TRIBUNA LIBERA
Il raddoppio e i miti da sfatare
Katya Cometta, Associazione Liberale radicale per l’Ambiente (ALRA)
ALRA (Associazione Liberale radicale per l’Ambiente) raccomanda ai suoi soci e ai ticinesi di respingere il progetto di legge per la costruzione di un secondo tunnel autostradale sotto il San Gottardo.ALRA, infatti, ritiene che le motivazioni alla base della proposta di costruzione di una seconda galleria si basino su presupposti errati e su presunte certezze superate dagli eventi: Il mito dell’isolamento: in realtà grazie all’operatività di AlpTransit il Ticino sarà collegato al resto della Svizzera come mai lo è stato in passato e nel presente (3 tunnel ferroviari in funzione!). Da Lugano si raggiungerà Zurigo in 1 ora e 40, quindi addirittura molto più velocemente rispetto al tempo necessario a percorrere la stessa distanza in auto. Inoltre, il tunnel stradale potrà rimanere in funzione almeno 10 anni in più rispetto a quanto preventivato dall’USTRA tramite lavori di manutenzione notturni. L’aspetto dell’urgenza dell’intervento viene quindi totalmente a cadere. Ne consegue che il Parlamento ha sostenuto questo progetto basandosi su informazioni incomplete, inesatte e superate da recenti perizie. Se si votasse allo stato attuale delle conoscenze, il secondo tunnel sarebbe verosimilmente rimandato al mittente dalle due camere federali per permettere all’USTRA di elaborare un progetto di risanamento degno di questo nome.Il mito della sicurezza: dal 2001 vi sono meno incidenti nel Gottardo che nel Seelisberg. Per migliorare ulteriormente la situazione basterebbe diminuire il numero di camion in transito facendo rispettare la Costituzione in vigore e installare una divisione centrale della carreggiata. Interventi ben più lungimiranti e necessari vanno invece previsti per mettere in sicurezza ad esempio i molti passaggi pedonali e a livello pericolosi presenti nel Paese e dove si registra un impressionante numero di incidenti gravissimi (nel 2014 sono decedute 77 persone che circolavano in bici o a piedi in Svizzera [UFS]..Il mito dei transiti che non aumenterebbero: due tunnel, anche monodirezionali, comporteranno un aumento del traffico passeggeri che la legge non prevede di regolare come oggi. Il traffico merci è in forte crescita in tutta Europa e attualmente transita principalmente attraverso il traforo del Brennero, di fatto vicino al collasso. La prospettiva di meno intoppi al Gottardo dirotterà parte dei transiti nel nostro Paese, in Ticino. Nel Sottoceneri la qualità dell’aria è allarmante: ozono e polveri fini sono quasi sempre sopra i limiti di legge e sono all’origine di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumorali), come qualificati e riconosciuti studi scientifici dimostrano. Markus Maibach, economista dei trasporti, evidenzia come il Raddoppio provocherebbe lo spostamento del 30% dei mezzi pesanti transitanti oggigiorno dal Brennero sull’asse del Gottardo. In termini assoluti, si tratterebbe di quasi 600’000 camion in più al Gottardo “provenienti” dal solo Brennero. Un altro recentissimo studio dimostra addirittura che, anche in caso di mantenimento di una sola corsia per senso di marcia, si potrebbe passare dalle 1’000 unità-veicolo per ora e direzione attuali a 1’500 in settimana e 1’700 nei fine settimana (Hartmann, 2016). Concretamente, ciò significherebbe che negli orari di punta avremmo colonna da Rivera a Chiasso!Il mito del “non mancheranno le risorse per altre importanti opere” : tra vent’anni i miliardi utilizzati per la realizzazione del secondo tubo (3 Mrd in più rispetto alla soluzione del trasbordo contando anche la manutenzione raddoppiata) mancheranno. La Bellinzona-Locarno, il completamento di Alp Transit e i piani d’agglomerato subiranno rinvii importanti. La cassa che finanzierà i progetti che mirano a ridurre rallentamenti e code (FOSTRA) sarà verosimilmente collegata a quella che finanzierebbe il secondo tubo (FSTS) tramite un meccanismo di compensazione. Risorse potranno essere prelevate del FOSTRA e riversate nel fondo che finanzia il Raddoppio, fondo per cui l’USTRA prevede un deficit di 15 miliardi entro il 2030.Il mito del “non ci sono alternative”: le proposte presentate tra l’altro anche da Iniziativa delle Alpi e altri qualificati interlocutori non sono state prese seriamente in considerazione. Sorge spontaneo chiedersi perché un progetto multidisciplinare da tre miliardi di franchi sia stato affidato, per il suo sviluppo, ad un ufficio dell’amministrazione federale e non sia stato fatto oggetto di un concorso pubblico, come avviene per qualunque altra opera pubblica. Una giuria esterna avrebbe così potuto effettivamente valutare le diverse soluzioni proposte. La trasparenza in questo caso ha lasciato assai a desiderare. VOTIAMO NO e puntiamo su un’economia sostenibile e a trazione ferroviaria
Katya Cometta
, Associazione Liberale radicale per l’Ambiente (ALRA)
In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026