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Ultimo aggiornamento: 13.11.2019 20:36
Tribuna
21.02.2016 - 21:170
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

A2-A13, qualcosa si muove!

di Roberto Badaracco, granconsigliere PLR

Nella sessione di settimana prossima il Gran Consiglio dovrà discutere, fra i vari temi, dell'approvazione di un credito di 9,6 milioni di franchi per l’allestimento del nuovo Piano generale relativo al collegamento stradale A2-A13. Dopo il voto popolare negativo del settembre 2007 sulla progettazione della cosiddetta “Variante 95”, la questione di un collegamento veloce sul Piano di Magadino era momentaneamente caduta nel dimenticatoio. Non a lungo però alla luce dell'impellente necessità di risolvere il più velocemente possibile l'endemico problema del traffico sul Piano. Il Consiglio di Stato aveva riattivato la consultazione per la ricerca di una soluzione efficace e condivisa, di concerto con i principali attori interessati (Commissioni regionali dei trasporti, Associazioni promotrici del referendum e i Comuni toccati dal tracciato), nell'ottica di giungere in tempi relativamente veloci a nuove proposte. Il passo successivo è stato quindi l'allestimento di uno studio di fattibilità comprendente diverse varianti di tracciato, poi trasmesse alla Confederazione nell'ottica di inserire il collegamento nei futuri progetti realizzativi dell’Ufficio strade nazionali (USTRA). Fra il 2008 e il 2010 è stato elaborato uno studio di fattibilità con sei varianti e due sottovarianti, con una spesa di circa 1.5 milioni. Di concerto con l'USTRA la scelta è caduta definitivamente sulla variante 6a, la quale comporta un costo di circa 1.3 miliardi di franchi. La progettazione durerà circa 3 anni per un costo di 9.6 milioni di franchi. Tale variante ha il vantaggio politico di creare meno proteste e polemiche in Ticino poiché non andrà a stravolgere il Piano di Magadino. Rischia però di essere un'incognita a fronte del costo elevato dell'investimento (il più caro fra quelli analizzati) e del rischio di essere messa in coda da parte della Confederazione nel momento in cui si attribuiranno i mezzi finanziari. Sulla variante scelta l'USTRA ha dato il suo benestare per considerazioni paesaggistiche e per il minor impatto sul territorio. Non è stata sicuramente la scelta più economica né probabilmente la migliore. Gli obiettivi del progetto sono chiari: il miglioramento delle condizioni di mobilità attraverso il nuovo collegamento veloce tra l’A2 e il Locarnese; la riduzione del traffico parassitario per l’intero comprensorio di studio; la salvaguardia dell’ambiente (in particolare rumore ed inquinamento); la valorizzazione delle risorse territoriali; e la salvaguardia dell’agricoltura (e dell’integralità del territorio agricolo). Da qui, dunque, l’urgenza di procedere ora con l’allestimento del progetto di massima, in modo da giungere preparati al termine dell’iter parlamentare federale (i lavori di progettazione dureranno circa 3 anni). Un ulteriore mezzo di pressione a Berna per far inserire la tratta Bellinzona – Locarno nei percorsi di competenza della Confederazione, e quindi nella rete delle strade nazionali, sarebbe quello di adottare una risoluzione cantonale all’indirizzo delle Camere Federali affinché la tratta A2-A13 torni ad essere considerata nel decreto concernente l’ampliamento delle strade finanziate dalla Confederazione. Roberto Badaracco, granconsigliere PLR
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