TRIBUNA LIBERA
Micro e nanoplastiche nei laghi: Con esse non si scherza
Tiziano Galeazzi: "Sono oggi felice che il Governo abbia preso coscienza di questa criticità. Non dobbiamo però scordarci di tenere sotto controllo la situazione"

di Tiziano Galeazzi*

Laghi ticinesi, si è tornato a parlare di microplastiche. Nell’occhio del ciclone il lago Ceresio, specchio d’acqua del quale mi ero già preoccupato all’inizio del 2018 e interrogai il Governo ticinese.

È movimentato gennaio, a Lugano. Mentre la città nel cuore del Ticino si riprendeva dalle vacanze natalizie, dal profondo del Ceresio, tornavano a galla gli esiti di uno studio condotto sull’ammaliante specchio d’acqua. Tra le acque più inquinate, appunto, si annovera il lago Ceresio, affollato di microplastiche e nanoplastiche.

Ad attirare l’attenzione il volume di questi inquinanti, estremamente critico: 213’500 microplastiche per chilometro quadrato. Un dato allarmante, questo, frutto di uno studio recente e, nemmeno il Lago Verbano è messo tanto bene.

Sono oggi felice che il Governo abbia preso coscienza di questa criticità. Non dobbiamo però scordarci di tenere sotto controllo la situazione, è infatti necessario sensibilizzare le istituzioni ad ogni livello, tanto quanto è importante che lo siano tutti i cittadini”. E aggiungo: naturalmente, è chiaro, che il Dipartimento del territorio adotti delle politiche atte a ridurre la produzione delle microplastiche e di tutti i materiali inquinanti che hanno causato, e causano, questa spiacevole situazione.

Ritengo sia importante poter impostare una campagna di sensibilizzazione nei confronti della comunità oltre naturalmente ad uno studio di strategia da parte delle autorità per quanto riguarda la bonifica delle acque, depuratori e filtri all’avanguardia e sicuramente anche dell’industria che produce materiali potenzialmente inquinanti. 

Ovvio, lo Stato non può intervenire sulle attività e prodotti privati ma può almeno incentivare le aziende con delle soluzioni fiscali o degli incentivi, se certificate, utili ad incoraggiare - nel nostro piccolo Cantone, l’utilizzo appropriato di prodotti innovativi proprio per evitare la formazione di micro e nanoplastiche. Serve un cambio di paradigma non da poco, sia per i produttori che per i consumatori.

Non dimentichiamo che oltre a soffrire l’ambiente e la fauna ittica, in pericolo vi è anche la catena alimentare che giunge in tavola a noi quotidianamente. Vi immaginate un pesce in carpione plastificato?

*deputato e candidato UDC

 

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