TRIBUNA LIBERA
Lupo di Artore condannato a morte dal Governo: ha predato a due passi da un asilo
Le incursioni notturne in zone densamente abitate, verificate dai guardacaccia nelle notti tra l’8 e il 13 luglio, e la “natura poco timorosa nei confronti dell’uomo” hanno spinto il Cantone a emanare l’ordine di abbattimento
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BELLINZONA – Il Consiglio di Stato ha deciso di intervenire con fermezza dopo una serie di attacchi predatori avvenuti in zone abitate tra Giubiasco e Bellinzona. Con una risoluzione firmata il 16 luglio, il Governo ha autorizzato l’abbattimento di un singolo lupo, identificato come M243, già responsabile di almeno 13 predazioni accertate su pecore nell’arco di due mesi e mezzo.

“Un pericolo per le persone sussiste in particolare se un lupo si aggira spontaneamente e regolarmente nelle immediate vicinanze di insediamenti, mostrandosi troppo poco timoroso nei confronti dell’uomo” – si legge nel comunicato, che richiama l’articolo 9b capoverso 4 dell’Ordinanza federale sulla caccia.
Il caso più recente risale alla notte tra l’11 e il 12 luglio, quando due pecore sono state sbranate ad Artore, quartiere collinare di Bellinzona, a circa 500 metri in linea d’aria da una scuola dell’infanzia. Un episodio che ha suscitato particolare inquietudine anche per l’elevata frequentazione serale di quell’area da parte di cittadini in cerca di refrigerio estivo.

M243, secondo l’analisi genetica condotta dall’Ufficio caccia e pesca, non appartiene ad alcun branco ed è già stato identificato a Roveredo Grigioni lo scorso febbraio. Le sue ripetute incursioni notturne in zone densamente abitate, verificate dai guardacaccia nelle notti tra l’8 e il 13 luglio, e la “natura poco timorosa nei confronti dell’uomo” hanno spinto il Cantone a emanare l’ordine di abbattimento.

“L’elevato numero di predazioni a ridosso di un’area urbana e il comportamento atipico dell’animale giustificano la misura adottata”, afferma il Governo, sottolineando il carattere “decisamente inusuale” della situazione, poiché in estate i lupi tendono a restare in quota.
L’ordine entra in vigore con la pubblicazione sul Foglio ufficiale e sarà valido per 60 giorni. L’esecuzione dell’abbattimento sarà affidata ai guardacaccia, che potranno eventualmente avvalersi della collaborazione di cacciatori locali. Fino ad allora, è autorizzato l’uso di proiettili in gomma a scopo dissuasivo in caso di nuovi avvistamenti nelle aree sensibili.

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