Dietro il sorriso e la magia di “Bewitched”, il ritratto di Elizabeth Montgomery: attrice di talento, icona televisiva e donna libera

di Brenno Martignoni Polti
Lei. La Samantha Stephens di “Bewitched”. Vita da strega. La celeberrima serie. Otto stagioni. Dal 1964 al 1972. Per 254 episodi. Nel 2002, nella classifica dei 50 migliori spettacoli di tutti i tempi. "In una serie tv vivi con lo stesso personaggio giorno dopo giorno e speri solo che non ti faccia impazzire." Elizabeth Victoria Montgomery. Nata il 15 aprile 1933. A Hollywood. Figlia d’arte. Attrice, la madre. Elizabeth Allen. Attore, il padre. Robert. Cresciuta tra Beverly Hills e New York, partecipò, fin da piccola, a rappresentazioni familiari, nutrendo la passione per la recitazione. Si diploma alla Spence School di New York e si laurea all'Accademia di Arti Drammatiche. Subito, al termine degli studi, negli anni '50, debutta nello show televisivo di suo papà. Il “Robert Montgomery Presents". Vi prenderà parte per un intero decennio. Oltre duecento programmi dal vivo. “Mio padre mi disse: 'Se è questo quello che vuoi fare, dovrai impegnarti davvero, perché là fuori non c'è posto per qualche debole che se ne va in giro; ci sono troppe persone di talento'." Nel cinema, interpreta, fra gli altri, "Corte marziale" (1955) di Otto Preminger. Al fianco di Gary Cooper. Nel 1963, “Johnny Coll messaggero di morte" di William Asher. Questi, il 26 ottobre dello stesso anno, divenne il suo terzo marito. Proprio con lui matura il successo storico di una vita. Ambientazione occulta, in chiave simpatica e umoristica. Nella dicotomia classica. Esseri mortali e entità magiche. In un contesto domestico comune. Farcito dalle più normali vicissitudini di coppia. Il tema prendeva lo spunto da precedenti film. “Ho sposato una strega”(1942). Diretto da René Clair. “Una strega in paradiso”. Del 1958. Di Richard Quine. Con ripresa e inserimento del filone fantasy. In una situazione di fondo. La strega bella e positiva che sposa un umano. “Non sono una strega cattiva! Sono una strega buona!" Dopo aver rivelato al marito, durante la luna di miele, di essere una strega, Samantha gli promette che non avrebbe mai più usato i suoi poteri. Invece, capiterà proprio il contrario. Soprattutto, per fronteggiare alle intrusioni dell’ingombrante famiglia extranaturale di lei. Con le continue resistenze al matrimonio “misto”. Le prove per l’episodio pilota di “Vita da Strega”, ebbero inizio il 22 novembre 1963. Giorno in cui, a Dallas, si consumava la tragedia di John Fitzgerald Kennedy. Il regista William Asher conosceva il trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti, avendo seguito e curato la nota festa di compleanno del 1962. Quella, in cui, Marilyn Monroe esprime, cantando, la famosa dedica. “Happy Birthday, Mr. President”. Tra l’altro, quando iniziò a girare, Elizabeth Montgomery era in dolce attesa. Ciò, che costrinse i produttori a ingegnarsi per nascondere in scena lo stato interessante. Abiti ampi e inquadrature strette. Il 24 luglio 1964 arrivò il primogenito, a cui venne dato il nome di William Allen Asher, Jr. Il 5 ottobre 1965 nacque il fratello Robert Deverell Asher. Per esigenze di copione, nella serie, venne così inserita la nuova figura di Tabatha (poi chiamata Tabitha). Una gravidanza autentica adattata alle verità sceniche. Il 17 giugno 1969 la protagonista diede alla luce Rebecca Elizabeth Asher. Terzogenita. Alcuni particolari dell’infanzia di Elizabeth Montgomery vennero riproposti sul set attraverso i personaggi di Samantha e di Serena. Questa, interpretata dalla stessa Montgomery. Ispirazione per il personaggio fu la vera cugina, nella realtà. Panda. Da bambine, somigliandosi particolarmente, le due scherzavano spesso con i parenti, facendoli confondere su chi fosse l’una o l’altra. Alla chiusura della serie, Elizabeth Montgomery ha continuato a lavorare in numerosi tv-movies. Molti dei quali, assai apprezzati dalla critica. “A case of rape" (1974) di Boris Sagal. “La leggenda di Lizzie Borden" (1975) di Paul Wendkos. Nel 1993 è voce narrante nel documentario di Barbara Trent. “The Panama Deception", che conquista l’Oscar. Attivista per i diritti delle donne, dei gay e nella lotta all’AIDS, fu voce sensibile e impegnata. Nel 1995, al termine della lavorazione di “In linea con la morte”, diretto da Joyce Chopra, si sottopose a controlli medici, a seguito dei quali le venne diagnosticata una neoplasia al colon. Scompare, otto settimane dopo, nella sua casa di Beverly Hills. Ha 62 anni. È il 18 maggio 1995.