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Il Blog di Don Gianfranco
28.08.2022 - 10:300

Portiamo i pesi gli uni degli altri, imparando dai… cervi!

"Niente dimostra tanto bene l’amicizia quanto il portare il peso dell’amico. I cervi, nel loro “istinto animale”, fanno esattamente questo"

*Di Gianfranco Feliciani

Nell’enciclica sull’ecologia “Laudato si’”, papa Francesco scrive: “Siamo chiamati a riconoscere che gli altri esseri viventi hanno un valore proprio di fronte a Dio e con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono grazie… Oggi la Chiesa non dice in maniera semplicistica che le altre creature sono completamente subordinate al bene dell’essere umano, come se non avessero un valore in sé stesse e noi potessimo disporne a piacimento... Il Catechismo pone in discussione in modo molto diretto e insistito quello che sarebbe un antropocentrismo deviato. Ogni creatura ha la sua propria bontà e la sua propria perfezione… Le varie creature, volute nel loro proprio essere, riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell’infinita sapienza e bontà di Dio”.

Quindi, possiamo, anzi dobbiamo, imparare cose essenziali per la nostra vita anche da quei regni della terra, minerale, vegetale e animale, che consideriamo “inferiori”. Leggendo il libro del cardinale di Bologna Matteo Zuppi “Odierai il prossimo tuo”, una riflessione molto acuta sul perché abbiamo dimenticato la fraternità e sulle paure del tempo presente, ho fatto la scoperta di un particolare comportamento dei cervi che mi ha lasciato a bocca aperta. Come hanno scritto gli studiosi di queste materie, quando i cervi attraversano un corso d’acqua verso un’altra terra alla ricerca di nuovi pascoli, si allineano in modo da porre gli uni sugli altri il peso delle loro teste, appesantite dalle corna, così che il cervo che segue, allungando il collo, possa posare la testa su quello che lo precede. E poiché è necessario che uno preceda gli altri, senza avere nessuno davanti a sé su cui appoggiare la testa, essi fanno a turno: chi precede, affaticato dal peso della testa, retrocede all’ultimo posto e gli succede quello di cui sosteneva la testa quando era lui a guidare il branco. E così, portando a vicenda i loro pesi, i cervi passano a guado il corso d’acqua fino a raggiungere la terraferma.

Niente dimostra tanto bene l’amicizia quanto il portare il peso dell’amico. I cervi, nel loro “istinto animale”, fanno esattamente questo! Davvero, in tutte le realtà create ci è dato di contemplare un riflesso dell’infinita bontà divina, fino a giungere al fatto-mistero del Dio incarnato, Gesù di Nazaret, e agli insegnamenti del suo Vangelo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri… Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli” (Giovanni 13,34-35).

*Arciprete di Chiasso

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