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02.10.2019 - 09:000

Ferrara al veleno: "La bandiera elvetica rappresenta ancora il Ticino? Se si continua così saremo periferia... di Milano"

La deputata e candidata furibonda per il no di Swiss a volare su Agno. E chiede ai colleghi: "Abbiamo votato un invesimento per l'asfalto fono assorbente per 50 milioni, non possiamo usarne 5 per l'aeroporto?"

di Natalia Ferrara*

Oggi, 2 ottobre, ricorrono 20 anni dal grounding di SWISSAIR. 

Oggi ci troviamo di fronte ad un'altra “messa a terra”, stavolta, però, non solo di una compagnia ma di un intero aeroporto. Lugano-Agno è messo in ginocchio dalla fuga di SWISS e dal fallimento di ADRIA AIRWAYS che, ricordiamolo, operava per SWISS l’ultimo volo di linea decollante dal Ticino e diretto a Zurigo.

La collera verso SWISS per il modo e il momento scelti è giustamente grande: un vero e inaccettabile schiaffo a noi tutti. Anche il Ticino appartiene alla Svizzera! La bandiera elvetica rappresenta ancora il nostro Cantone? Sempre più decisioni sono zurigocentriche ma la Conderazione non può vivere solo sulla Limmat. Se andiamo avanti così il Ticino sarà sempre più periferia. Di Milano però, non di Zurigo. Bisogna battersi, avere coraggio e decidere per il Ticino in Ticino.

A Bellinzona, in Gran Consiglio, e a Lugano, in Consiglio Comunale. Governo e Municipio hanno licenziato i rispettivi messaggi, ora tocca ai Legislativi ingranare la marcia e andare avanti.

L’aeroporto è un datore di lavoro importante, uno snodo di trasporto e un simbolo significativo. Impegniamoci per evitare il fallimento, che non sarebbe solo una sconfitta ma una disfatta.

“Giù le mani” vale solo per le Officine? All’aeroporto sono in gioco circa 300 posti di lavoro, davvero vogliamo perdere anche questi? Le riflessioni economico politiche su quanto è accaduto a Agno vanno fatte, ma non quale scusante per non decidere. Vi ricordate che SWISSAIR era considerata fino all’ultimo sicura come una banca? Nessuno si è accorto per tempo, o comunque nessuno ha avuto il coraggio di dirlo. La sua fine traumatica non ha avuto responsabili accertati giudiziariamente, a dispetto di anni di indagini della procura zurighese. 

Succederà così anche per il fallimento della ticinese DARWIN AIRLINE, fallita nel dicembre 2017? Un procedimento penale è aperto a Lugano, vedremo.

Nel frattempo anche ADRIA AIRWAYS (che, ricordiamo, assorbì DARWIN proprio poco prima del fallimento di quest’ultima) è fallita, e spero si approfondirà se c'è un legame con il crack di DARWIN. SWISS (gruppo LUFTHANSA) ha preso con successo lo spazio lasciato da SWISSAIR. 

L’aeroporto di Zurigo e gli impieghi che genera sono in costante espansione (oggi oltre 27'000 posti di lavoro) e i collegamenti aerei da e per la Svizzera all’altezza delle necessità di un Paese come il nostro. 

Ecco il nostro problema, quello di un Cantone che si rende conto di essere fragile solo quando un trauma glielo ricorda: la fine SWISSAIR non ha penalizzato Zurigo-Kloten, anzi, la fine di ADRIA (e la fuga scomposta di SWISS) possono invece far chiudere Agno.

Viene in evidenza tutto il tema, difficile, dell’aggancio di una zona periferica al centro del nostro Paese e a un sistema di traffico (in questo caso aereo) internazionale. Dinamiche di cui è indispensabile cogliere per tempo i veri momenti decisivi, gli attori determinati, gli interlocutori giusti. 

Questa è la nostra sfida: discutere di più e litigare meno tra di noi; capire dove davvero si azionano gli scambi dei traffici che passano (o smettono di passare) dal e nel Ticino. Evitiamo il grounding progressivo della nostra capacità politica verso il nostro Cantone e nei confronti del resto della Svizzera.

Pochi giorni fa il Gran Consiglio ha votato quasi all’unanimità un credito di investimento di 50 milioni di franchi per posare asfalto fono assorbente sulle nostre strade e ridurre di 3 decibel il rumore. Forse possiamo investirne 5 per non schiantarci ad Agno e tentare, invece, di decollare nuovamente.

*Candidata PLR al Nazionale

NB: Boris Bignasca ha condiviso questa presa di posizione, da liberatv.ch, commentando: "Giù e mani  vale solo per le officine? Le 300 famiglie dell’aeroporto le lasciamo a casa?! E tutto l’indotto economico (200 milioni) lo buttiamo via?!"

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