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31.07.2022 - 10:420
Aggiornamento: 12:30
 

Eugenio Jelmini: “Tra premi letterari e followers”

“In quest’epoca del primato, dove ciò che ha più numeri è migliore, la battaglia contro l’opacità e l’insulsaggine di certi riconoscimenti è persa in partenza. E non è che nel mondo di chi non legge si stia meglio…”

di Eugenio Jelmini

“Tutte le famiglie felici si somigliano ma ogni famiglia infelice lo è a modo suo”. L’incipit di “Anna Karenina” grande romanzo nel quale Lev Tolstoj narra l’amore adulterino di una nobildonna russa per un giovane conte (Aleksej Vronskij) è tornato d’attualità in questi mesi grazie a Claudio Piersanti, scrittore e sceneggiatore italiano che ha pubblicato “Quel maledetto Vronskij”. È la storia struggente di un marito che non si dà pace per l’improvvisa e inspiegabile scomparsa della moglie. Convinto che prima o poi tornerà, sceglie uno dei libri della consorte, “Anna Karenina” appunto, e decide di stamparne una copia perfetta. Facendo i conti, giorno dopo giorno, con la figura del seduttore Vronskij che si insinua nel suo mondo mentale: deve essere stato uno come lui - bello, ricco e affascinante- a portargli via l’amore di una vita.

Il libro di Piersanti è stato tra i finalisti del Premio Strega ed avrebbe probabilmente meritato di vincerlo. La pensa così anche l’amico Michele Fazioli che nella home page del suo Circolo dei libri viene meno alla signorilità che da sempre ne contraddistngue l’operato critico per prendersela con le “invereconde” classifiche dei libri più venduti e con il Premio Strega che ha premiato quest’anno “Spatriati”, un “libro brutto e basta”. A sostegno del giudizio, Fazioli cita Francesca Sabbatini che sulla rivista “Pangea” lo definisce un romanzo floscio e molliccio nel quale l’autore ammicca furbescamente ai sostenitori delle famiglie multicolor, come il politicamente corretto comanda.

Sono trascorsi più di vent’anni da quando i Luther Blissett, pseudonimo di un collettivo di performer e artisti, denunciarono: “Il Premio Strega è più truccato di Sanremo” . Ma in quest’epoca del primato, dove ciò che ha più numeri è migliore, la battaglia contro l’opacità e l’insulsaggine di certi riconoscimenti è persa in partenza. E non è che nel mondo di chi non legge si stia meglio, anzi. Un noto youtuber ha dichiarato in un’intervista che la sua fidanzata è dolce e intelligente “nonostante abbia pochissimi follower” che sono l’odierna imprescindibile unità di misura del valore dell’essere umano.

Fermate il mondo voglio scendere!

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