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14.02.2022 - 17:520
Aggiornamento : 15.02.2022 - 11:01

L'editore: "La bocciatura non è agli aiuti statali ai media, ma..."

Fabio Sacchi: "I grandi gruppi editoriali, anche del nostro Cantone, ricevono già aiuti importanti dalla Confederazione. Resettiamo il voto, pensando di aiutare tutti, anche i piccoli"

di Fabio Sacchi*

Era abbastanza prevedibile la bocciatura dettata dal popolo svizzero per gli aiuti ai media.

Questo risultato, da editore, mi ha fatto pensare e mi ha suscitato un paio di riflessioni che cerco di riassumere. Anzitutto credo che il pacchetto messo in votazione fosse sproporzionato in favore dei grandi editori e cittadini, che sono molto più accorti di quanto i politici e i media pensino, l’hanno compreso molto bene.

Il risultato del voto, a mio giudizio, non è una bocciatura agli aiuti statali per i media. È invece un “No” a quel progetto giudicato dalla maggioranza dei cittadini discriminante e sproporzionato.

Credo che un sano dibattito, che coinvolga anche i medi e i piccoli editori e li parifichi ai grandi sotto questo aspetto, sia necessario e auspicabile. Penso sia urgente una riflessione sulla parità di trattamento – che finora non c’è mai stata – per tutti gli editori.

Perché dico questo? Semplice, poiché il sistema in auge finora ha provocato solo danni al sistema editoriale della Svizzera italiana (e al resto del Paese). Mi spiego meglio: i grandi gruppi editoriali, anche del nostro Cantone, ricevono già aiuti importanti dalla Confederazione, al contrario dei piccoli editori, che non hanno mai ricevuto un contributo pubblico e da sempre sono costretti ad arrangiarsi come possono e con le proprie forze, in un mercato sempre più complesso e difficile. E non dimentichiamo che sono gli stessi grandi editori i maggiori responsabili del rastrellamento delle inserzioni pubblicitarie sul territorio a prezzi stracciati, che
nel recente passato hanno anche provocato la morte di diverse testate con gravi conseguenze per i giornalisti che hanno perso l’impiego.

Quegli stessi editori che in questi giorni si stanno lamentando del risultato.

Ecco, forse un po’ di autocritica, anche da parte loro, non farebbe male. 

Il mio personale auspicio, quindi, è quello di “resettare” questo risultato, prenderlo come monito e di ripartire da zero.

Magari iniziando a pensare a un nuovo progetto di aiuti pubblici. Questa volta, però, tenendo conto di tutti gli attori presenti sul territorio. Perché tutte le testate hanno la medesima dignità e sono dei canali informativi importanti e apprezzati dai cittadini.

*CEO editore di Sacchi Edizioni Tecniche & Commerciali SA

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