SCINTILLE
Wehrner Von Braun, dalla notte dei V-2 alla luce della Luna
Inventore, stratega, visionario: il padre dei razzi che cambiarono la guerra e resero possibile l’impresa spaziale americana

di Brenno Martignoni Polti

A lui si devono le conquiste siderali. Inventore dei razzi. A combustibile liquido. I V-2. Primi missili bellici tedeschi, che colpirono Inghilterra e Belgio, durante la seconda guerra mondiale. Saturno V. Il vettore super pesante, che, dal 1969 al 1972, ha portato dodici uomini sulla Luna. Nato il 23 marzo 1912. In Slesia. Oggi Polonia. A Wyrzysk. Famiglia aristocratica. Wernher Magnus Maximilian von Braun. Figlio di Emmy von Quistorp e del barone Magnus Freiherr. Trasferitosi a Berlino, nel 1920. Vi frequentò le scuole. Da sempre affascinato da astronomia e esplorazioni spaziali. “Non credo che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto la Luna senza l'aiuto di von Braun.” Così ebbe a dichiarare Sam Phillips. Direttore del programma Apollo. In effetti, nonostante il suo passato nazista, come scienziato, fu decisivo per l’approdo sul nostro satellite naturale. Nel 1929, era entrato a far parte dell’Associazione per l’astronautica. “Verein für Raumschiffahrt (VfR)”. Nel 1932, si diploma in ingegneria aereospaziale. Due anni dopo, si laurea in fisica. Nel 1936, divenne direttore del progetto nazionalsocialista di sviluppo di missili militari. Con la caduta di Adolf Hitler, gli fu ordinato di distruggere tutti gli atti riservati. Von Braun disobbedì, nascondendoli in una miniera abbandonata. Il 2 maggio 1945, la sua squadra si arrese agli Alleati. Assieme ad altri ricercatori del suo gruppo, si consegnò alle forze vincitrici. Queste, comprendendone l’elevato talento scientifico, lo impiegarono immediatamente in operazioni sotto copertura. Gli Stati Uniti lo accolgono di buon grado. Le sue conoscenze sono una risorsa preziosa in vista di un possibile conflitto con l’URSS. Von Braun progetta i missili Redstone e Jupiter. Quest’ultimo, in grado di centrare un obiettivo a 2400 km. Le sue aspirazioni restano però i viaggi spaziali, su cui scrive libri e articoli. Nel 1955, il governo di Washington gli conferì la nazionalità americana. Nel 1957, l’URSS mette in orbita lo Sputnik. Primo satellite artificiale della storia. Nel 1958, gli USA, che vedono messa in pericolo la loro supremazia tecnologica e militare, inviano, a loro volta, un satellite, con il propulsore Jupiter C di von Braun. L’anno successivo, lo scienziato entra alla NASA. Il neonato ente spaziale americano. Nel 1960, diviene direttore della base aereospaziale di Huntsville. Per alcuni, il giudizio rimane irrimediabilmente oscurato dal periodo ariano. Per altri, invece, prevale l’apporto positivo. Da illuminato visionario. I sovietici, nel 1961, riescono a mandare il primo uomo nello spazio. Il confronto tra USA e URSS entra nel vivo. Von Braun, con l’ Apollo 11, conduce i primi due uomini sulla Luna. L’impresa segna però anche la fine della corsa allo spazio. I finanziamenti alla NASA vengono ridimensionati e von Braun non può realizzare il nuovo progetto di portare l’uomo su Marte. Nel 1972, lascia la NASA. In seguito, diviene vicepresidente delle industrie aereospaziali Fairchild. Una vita, la sua, interamente dedicata alla realizzazione di un sogno. Sviluppare tecnologie per consentire la presenza umana nello spazio. Il 22 giugno 1977, durante la cerimonia commemorativa alla Washington's National Cathedral, il presidente Jimmy Carter ne celebra il valore universale. “Uomo dalle chiare visioni. Non solo il popolo americano, ma tutto il mondo ha avuto vantaggi dal suo lavoro.” Wernher von Braun aveva persino collaborato con Walt Disney. Tre serie televisive sull'esplorazione celeste. A taglio divulgativo, per far conoscere i temi astronautici al grande pubblico. Ha anche sviluppato l'idea di un campo futuristico, che avrebbe addestrato i bambini nei settori della scienza e delle tecnologie spaziali.

Le sue radici luterane, lo hanno accompagnato e guidato, in ogni vissuto. Aggiungendo, per di più, soggettivamente, dimensioni escatologiche alle sue ricerche. “Tutto quello che la scienza mi ha insegnato -e continua ad insegnarmi- rafforza la mia credenza nella continuazione della nostra esistenza spirituale dopo la morte.” Colpito da tumore al colon, von Braun si ritirò in Virginia. Ad Alexandria. Verrà a mancare il 16 giugno 1977.

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