TRIBUNA LIBERA
Doppio tubo, “tassa di collegamento”... e lampioni
Paolo Camillo Minotti
Diversi anni fa avevo comperato per caso un bel libriccino sull’umorismo ebraico, una raccolta di storielle e barzellette della tradizione ebraica-yiddisch dei Paesi dell’Europa centro-orientale. Una storiella contenuta in quel libro mi è tornata in mente in questi giorni, leggendo certe lettere ai giornali sul secondo tubo al San Gottardo svolgenti argomentazioni paradossali. La storiella è questa: un uomo - chiamiamolo Benjamin - unasera d’inverno sta cercando qualcosa insistentemente sotto il lampione, sul marciapiede che sta davanti all’isolato dove abita; dopo un po’ passa di lì un suo conoscente, Jakob, che lo saluta e gli chiede: “Cosa cerchi, caro Ben?”. E costui risponde: “Cerco il mio borsello”. E Jakob allora di rimando: “Mi dispiace, ma dimmi un po’: sei sicuro che l’hai perso proprio qui”. Al che Benjamin gli risponde: “A dire il vero, mi pare di averlo persoaltrove, ma lo cerco qui perché qui c’è il lampione”.Perché mi è venuta in mente proprio leggendo gli articoli degli impegnati scrittori di lettere contrari al doppio tubo? È presto detto: la proposta di risanamento in votazione prevede esplicitamente che il traffico continuerà a svolgersi su una sola corsia per ogni direzione, con accanto una corsia di sicurezza che aumenterebbe la sicurezza per gli utenti in caso di incidente, ma ciò non di meno i contrari sostengono con foga e poco rispetto perl’oggettività che il doppio tubo farebbe aumentare il traffico nel Luganese e nel Mendrisiotto. Se poi gli si risponde che il traffico di transito che passa attraverso il San Gottardo (che peraltro come detto non dovrebbe affatto aumentare con il doppio tubo) è solo una piccola frazione del traffico Chiasso-Mendrisio (o Mendrisio-Lugano), essi rispondono: “ma comunque è sempre una quota di traffico (e di inquinamento e di polverifini) che si aggiungerebbe”. A parte il fatto che non è vero che si aggiungerebbe, perché in realtà non aumenterebbe affatto (o comunque non aumenterebbe a causa del secondo tubo), va detto che chi - difronte al problema reale delle colonne e dell’intasamento nel Mendrisiotto o nel Luganese – reagisce dicendo No al secondo tubo al Gottardo, assomiglia molto al Benjamin della storiella citata.Vi è almeno da sperare, ma non si può contarci con sicurezza, che in omaggio alla coerenza tutti quelli che si oppongono al doppio tubo, approveranno pure la tassa sui parcheggi voluta dal consigliere di Stato Zali, ché – quella sì – rappresenta almeno un tentativo (direi il primo serio tentativo dopo decenni di laisser-aller) di affrontare e risolvere il problema del congestionamento da traffico nel Sottoceneri, nella misura in cui mira aindurre gli utenti della strada a preferire il trasporto pubblico e i datori di lavoro a incoraggiare il car pooling dei propri dipendenti. Non so quanto tale tassa potrà essere efficace (secondo me in una certa misura, soprattutto coi frontalieri, lo sarà), ma sicuramente sarà più efficace che non il dire di No al doppio tubo. Perché la proposta di Zali, contrariamente al Benjamin della storiella citata, si focalizza veramente sul problemaconstatato in loco (che in gran parte è “hausgemacht”, fabbricato in casa, come dicono i tedeschi)….e non va a cercare sotto un lampione qualsiasi.Per quanto riguarda l’isterismo che mette in relazioni le “polveri fini” con i camions in transito o con il traffico in transito tout court (una lettrice del Corriere è persino arrivata a paragonare le polveri fini dei camions ai narcotrafficanti assassini che in Messico ammazzano sindaci e giornalisti scomodi…), occorre poi dire che nessuno nega la nocività dell’inquinamento - che comunque negli ultimi anni è diminuito pro unità circolante -, maallora per coerenza si dovrebbe mettere al bando tutti i camions e proibire anche il traffico automobilistico, esclusi i soli veicoli elettrici! Senza dimenticare di transenna anche il fatto che in parte l’inquinamento riscontrato nel Mendrisiotto è di importazione “via aria”, cioè ascanso di equivoci: non quello arrecato dai frontalieri, ma l’inquinamento lombardo trasportato qui dalle correnti e dai fenomeni meteorologici.Votare No al doppio tubo è per contro al massimo un segnale simbolico senza nessun effetto pratico, tanto più che l’alternativa al secondo tubo è un terminale per caricare i camion su rotaia a Biasca…..vale a dire che da Chiasso a Biasca i camions arrischierebbero poi di continuare a circolare per parecchi anni, diventando una situazione definitiva. La soluzione del futuro è invece a mio avviso: il traffico di transito va caricato giàin Italia, mentre tra il Ticino e oltre Gottardo deve esserci un collegamento anche autostradale sicuro (per gli automobilisti e per quei camions che devono fare forniture a media distanza e urgenti per cui sarà sempre più ragionevole e conveniente il vettore stradale rispetto al carico su ferrovia).Paolo Camillo Minotti, (già granconsigliere UDC)
In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026