TRIBUNA LIBERA
Buon ultimo viaggio, Leo
di Nicola Pini, storico, autore di “Reporter. L’informazione alla televisione della Svizzera italiana”
Ho incontrato Leandro Manfrini purtroppo solo una volta, il 5 ottobre 2009, a casa sua, per parlare dell’oggetto della mia tesi di laurea, Reporter, una seguitissima trasmissione di documentaristica trasmessa dalla TSI a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta di cui lui era il volto e il motore. Nei mesi precedenti l’avevo scorto in molte foto e altrettanti filmati d’archivio, a tutte le età e in ogni parte del mondo, dove andava per preparare i suoi documentari. Per questo quel giorno, nel conoscerlo, ero emozionato quanto lui lo diventava parlando dei suoi colleghi e amici della redazione, dei suoi incontri con Tiziano Terzani, delle sue inchieste giornalistiche, dei suoi viaggi in Asia e in America Latina (che per la prima volta lui e i suoi colleghi hanno portato nelle case ticinesi grazie alla televisione), come anche degli spinosi temi affrontati con coraggio (memorabile la trasmissione del 1974 sull’imminente votazione sul divorzio in Italia, che gli varrà numerosi premi e attestazioni di stima e che la TSI diffuse nonostante alcuni tentativi di censura e di allineamento all’italiana RAI che, di fatto, mai affrontò il tema). Un’intervista con la storia, direbbe qualcuno. E per me lo era, anche perché l’analisi che avevo fatto dei quotidiani locali non poteva lasciare indifferenti: di lui venivano universalmente lodati – anche da chi non ne condivideva lo spirito tenacemente anticonformista – il dinamismo intellettuale, il coraggio giornalistico e la capacità, tramite i suoi reportage, di rompere gli schemi e stimolare il dibattito. Apprezzata anche la sua completezza: certo giornalista d’assalto, ma capace anche di atti di poesia e di grande sensibilità ai valori umani; un “reporter di guerra e di pace”. In effetti per lui l’informazione televisiva non doveva svolgere unicamente un ruolo di servizio, ma doveva essere anche critica. Certo informare, ma anche far riflettere, accendere qualche curiosità: ecco come lui e la redazione di Reporter concepivano il dovere e il privilegio di servire la collettività, di animare il servizio pubblico. Un’informazione che, inoltre, non doveva limitarsi a considerare soltanto le masse e i grandi dibattiti, riducendo tutto alle analisi sulla Chiesa o sull’esercito, ignorando al contempo l’uomo inteso come individuo. La televisione, diceva, non doveva far conoscere i cinesi, ma doveva avere la forza di presentare il Signor Cinese, con i suoi problemi e le sue speranze. Per andare in fondo alle cose, sosteneva, occorre concentrarsi sull’individuo, sull’uomo, considerato “assolutamente irripetibile” e quale vero protagonista della storia: un approccio vicino a quella che sarebbe poi diventata, più tardi, la microsociologia.Ci mancherà molto Leandro Manfrini, perché a dirla tutta il suo proverbiale anticonformismo e il suo spirito critico e aperto sul mondo servirebbero come non mai al nostro amato Ticino. A confermarlo un passaggio pubblicato da Gazzetta Ticinese quasi 40 anni fa, il 9 luglio 1979: “Leandro Manfrini – bisogna riconoscerlo anche quando si dissente decisamente da certe sue prese di posizione – è senz’altro un giornalista televisivo che lancia sassi contro le più venerande vetrine contribuendo ad una positiva circolazione d’aria culturale. Parecchi servizi da lui firmati hanno suscitato reazioni nettamente avverse: ed è stato – riteniamo – un bene ch’esse si siano verificate nel nostro Ticino”. Buon ultimo viaggio, Leo, scopritore e narratore di mondi, di qui e di là.
Nicola Pini
, storico, autore di “Reporter. L’informazione alla televisione della Svizzera italiana”
In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026