Negli ultimi tempi sembrano proliferare terapisti "fatti in casa", guaritori spirituali, "maghi" e fautori dell’auto-guarigione, ai quali anche nel nostro Paese sempre più persone fanno capo. Non mancano corsi e conferenze pubbliche, ecc. che spesso di razionale o scientifico hanno ben poco e in cui possono anche essere diffuse sonore falsità o – peggio – somministrate pseudo-terapie con esiti anche potenzialmente pericolosi se recepiti passivamente da chi è alla ricerca di cure miracolose in situazioni di disagio.Premesso che non si tratta di bandire a priori forme di cura alternativa a quelle tradizionali, né di impedire eventuali scelte "spirituali" a chi vi crede, ma unicamente di prendere sul serio i casi di ciarlataneria che in momenti di crisi sociale ed economica spesso aumentano per sfruttare condizioni di fragilità personale, chiedo al lodevole Consiglio di Stato:- Come viene regolamentato questo "settore" e come avvengono le verifiche della correttezza dei servizi offerti affinché oltre alla sicurezza dei pazienti, pure i terapisti complementari siano tutelati nella loro professionalità?- Quanti interventi dell’autorità si sono registrati negli ultimi anni in Ticino contro casi di (presunti) abusi nell’ambito di questo “settore”?- Si riscontra effettivamente un aumento di interesse da parte dei cittadini a tali forme di "terapie"?- Come intende intervenire il Cantone per ulteriormente sensibilizzare e tutelare la salute dei cittadini dai ciarlatani che spacciano per cure sanitarie quelle che sono invece solo attività divinatorie?Massimiliano Ay, granconsigliere PC