Diversi studi evidenziano quanto il nostro paese sia sostenuto dalla milizia e dal volontariato, i campi d’azione spaziano dalla politica alle associazioni umanitarie e sportive. I principi di militanza e di volontariato presuppongono una spinta interiore che porti all’interessamento per una causa senza che questa comporti gratifiche personali che non siano puramente emotive, ma nel contempo l’operato realizzato crei valore aggiunto per uno o più gruppi sociali.Lo stato odierno della milizia e del volontariato nel nostro Paese è in degradato, le associazioni sportive come anche quelle umanitarie fanno sempre più fatica a trovare persone disposte a mettere a disposizione il proprio tempo per sostenere delle cause e o delle attività. La politica non fa eccezione, i partiti vedono la costante erosione delle fila e hanno crescenti difficoltà a trovare persone che vogliano scendere in campo e mettersi al servizio della comunità, fattore questo in parte mitigato dal fenomeno delle liste civiche. A livello di istituzioni come il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati si nota una tendenza verso la professionalizzazione dalla carica politica. Tale tendenza è sostenuta dall’aumento degli oneri a carico dei deputati, ma pure dalla crescente complessità della politica federale. Inoltre, l’incremento dei salari rende un seggio attrattivo anche per i politici più giovani.A livello cantonale e comunale invece il concetto di milizia resta ancora l’unica formula praticabile. Sul piano cantonale, dove la carica politica è soprattutto esercitata in modo parallelo alla professione, tra una legislatura e l’atra si nota una fluttuazione importante dei candidati. E’però soprattutto a livello comunale – ambito in cui la milizia è alla base della vita politica di un Comune – che si incontrano le maggiori difficoltà. Purtroppo, soprattutto a causa dei continui ribaltamenti di oneri applicati dalle istituzioni superiori, anche la politica comunale ha raggiunto un grado di complessità non indifferente. Il politico comunale è spesso chiamato a gestire incarti e a prendere decisioni che in taluni casi vanno ben oltre le proprie competenze professionali e personali. Ciò determina un conseguente maggior carico di lavoro per il completamento del processo decisionale. Anche a livello associativo l’impegno richiesto è diventato molto elevato, un dato di fatto che spesso spaventa e funge da deterrente verso l’assunzione dell’impegno pubblico e sociale.Quale ulteriore causa della diminuzione della militanza e del volontariato – accanto al citato aumento della complessità e della mole di lavoro – possiamo però anche mettere il crescente individualismo che caratterizza la nostra società, senza dimenticare la globalizzazione dei livelli produttivi. Elementi questi che pure hanno contribuito al calo marcato dell’interesse per il lavoro di milizia e di volontariato. Personalmente credo ancora nei valori della milizia e del volontariato. Invito pertanto tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ritengono di poter dare un aiuto concreto al consolidamento di questi valori a volersi mettere in gioco, in modo da trasmettere le proprie esperienze, competenze e passioni anche alle generazioni future.