facile è prevedere quale sarà il suo futuro. Sarà la politica ad esprimersi e – probabilmente – il Popolo.

Affaire e suivre… 

* MAS in Tax Law, docente-ricercatore presso il Centro competenze tributarie della SUPSI

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