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12.11.2021 - 09:390

"PSE: atletica declassata, calcio minore e giovanile sacrificato"

L'opinione di Rocco Bianchi: "Stretti si stava e stretti si continuerà a stare. Non è una bella cosa"

*Di Rocco Bianchi


Leggo con interesse i numerosi contributi che si stanno pubblicando sul Polo sportivo e degli eventi (PSE) di Lugano; noto anche che raramente, per non dire mai, ci si concentra sui contenuti sportivi del progetto. Curioso, perché (sarò ingenuo) ritengo che di un polo che si vuole soprattutto sportivo proprio questi sono, o dovrebbero essere, prioritari; il resto – torri ed edifici amministrativi e residenziali – dovrebbero per contro essere considerati in secondo o addirittura terzo piano. Quisquilie insomma, pinzillacchere, come disse tempo fa qualcuno.

In concreto ciò significa – credo che su questo tutti possano essere d’accordo - che se il progetto risponde effettivamente a questa attesa, se risolve oggi e per diversi anni a venire i problemi dello sport a Lugano, sarà almeno da questo punto di vista da approvare; se per contro proprio nei suoi contenuti sportivi ha delle pecche, sarà per lo meno da rivedere se non da rinviare al mittente, pena o il perdurare di condizioni insoddisfacenti o successivi e supponiamo onerosi interventi di correzione.

Analizziamoli dunque questi contenuti sportivi. Un discorso complesso e variegato, e perché le strutture da costruire sono due e perché ogni disciplina ha le sue esigenze particolari.

Sul palazzetto dello sport nulla da eccepire: le discipline che hanno bisogno di una palestra lo aspettano dagli anni ’70 del secolo scorso, quando il titolo svizzero di pallacanestro era una questione che si giocava nel triangolo tra Lugano (Federale e Lugano Basket), Pregassona e Viganello; anche se i fasti non sono più quelli di un tempo, s’ha finalmente da fare, senza se e senza ma. Non sono in grado di giudicare se il progetto corrisponda in toto alle aspettative delle varie società interessate (non solo basket, ma anche pallavolo, ginnastica, scherma ecc.), ma di sicuro qualcosa è sempre meglio dell’attuale nulla.

Discorso un po’ diverso per l’atletica, che nel progetto vincitore del concorso (Sigillo) doveva rimanere dov’è ora ma che adesso, a causa della costruzione delle famose quattro palazzine residenziali, verrà spostata nel comporto sud di Cornaredo lungo il fiume. Di conseguenza questa disciplina si troverà dapprima esiliata a Tesserete (il tempo necessario ai lavori a Cornaredo), e poi trasferita, o meglio declassata, in un campo laterale, senza neppure una tribunetta o una gradinata da sagra di paese a farle da contorno. Una fine un po’ triste, ammettiamolo, per quella che viene definita “la disciplina regina dei Giochi Olimpici”. Soprattutto di che frustare le attese di quegli appassionati che a più riprese in queste settimane hanno espresso l’auspicio di vedere finalmente organizzato anche a Lugano un meeting di alto livello, se non proprio stile Galà dei Castelli poco ci manca. Lieto di essere smentito, ma difficilmente nelle condizioni proposte dal PSE questo sarà possibile.

Noto inoltre di passaggio che la nuova pista di atletica occuperà l’attuale sterrato di fianco al cimitero (quello finora utilizzato dal Circo Knie per intenderci), che dunque non potrà essere recuperato per altre funzioni, non necessariamente sportive, come invece era previsto nel progetto iniziale.

Discorso più complesso per il calcio, lo sport per cui, è bene ricordarlo, Cornaredo è nato. Sulla necessità di un nuovo campo principale (A) a norma UEFA nessuno discute. La scelta di costruirlo lungo il fiume comporterà tuttavia la soppressione degli attuali campi B1 e B2. In sovrappiù lo spostamento della nuova pista di atletica comporterà il sacrificio di altri due campi di calcio (C e D), ciò che porta la somma dei campi eliminati a 4. Una perdita questa purtroppo compensata solo in parte dalle nuove strutture che verranno costruiti al Maglio: sono solo 3 infatti i campi previsti sul piano della Stampa, e l’aritmetica ci insegna che -4 + 3 = -1.

Di conseguenza nascono dei problemi, o meglio si acuiscono, perché a Cornaredo oltre alla prima squadra del FC Lugano giocano anche altre società (FC Rapid Lugano e FC Lugano femminile in primis), tutte con i rispettivi settori giovanili. Circa 800 ragazzi e ragazze che, come denunciano queste società da decenni, negli spazi attuali stanno molto stretti, tanto che non è raro vedere squadre allenarsi in un quarto di campo (anche meno). Ampliare gli spazi loro dedicati dunque era e resta una necessità primaria.

Purtroppo, dato che con il PSE verrà a mancare un campo di calcio rispetto alla situazione attuale, possiamo affermare che stretti i movimenti giovanili e il calcio amatoriale erano, ancora più stretti staranno.

Bisogna comunque dire che per compensare questa mancanza le autorità hanno fatto sapere che lo spazio verde che si creerà all’interno della pista di atletica potrà anche (condizionale) essere utilizzato per il calcio. Inoltre è possibile che sono solo la prima squadra del FC Lugano ma anche l’Under 21 del Team Ticino e la prima squadra del FC Lugano femminile potranno giocare, forse anche allenarsi (questo non è chiaro), sul futuro campo A in sintetico, e non più solo la prima squadra del FC Lugano, ciò che comporterà una minore occupazione dei vari campi. Bisogna tuttavia altresì dire che oggi sono oltre 40 le squadre che settimanalmente utilizzano gli spazi di Cornaredo: toglierne due (meno del 5% del totale) non cambierà dunque la situazione.

Anzi in ogni caso - nel miglior caso - la somma degli spazi dedicati al calcio sarà uguale a zero, per cui il segno + resterà una chimera: stretti si stava, stretti si continuerà a stare. E per un polo che si vuole soprattutto sportivo declassare l’atletica e non risolvere uno dei maggiori problemi della sua principale disciplina sacrificando calcio minore e giovanile, ammettiamo anche questo, non è una bella cosa.

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