Tribuna
20.09.2019 - 14:590

Di campagna elettorale, segreto bancario e sovranismo. Dell'Ambrogio controLega e UDC

Da Opinione Liberale scrive: "Il sovranismo è la stessa solfa ovunque. Illude gli elettori che per risolvere i problemi basta opporsi a quel che vuole l'estero. Ma il segreto bancario fu spinto dalle banche"

di Mauro Dell’Ambrogio (da Opinione Liberale)*

C’è chi la campagna elettorale la fa riesumando. Non una salma, ma un tema che si presumeva sepolto, almeno politicamente: il segreto bancario. UDC e Leghisti si sono messi a vantare le iniziative che qualche anno addietro volevano mettere in campo per iscrivere il segreto bancario nella costituzione. E a recriminare contro gli altri partiti, allora come oggi timorosi e malati di esterofilia, che si erano opposti a queste iniziative. Colpevoli pertanto della perdita di tanti posti di lavoro nel settore bancario e fiduciario. Come prima risposta si potrebbe chiedere loro perché mai quelle iniziative non le lanciarono, raccogliendo le firme per far decidere i cittadini. Quasi che gli altri partiti avessero potuto impedirlo. Ma la mistificazione va oltre.

Intanto bisogna chiarire cosa si intende per segreto bancario. La legge punisce - oggi come ieri - la banca o il funzionario di banca che, senza ordine di un’autorità, rivela informazioni su averi o transazioni bancarie di clienti. A cambiare sono state le condizioni che possono portare ad un tale ordine: da qualche anno estese alla ricerca di prove non solo in procedimenti penali o civili (aperti in Svizzera o, tramite assistenza internazionale, all’estero), ma anche in procedimenti di evasione fiscale.

Come è intervenuto questo cambiamento? C’è stata una pressione dall’estero, particolarmente dagli Stati Uniti. A questa pressione hanno ceduto, ben prima dei politici, le banche medesime: per salvarsi da misure prese all’estero che avrebbero comportato la loro rovina. Hanno chiesto loro, prima che nuove leggi svizzere le obbligassero, l’autorizzazione a trasmettere dati di clienti alle autorità fiscali americane. Una proclamazione del segreto bancario nella costituzione (come specificato?) non avrebbe cambiato alcunché. Le leggi sull’assistenza giudiziaria internazionale e gli accordi internazionali che le accompagnano sono stati in questi anni adeguati a questa nuova realtà, con regolari decisioni del parlamento e - udite, udite - senza che né Lega né UDC lanciassero un referendum.

Il sovranismo è la stessa solfa ovunque. Illude gli elettori che per risolvere i problemi basta opporsi a “quel che vuole l’estero” e accusa di tradimento chi appena guarda ai fatti e cerca una verità oltre il “noi buoni, loro cattivi”. In Italia c’è chi pretende di poter far debiti oltre le regole europee concordate per reggere la moneta comune; quasi che tornare alla Lira perennemente svalutata e con interessi alle stelle fosse un’alternativa. L’attuale governo britannico pretende che per avere quel che vuole dall’UE basta minacciare di uscire sbattendo la porta; senza confrontarsi pubblicamente con le conseguenze in tal caso per i Britannici. I nostri UDC e Leghisti mettono alla berlina chi avrebbe ucciso il segreto bancario; quasi che avessimo potuto mandare all’estero il nostro esercito a difendere le nostre banche là, dove furono messe con le spalle al muro.

 

 

 

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