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Sport
19.03.2019 - 22:360

Addio a Ruggero Glaus. È stato un onore collaborare con te!

Se ne è andato oggi a 72 anni lo storico giornalista sportivo: fianco a fianco ci occupammo della comunicazione del Chiasso. Dicevo sempre: "Diventassi brava la metà di lui"

CHIASSO – Cosa c’è da dire di fronte alla morte? Si può solo ricordare, con un senso di vuoto. Se ne è andato un collega, un amico, un modello. Chi segue lo sport ticinese non può non ricordare Ruggero Glaus, per tanti anni una delle voci sportive della RSI. È deceduto all’età di 72 anni, da tempo non stava bene, non lo si vedeva più neppure allo stadio a seguire il suo Chiasso.

Da sempre dicevo, quando ancora il mio sogno era diventare giornalista sportiva, che se fossi diventata brava la metà di lui ne sarei stata felice. Come faceva le radiocronache Ruggero, nessuno, con tutto il rispetto per i colleghi: con la sua voce calda, piacevole, la competenza fuori dal comune, anche se lui stesso aveva raccontato nel suo libro che gli inizi non erano stati facili.

Ebbi la fortuna, fra poche persone, di assistere a una radiocronaca quasi personalizzata, dove finalmente il giornalista poté lasciare spazio al tifoso, quel che si può fare ben raramente. Eravamo al Ristorante Zocca di Chiasso, la squadra rossoblu giocava il ritorno dello spareggio col Rapperswil per salire in Challenge League e lui improvvisò una cronaca. 

Quando mi proposero di entrare nell’Associazione Ticinesi Giornalisti Sportivi, volli lui come “padrino”. Il caso, la fortuna posso dire, volle che, una volta in pensione, Ruggero diventò addetto stampa del Chiasso: io gestivo il sito ormai da qualche anno, e la nostra collaborazione fu per me preziosa, per diversi anni. La lettera che mi scrisse come “padrino” mi colpì perché non era una semplice raccomandazione bensì un elogio commovente, che da una persona come lui non poteva che essere un onore. Condivise con me, al Riva IV (allora era ancora il Comunale, forse) alcuni degli anni più belli della mia vita. Se penso che fra quelle persone parecchie se ne sono già andate… In un’intervista disse che uno dei suoi sogni era diventare presidente del Chiasso, quell’articolo lo appese nell’ufficio allo stadio. Amava da sempre quei colori, e è stato un addetto stampa impeccabile, sempre presente. Si dimise per un’arrabbiatura, però non smise di essere un tifoso. 

Non ha mai smesso nemmeno di parlare di calcio, perché era troppo bravo e appassionato per non farlo. TeleClub se lo aggiudicò come spalla tecnica, era spesso ospite a TeleTicino, anche mentre collaborava col Chiasso, ogni tanto scriveva per qualche sito oppure per il giornalino del club. Allo stadio, seduto un paio di file più indietro di me, era semplicemente un tifoso, senza bisogno di filtri, con una sigaretta dopo l’altra fumata mentre soffriva per la sua squadra del cuore.

Di episodi, di ricordi ce ne sono tanti. La presentazione del suo libro, a cui mi volle. Momenti al campo. La sua passione per i funghi, e un’estate in cui non riusciva a trovarne. Quella volta in cui partecipai a un concorso per la radio, dovevo inviare delle registrazioni e senza esitazioni venne a casa a darmi una mano, a valutare quel che avevo fatto, a elargire consigli.

Oggi si è spento, senza tornare, nel 2019, nel suo stadio: non stava bene. In una sola giornata, Chiasso perde due personaggi legati alla squadra di calcio, prima di lui se ne è andato Luca del Carlino, come lo conoscevano tutti. E si resta senza parole, io guardo un passato che non c’è più e di cui stanno lasciandoci anche le persone, una dopo l’altra.

Ciao, Ruggero. Non lo so se sono diventata brava almeno la metà di te, come desideravo, non credo, ma è stato un onore poter collaborare con te ed aver imparato qualcosina.

Paola Bernasconi

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