TRIBUNA LIBERA
Tamara Merlo: “Violenza contro le donne, il milione scompare dal budget”
Più Donne critica il preventivo 2027: “Meno risorse proprio mentre Berna ammette che bisogna fare di più”

di Tamara Merlo *

Se ne discute da giorni nella Svizzera tedesca e romanda, molto meno a sud delle Alpi. Eppure la decisione riguarda anche noi. A dicembre, quasi 500'000 firme avevano salvato un milione di franchi per la prevenzione della violenza contro le donne. Quel finanziamento ha rafforzato la campagna nazionale. Nel preventivo 2027, però, è già svanito.

A parole, la direzione è cristallina. La Confederazione riconosce che la violenza domestica, sessuale e di genere è – e resta – un problema grave, e che quanto fatto finora non basta. Annuncia una nuova strategia nazionale, promette di aver rafforzato la prevenzione.

Poi arriva il preventivo. E la coerenza evapora, insieme al milione.

Nel progetto di budget 2027 presentato dal Consiglio federale, il milione supplementare destinato alla prevenzione della violenza contro le donne è semplicemente scomparso. L'Ufficio federale per l'uguaglianza (UFU) tornerebbe a disporre di soli tre milioni, invece dei quattro che ha avuto quest'anno. Un vero passo indietro.

Certo, quel milione non era stanziato in modo permanente: il Parlamento lo aveva aggiunto solo per il 2026, lo scorso dicembre, dopo un acceso dibattito politico e una mobilitazione popolare straordinaria. Tecnicamente, dunque, non è un taglio, ma la "semplice" scelta di non riproporlo. Il risultato, però, resta identico: meno soldi per proteggere le donne.

Nel frattempo, quei soldi sono serviti eccome. Hanno permesso di ampliare la campagna nazionale «L'uguaglianza previene la violenza», che dal giugno scorso mette al centro le vittime, le possibilità di aiuto concreto e il nuovo numero nazionale 142. Un numero utile solo se dietro ci sono risorse vere, non solo buoni propositi stampati su un manifesto.

La necessità di intervenire, va detto, non è affatto diminuita. Al contrario: Confederazione e Cantoni riconoscono che l'aumento della violenza domestica e dei femminicidi richiede ulteriori provvedimenti, e stanno lavorando per il 2027 a una nuova strategia nazionale contro la violenza domestica, sessuale e di genere. Peccato dimenticarsene proprio quando si scrive il budget.

Ed è qui che il ragionamento fa acqua da tutte le parti: come si spiega che, mentre si ammette che serve fare di più, si tagliano le risorse per farlo? Forse qualcuno, in Consiglio federale, crede ancora che la violenza si prevenga a parole.

La partita, fortunatamente, non è chiusa. Il preventivo dovrà passare dal Parlamento, e alcune parlamentari hanno già annunciato che presenteranno proposte per ripristinare il milione mancante.

Lo scorso dicembre, la mobilitazione di centinaia di migliaia di persone ha convinto il Parlamento. Ma sarebbe paradossale — e stancante, per chi si batte ogni giorno su questo fronte — dover ricominciare da capo ogni singolo anno, come se la protezione delle donne fosse una concessione da rinegoziare stagione dopo stagione, invece di una priorità assodata.

Le priorità politiche non si misurano nei comunicati stampa, ma nei bilanci. Le belle parole non hanno mai fermato un femminicidio.

Un milione di franchi, nel bilancio della Confederazione, è una cifra modesta. Ma per la prevenzione della violenza contro le donne può fare la differenza tra una campagna che salva vite e una che si spegne nell'indifferenza. Non lasciamo che accada di nuovo.

* Deputata in Granconsiglio - Più Donne

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