In Ticino la realtà degli apprendistati è molto consolidata ed è una delle formazioni maggiormente scelte dai giovani ticinesi. Ho svolto anch’io un tirocinio come impiegato di commercio, per cui ho vissuto in prima persona, fino solo ad un paio di anni fa, la realtà di questa categoria professionale. Ogni anno vengono inserite molte modifiche e correttivi, basti pensare che fino a qualche anno fa le mansioni dell'apprendista di commercio erano unicamente fotocopie e ricezione clienti, mentre oggi, grazie alla maggiore presenza scolastica e ai progetti interdisciplinari, è meno frequente questa attitudine.Il vero problema in questo ambito non è la formazione, pur essendo da rivedere sotto alcuni aspetti, purtroppo la difficoltà è trovare un posto di lavoro per i residenti, tant’è vero che in molti sono costretti a “riciclarsi” nelle scuole a tempo pieno e, in molti casi, facendo perdere tempo sia a loro stessi e sia alle istituzioni. Il minimo salariale previsto dalla legge non funge da deterrente, in quanto a far leva in questo caso (a differenza del resto del terziario, ad eccezione per la vendita, non vi sono delle regolamentazioni fatta salvo per quelle minime, ovvero previste dal Codice delle Obbligazioni) non è la corsa al ribasso dei salari, bensì l’esperienza e le formazioni passate.Vi faccio un esempio concreto. Molti studenti che frequentavano la formazione assieme al sottoscritto erano frontalieri, ultratrentenni e con già formazioni alle spalle, addirittura anche lauree. Qualcuno mi spieghi come può un ragazzo di quindici anni appena uscito dalle scuole medie competere con un curriculum simile?Inoltre basti pensare che lo stipendio di un apprendista si avvicina molto ai salari medi italiani, con queste condizioni la concorrenza sleale diventa sempre più aggressiva. Interroghiamoci sulle sorti dei giovani ticinesi: come faranno a crearsi un futuro se non gli viene data la possibilità di imparare un mestiere?