Durante gli ultimi tempi, l’UDC cerca di apparire come un partito interessato ai lavoratori e alle classi meno abbienti. Come se avesse mutato pelle, cercando di nascondere che in realtà è il partito della grande economia e del multimilionario Christoph Blocher. Eppure, malgrado l’apparenza, l’UDC non ci inganna visto che i fatti contano molto di più di mille parole. Infatti, solo pochi giorni fa l’UDC si è opposta ancora una volta all’aumento fino a 30'000 franchi della multa agli imprenditori disonesti. Una sanzione pensata in particolar modo per evitare che dei datori di lavoro operino in Svizzera con personale distaccato senza rispettare le nostre condizioni salariali. L’UDC pretende quindi che gli imprenditori assumano “i nostri” invece dei frontalieri solo a parole, ma la realtà dei fatti dimostra che è sempre stata contraria a sanzionare in modo efficace chi abusa delle lavoratrici e dei lavoratori. Non a caso l’iniziativa “Prima i nostri”, proposta dall’UDC e sostenuta dalla Lega, è anche sostenuta da imprenditori che assumono prevalentemente lavoratori frontalieri. “Prima i nostri” non risolverà niente perché a questi partiti, in realtà, risolvere concretamente il problema dei bassi salari in Ticino non interessa.L’UDC vuole farci credere che l’iniziativa potrebbe contribuire a risolvere il problema della disoccupazione e del precariato attraverso un generico obiettivo sociale introdotto nella Costituzione difficilmente applicabile, ma non ha ancora spiegato perché continua ad opporsi alle misure destinate alla tutela del mercato del lavoro: persino alla proposta di prorogare più facilmente i contratti normali di lavoro e a tutte le proposte che migliorano realmente le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori I tre partiti di maggioranza nel Parlamento cantonale hanno appena deciso di sottoscrivere il rapporto di maggioranza sulla manovra di rientro. Questa decisione del triciclo Lega, PLR e PPD colpirà duramente il ceto medio-basso della popolazione, le famiglie, i disoccupati e le persone in assistenza, mettendo in serie difficoltà la coesione sociale nel nostro cantone. D’altro canto, promette anche nuovi sgravi fiscali alle imprese, alcune di esse responsabili del dumping salariale, e ai più benestanti. Infine, questi partiti sono gli stessi che si oppongono all'iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”, che chiede più ispettori del lavoro al fine di individuare in modo efficace gli abusi delle condizioni lavorative e salariali. E’ perciò importante votare SÌ all’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino” e rifiutare “Prima i nostri”.Ancora una volta i lupi si sono travestiti da pecora ma, malgrado la maschera, lupi restano.