TRIBUNA LIBERA
Elezioni Regionali in Francia, analisi dell'anti-democrazia pre-elezioni presidenziali!
di Philippe Bouvet, Coordinatore Lega di Massagno
Nelle ultime due domeniche si sono svolte le elezioni regionali in Francia, dove con sorpresa della sinistra di Hollande e della destra di Sarkozy, il Front National di Marine Le Pen è arrivato in testa al primo turno in ben 6 regioni su 12 (essendo esse state ridotte e fusionate di recente), con percentuali oltre il 40% dimostrando di essere ormai la prima forza politica francese. Tra i due turni, le formazioni politiche regnanti degli ultimi 30 anni hanno effettuato uno sciacallaggio politico e campagne denigratorie vergognose mai visto sinora in Francia, dove da una parte la destra non ha ritirato le sue liste intimando di non stipulare nessun accordo con avversari ed invitando tutti i suoi candidati a mantenersi, mentre invece il PS pur di salvare il salvabile ha ritirato in alcune regioni le sue liste dando l'ordine (come ai migliori tempi del totalitarismo) di votare per la destra solo per impedire la vittoria democratica del Front National, mostrando senza vergogna alcuna il piu grande affronto alla democrazia nel paese dei diritti dell'uomo! Domenica in effetti la tattica politica della calata di braghe della sinistra a favore dei nemici repubblicani ha fatto sì che 7 regioni siano state vinte dalla destra con tanto di voti della sinistra, e 5 regioni sono rimaste alla sinistra con i voti della destra. Qui onestamente tra Socialisti e Republicani c'è ben poco da andare fieri, ma da vergognarsi in quanto hanno dimostrato il loro volto anti-democratico non rispettando la volontà popolare di oltre 6,5 milioni di elettori, continuando poi nei vari commenti post risultati a dire che «tenevano conto del segnale inviato dalle urne, e dalle preoccupazioni degli elettori». Frasi di circostanza già sentite negli ultimi 30 anni, senza che si traducano in fatti concreti, dimostrando di essere i primi sabotatori della democrazia continuando ad usare tale termine per far disastri continuamente alla propria nazione essendo servi di altri interessi, quali la Germania e gli Stati Uniti.Il primo ministro Valls, fra i due turni ha detto una frase assolutamente vergognosa, ossia che votare un partito come il Front National vuol dire «equivalere a fare scoppiare la guerra civile in Francia». Forse al Premier Valls, bisognerebbe ricordare che ha il peggior bilancio politico-economico di sempre assieme al suo presidente al quale vuole fare le scarpe. E per la serie dopo essere stato sciolto il governo, hanno preso le stesse persone per continuare sulla strada fallimentare tracciata, illudendo e mentendo spudoratamente alla popolazione (oltre 750'000 disoccupati in piu! Sic!!). Bisogna pure ricordagli che non è negli ambienti Radical Chic nei salotti a caviale e champagne che si risolvono i problemi dei cittadini, e che grazie alle politiche sue e dei suoi predecessori esercito, polizia, gendarmeria, servizi segreti, e amministrazioni a servizio della sicurezza dei cittadini si sono trovate ridimenzionate per questioni di rispetto dei budget nazionali per ordini di Bruxelles. Poi ci si chiede il perché del disfunzionamento tra le vari amministrazioni dopo gli attentati! Di tutte le parole sentite da candidati di destra e sinistra c'è solo da vergognarsi, perche hanno dimostrato di essere figli di un unica scuola di pensiero (l' E.N.A.) e dunque indipendentemente dal credo politico (insesitente ormai ), rifiutano categoricamente l'idea che vi sia una terza forza politica che possa assumersi responsabilita legislative ed esecutive. Se tra due turni si parlava di tri-partismo, oggi alla luce dei risultati esiste un bi-partitismo composto da una parte di un opposizione che si può definire Nazionalista o Populista che è il Front National, che desidera semplicemente diffendere la propria Identità e Sovranità, mentre dall'altra parte abbiamo avuto la definitiva dimostrazione e sopratutto conferma che vi è un partito unico affezzionato alle poltrone che è l'UMPS. In effetti di recente l'UMP ha cambiato nome chiamandosi «Les Republicains» ed il Partito Socialista sta per cambiare nome, ma non cambierano ideologia, approccio ai problemi, e sopratutto, non cambieranno le persone né da una parte, né dall'altra!Vediamo come i nomi forti di lista della destra sono tutti ex ministri di Sarkozy, e quelli della Sinistra sono ministri attuali, ed esponenti del PS come Claude Bartolone, attuale Presidente dell'Assemblea Nazionale che ha detto che avrebbe dato le dimissioni in caso di sconfitta ma che furbescamente, ha solo rimesso il suo mandato nelle mani dei deputati del suo partito... che lo hanno confermato nel suo ruolo.... come pure l'attuale Ministro della Difesa Le Drian che si è presentato come candidato, vicendo, nonostante il Presidente Hollande abbia vietato il cumulo dei mandati, dicendo poi una volta eletto che finchè avranno bisogno di lui alla difesa è disponibile.... Vediamo per l'ennesima volta che le parole e le promesse di politici di certe sponde politiche sono solo falsità! Il 2016 sarà un altro anno di sofferenza e di ulteriore disastramento dell'economia francese e delle classi sociali, con un ennesimo aumento di situazioni precarie, che effettivamente potrebbero tradursi in manifestazioni contro l'attuale potere socialista che rischia di provocare una guerra civile, in quanto i primi responsabili sono i sordi che non hanno mai ascoltato quanto da anni il popolo esprime, e guardano ormai con paura al 2017 dove la realtà Le Pen potrebbe essere un'alternativa credibile dopo 30 anni di continui disastri dai quali non sono uscite soluzioni concrete a risoluzione delle aspettative dei cittadini.
Philippe Bouvet
, Coordinatore Lega di Massagno
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