Ultimi giorni di campagna: ci si saluta e si chiude la legislatura con la speranza di ricominciarla insieme il prossimo 30 novembre, per chi resta. Un quinto dei parlamentari svizzeri sa infatti che non ci sarà più: si sono congedati, ci hanno raccontano dei loro progetti futuri e promesso di restare in contatto. Una pacca sulle spalle e via: “andrà tutto bene”! Ma come scolaretti che devono sostenere un esame, nessuno di noi “uscenti” è davvero tranquillo. Sa che ogni elezione ha la sua dinamica e che gli umori popolari sono imprevedibili.L’anno elettorale è a torto ritenuto un anno di scarsa produttività! Nella recente sessione autunnale l’ordine del giorno era straripante, con sedute di commissione fin dalle 7.00 del mattino e sessioni open-end: si finisce quando si finisce! Il Consiglio degli Stati ha dovuto espandere il proprio programma per concludere l’esame di grandi dossier, come quelli del futuro energetico 2050 o della revisione delle pensioni 2020. Il Nazionale ha messo finalmente la parola fine alla revisione della legge sugli infortuni e a quella della LAMal concernente la moratoria degli studi medici.Ma l’ultima sessione è anche inesorabilmente impregnata da temi di campagna elettorale. L’UDC ha per esempio chiesto un’improponibile moratoria per l’accoglienza dei richiedenti l’asilo. Come atteso è stata respinta. Il PS, i verdi e i verdi-liberali hanno voluto un „dibattito speciale“ sul clima, il cui unico scopo era quello di vendere il loro programma elettorale dal pulpito del Nazionale. Nessuna votazione fatta, nessuna decisione presa. Ciò ha rubato tempo alla discussione di oggetti pendenti. Il PLR, unito a PPD e UDC, ha infine chiesto un “dibattito urgente” sulla questione del franco forte. Se non altro questo dibattito ha permesso di votare diversi atti parlamentari pendenti e di prendere alcune decisioni per combattere la sovra-regolamentazione che sta soffocando aziende e privati. Ogni settimana sul solo piano federale sono scritte 140 pagine di nuove regole, ciò che causa un aumento della burocrazia e importanti costi a carico di tutti. Il Nazionale ha deciso di istituire un’istanza esterna che vigili sui costi dell’eccesso di regolamentazione. L’ultima parola spetta ora al Consiglio degli Stati.Così, tra un saluto e un augurio, tra una telefonata e una votazione, si è spenta anche l’ultima luce su questa legislatura. La vita parlamentare attende ora con impazienza l’esito elettorale del 18 ottobre. E noi, come scolaretti, ci chiediamo se supereremo l’esame. Voi ci darete la risposta!