TRIBUNA LIBERA
IRE: gravi mancanze da parte della statistica pubblica?
di Michela Delcò Petralli, deputata in Gran Consiglio per i Verdi
Le dichiarazioni di Moreno Baruffini, uno degli autori dello studio dell’IRE (sulla situazione del mercato del lavoro ticinese dopo l’introduzione dell’accordo di libera circolazione), rilasciate al portale tio.ch ieri necessitano un immediato chiarimento perché hanno implicazioni particolarmente gravi. Tutti gli studi, dichiarazioni, prese di posizione fatte prima dell’aggiornamento della statistica della disoccupazione ILO risulterebbero infatti errati. Baruffini avrebbe dichiarato ai giornalisti di tio.ch, cito: «I dati che abbiamo usato ci sono stati mandati dall’Ufficio di statistica, poi sono stati probabilmente aggiornati. Questa mattina anch’io li ho riscaricati e ho notato la differenza: scorrendo la tabella, si può vedere come nella serie storica fornita ci siano ancora dati indicati come “provvisori”».I dati errati riguardano la disoccupazione ILO in Ticino nel 2012 (anche il dato del 2013 sembrerebbe essere errato nel grafico dell’IRE). Come è possibile che questo dato sia stato “aggiornato” a due anni e mezzo di distanza? Inoltre una variazione di 1,5 punti percentuali, dal 5,5% che figura sul grafico IRE al 7% nelle tabelle pubblicate dall’Ufficio federale di statistica (UST) e riportate anche nel sito dell’Ufficio cantonale di statistica (Ustat) non è un aggiornamento, è una rettifica. La carta della statistica pubblica (http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/news/publikationen.html?publicationID=4878), all’articolo 23 precisa: 23. RettificaI servizi di statistica rettificano i risultati che presentano errori significativi o ne sospendono la diffusione e informano gli utilizzatori.Indicatori:23.1 Gli errori scoperti nelle statistiche pubblicate sono corretti non appena possibile.23.2 In caso di errori importanti è informato il pubblico.Se effettivamente l’UST ha rettificato dati con un errore di questa entità dopo un lasso di tempo così lungo, avrebbe dovuto informare il pubblico. Se questo non è stato fatto significherebbe che la statistica pubblica è venuta meno ai suoi obblighi e significherebbe pure che i dati, riportati anche sul sito dell’Ufficio cantonale di statistica, accessibili al pubblico e utilizzati in studi e prese di posizioni, non sono affidabili.Dopo le dichiarazioni di ieri quindi diventa impellente fare chiarezza su questa vicenda. Chiedo quindi al lodevole Consiglio di Stato di rispondere a queste domande:Quando è stata effettuata e annunciata la rettifica dei dati da parte dell’Ustat o dell’UST? Chi ha fornito i dai all’IRE e quando? Ricordiamo che una delle domande a cui la ricerca avrebbe dovuto rispondere, elencate nel capitolo Obiettivi a pagina 16, è la seguente: Come si è sviluppata la disoccupazione nel Canton Ticino in relazione a tutta la Svizzera? C'è evidenza di un peggioramento relativo della situazione nel Canton Ticino, e in tal caso, per quali gruppi di popolazione? Il grafico che riporta i dati errati riveste quindi un’importanza particolare, come pure i grafici seguenti. Se sono stati elaborati sulla base di dati non affidabili o errati, la ricerca ne risulta indebolita. Inoltre lo studio dell’Ire è stato pubblicato sulla pagina della SECO venerdì scorso e da allora è visibile al pubblico. Probabilmente i funzionari e i politici federali si baseranno su questa analisi per prendere decisioni relative alle richieste del Ticino, non da ultimo quella di una clausola di salvaguardia per il nostro cantone. Se i dati sono errati e la ricerca non mette in luce la situazione particolare del Ticino, diventa ancora più complicato far valere le nostre ragioni a Berna.I dati sulla disoccupazione ILO sono pure stati presentati dal Prof. Dr. Mauro Baranzini e dalla Dr. Amalia Mirante nel corso di una conferenza stampa organizzata il 23 settembre dal DFE alla quale ha preso la parola anche il consigliere di Stato Christian Vitta. È importante quindi sapere quando sarebbe avvenuta la rettifica dei dati ILO perché anche le cifre esposte al pubblico in quell’occasione potrebbero essere errate e ne risulterebbe intaccata la credibilità delle DFE.
Michela Delcò Petralli
, deputata in Gran Consiglio per i Verdi
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