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Ultimo aggiornamento: 18.02.2020 12:09
Tribuna
15.10.2015 - 08:450
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Revisione della legge sull’asilo: ben venga il referendum!

di Lara Filippini, Candidata UDC al Consiglio nazionale

Martedì 6 ottobre 2015, il Comitato centrale dell’UDC - riunitosi in quel di Berna, proprio tra le mura di Palazzo Federale - ha deciso di lanciare il referendum contro la nuova revisione della legge sull’asilo. Questa equivale infatti a un ennesimo schiaffo alla volontà del popolo che ha più volte espresso tramite le urne il proprio malumore di fronte a una situazione dai contorni poco chiari in materia di immigrazione. Infatti la popolazione svizzera, di fronte a chi ha veramente bisogno, non si è mai tirata indietro nel tendere una mano, ma quando vede che, oltre alla mano, le si vorrebbe prendere braccio e cassa toracica, ecco che si ribella. Se però questa ribellione, espressa democraticamente attraverso le urne, poi non viene presa in considerazione dall’Esecutivo federale, o meglio, da Simonetta Sommaruga in primis, non ci rimane altro che combattere nuovamente con l’unica arma di cui il nostro popolo sovrano ha, ossia il voto! Questa legge è un insulto a tutte le indicazioni che finora il popolo svizzero ha lanciato in materia di immigrazione e, conseguentemente, anche sulla politica d’asilo. Così come concepita infatti, non è altro che un ennesimo asservimento e uno strisciante avvicinamento all’Unione europea, forzando la creazione di sempre più centri d’accoglienza e, non paga, “agevolando” il tutto anche con un avvocato GRATUITO per tutti i richiedenti l’asilo. Tutto ciò è controproducente, perché aumenterà ancora di più il potere d’attrattività della Svizzera, farà moltiplicare i ricorsi, ingolfando i nostri tribunali e moltiplicando a dismisura i costi, che saranno pagati sempre dai cittadini svizzeri – già perché il denaro mica cresce sugli alberi! – per sollazzare migranti economici e immigrati illegali. Malgrado la nuova legge sia stata lungamente dibattuta, in Consiglio nazionale (dopo gli Stati) solo 55 deputati – e potete ben immaginare chi – hanno detto NO, mentre 138 hanno approvato questo ennesimo diktat che impone a comuni e cantoni di accettare questi centri senza potersi opporre alle decisioni che saranno prese a Berna. Le basi legali affinché non si abusi in materia d’asilo - che peraltro esistono, come il rimpatrio sistematico dei richiedenti che non sono minacciati nella loro integrità fisica e nella loro vita, la reintroduzione dei controlli alle frontiere per combattere l’attività delle bande di passatori, una lotta severa a tutte le forme d’abuso, come pure la creazione di centri speciali per i richiedenti recalcitranti al fine di proteggere l’ordine e la sicurezza pubblica - con questa nuova legge si può dire che vengano completamente azzerate! Tabula rasa! Porte aperte per tutti, senza criterio, e poco importano i disagi sia sociali he economici che la popolazione svizzera dovrà subire. Tale nuova legge, in parole povere, permette che il sistema legislativo europeo vada a intaccare quello elvetico, perché fa si che si riprenda quasi in automatico la politica d’asilo disastrosa dell’UE. Una politica che permetterà anche a persone che nel loro paese non sono minacciate nella loro integrità fisica o nella loro vita, di restare in Svizzera a carico – ed è meglio ribadirlo – di noi cittadini. Sì, perché siamo noi che, con il nostro lavoro e le nostre tasse, forniamo ossigeno a questa sconsiderata politica calamitante qui chiunque voglia approfittare del nostro sistema sociale. Se ai soliti noti non importa di aver messo in piedi questo sistema perverso - che, prima o poi, se continueranno queste ondate migratorie - potrebbe anche scatenare dei disordini interni, a noi dell’UDC invece importa e molto, perché nuoce alla popolazione svizzera e a chi è realmente perseguitato nel suo paese. Lara Filippini, Candidata UDC al Consiglio nazionale
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