Una voce inconfondibile, quattro Grammy e oltre cento milioni di dischi venduti. La straordinaria parabola di un'artista che ha attraversato generazioni, tra musica, cinema e coraggio
di Brenno Martignoni Polti
Nasce a Cambridge. Regno Unito. Il 26 settembre 1948. Trapiantata in Australia. Olivia Newton-John. La mamma. Irene Helene Born. Tedesca. La cui famiglia, aveva lasciato la Germania. Per via del nazismo. Una dinastia straordinaria. Suo nonno materno. Max Born. Nobel per la fisica. Pioniere della meccanica quantistica. Imparentato con eminenti giuristi. Victor Ehrenberg. Docente e commentatore. Rudolf von Jhering. Illustre romanista. Il papà. Brinley "Bryn". Gallese. Military Intelligence, Section 5. Ufficiale sotto copertura nel progetto Enigma. A Bletchley Park (Stazione X). Che ha contribuito alla cattura di Rudolf Hess. All'età di sei anni, la piccola Olivia si trasferisce a Melbourne, dove il genitore è professore. Già da giovanissima, mostra fine talento musicale. Abile ad armonizzare. A quattordici anni, con le amiche delle superiori, fonda una band. “Soul Four". Da solista, si aggiudica un talent contest. Nel 1966, il suo primo singolo per Decca Records, "Till you say be mine". Nel 1970, viene scelta come frontgirl per il gruppo "Tomorrow". Con questo, prende parte ad un musical omonimo. Collabora con Bruce Welch e John Farrar. Autore e producer dei suoi maggiori album. Nel frattempo, conosce Cliff Richard. Attore e musicista indiano. Con lui partecipa a una serie di special tv e numerosi tours. In un crescendo di popolarità. Il vero salto internazionale arriva negli anni '70. Quattro Grammy. Grandi hit come “I Honestly Love You” (1974). Versatile. Country. Pop. Ballate. Fino al ruolo simbolo. Nel 1978. “Grease”. Brillantina. Pellicola cult di Randal Kleiser. Lei è Sandy Olsson. Alle prese con il “bulletto” da manuale. Danny Zucco. Un esplosivo John Travolta. Olivia Newton-John assurge a icona. Da diligente liceale acqua e sapone. Che affida alle sue compagne le sue “sommer nights” da batticuore. Il ribaltone. Unico e irripetibile. Tutina nera. Giacchetta in pelle. Tsunami planetario. Colonna sonora. A fare la storia. “You’re the one that I want”. Un trionfo. Da più di 15 milioni di copie. Olivia Newton-John, argutamente, da lì, seppe andare oltre. Il 9 gennaio 1979, si impegna in una raccolta fondi a favore dell'Unicef. Ad affiancarla. Abba. Bee Gees. John Denver. Rod Stewart. Donna Summer. Nel 1980, si unisce a Gene Kelly nel film musical “Xanadu”. Diretto da Robert Greenwald. Un anno più tardi, ottiene la sua stella sulla "Hollywood Boulevard Walk of Fame". Il 13 ottobre 1981, 45 anni fa. Nuova ripartenza. “Physical”. Da coach. Taglio sbarazzino. Intenta a rimettere in forma. A colpi di fitness. Altro inedito intuito pop del decennio. Nel 1983, ritrova John Travolta in “Due come noi”. Commedia di John Herzfeld. Olivia Newton-John vanta vendite per oltre 100 milioni di dischi. Nella sua carriera, ha lavorato con molti artisti. Elton John. Michael Jackson. Finanche, Lucio Dalla. Dal 1984 al 1995, è sposata con l'attore Matt Lattanzi. Dall’unione, la figlia Chloe. Si legherà poi al cameraman Patrick Kim McDermott. Suo compagno per quasi un decennio. Fino alla misteriosa scomparsa, di quest’ultimo. In mare. Durante una battuta di pesca. Nessun testimone tra i ventidue passeggeri e i tre membri dell'equipaggio del charter boat. Nel 2008, il matrimonio con il produttore di Amazon. John Easterling. Olivia Newton-John scompare l’8 agosto 2022. A Santa Ynez. Ha 73 anni. Lo annuncia il marito in una nota. Sottolineando che è venuta a mancare “serenamente nel suo ranch nel sud della California, circondata da familiari e amici". Dal 1992, lottava con una neoplasia al seno. Guarita. Nel 2013. La recidiva. Ancora, nel 2017. Con metastasi alla schiena. Negli ultimi tempi, si era esposta in favore dell’uso medico palliativo della canapa. Percorso, che aveva condiviso con l’opinione pubblica. A Melbourne, un centro per la lotta al cancro, porta il suo nome. “Mia cara Olivia, hai reso le nostre vite migliori. Ti voglio tanto bene. Ci vedremo lungo la strada e saremo di nuovo tutti insieme. Tuo dal primo momento che ti ho visto e per sempre! Il tuo Danny, il tuo John!". Sentita partecipazione. Di John Travolta. Alias Danny Zucco. In “Grease”. Realtà e finzione si fondono. In dispiacere unico. Indivisibile.