Da un paio d’anni la manutenzione di diversi stabili cantonali (tutti?), scuole comprese, non è più affidata a ditte della regione dove sorgono gli edifici ma messa a concorso cantonale; una scelta della Sezione logistica del DFE che parrebbe fatta negli interessi del Cantone.Succede così che, per una questione di costi, ad aggiudicarsi i lavori sono sovente le ditte che possono far capo ampiamente a manodopera frontaliera, penalizzando in questo modo le ditte delle valli.Inoltre può capitare, e capita, che non essendo più garantita la prossimità la manutenzione di uno stabile cantonale a Biasca è assegnata ad una ditta del luganese con i seguenti risultati:- Nell’intento di riparare una guasto la ditta mandataria se ne provoca un altro causando l’assenza di corrente negli uffici- Dopo una giornata e mezza in cui negli uffici manca la corrente per l’illuminazione la ditta non è ancora intervenuta- Ad ogni intervento arriva personale differente (5 interventi e 5 persone diverse) che deve ogni volta essere informato sulle problematiche degli impianti- Al quinto intervento il problema non è ancora risolto- Probabilmente anche in questa occasione verrà inoltre fatturata la trasferta dal Luganese a BiascaSi chiede pertanto al Consiglio di Stato1. Ha valutato nella sua globalità i diversi aspetti positivi e negativi di una tale scelta nell’assegnazione della manutenzione degli stabili?2. Il caso del Centro professionale di Biasca è un unicum o vi sono altre non conformità segnalate?3. È prevista una verifica della soddisfazione dell’utenza relativa alla manutenzione degli stabili cantonali?4. Negli appalti è stabilito entro quando la ditta incaricata della manutenzione deve intervenire e garantire il servizio?5. È altresì previsto che le ditte mandatarie siano tenute a prendere completa conoscenza dell’impiantistica relativa agli stabili nei quali saranno chiamati ad operare?6. Al momento dell’assegnazione alle ditte il Consiglio di Stato valuta la presenza di personale residente e personale frontaliero?7. Non ritiene opportuno pensare ad una regionalizzazione degli appalti per garantire una migliore efficienza e per dare un po’ di fiato all’economia delle valli fatta di aziende che normalmente fanno capo a manodopera locale?