AMBRÌ - È finita l'era Kossmann. Non si arrabbino i tifosi di hockey, ma è proprio vero che in questo periodo più che mai le sorti di Ambrì e Lugano paiono andare a braccetto. I bianconeri avevano cambiato tecnico un paio di settimane fa, ora anche i leventinesi hanno optato per il cambio. La decisione, come sempre quando nello sport le vittorie non arrivano e la classifica fa paura, era nell'aria. Diversi tifosi, parlando col nostro portale settimana scorsa, avevano sostenuto di preferire un cambio che arrivasse più in là, per dare la giusta scossa in caso di (probabili) playout. L'Ambrî invece ha scelto di separarsi da Kossmann, e questa mattina lo ha comunicato alla squadra.Nel rituale comunicato d'addio, lo si ringrazia per la dedizione e il lavoro svolto, ma, si precisa, «il ringraziamento che gli va rivolto non è di facciata, ma sincero e doveroso, ed è accompagnato dal dispiacere per un esito non corrispondente purtroppo né al suo impegno né alle aspettative della Società e del pubblico». Il sostituto? La società spiega che verrà comunicato non appena saranno ultimate alcune questioni formali. Secondo indiscrezioni, potrebbe essere Gordie u, 39enne anch'egli canadese. La speranza del club è che possa già dirigere l'allenamento di mercoledì.L'allontanamento di Kossmann dà il via anche a una nuova fase della stagione dell'Ambrì, e lo si evince dal seguito del comunicato: basta sognare i playoff, bisogna pensare a salvarsi (il concetto che, in fondo, avevano espresso i tifosi da noi interpellati). «La Società ha chiesto alla squadra di reagire immediatamente alla spirale negativa delle ultime partite, ripartendo con determinazione per affrontare con lo spirito giusto il finale di questa stagione. Un finale che richiede coraggio e piena coesione di tutti coloro che amano la Società, al di là delle comprensibili riserve sui risultati sin qui ottenuti, i quali daranno luogo ad una disamina molto severa di tutte le componenti dell’organizzazione al termine della stagione. Ora si tratta però unicamente di combattere per la salvezza, con la grinta e la forza di volontà che hanno sempre contraddistinto l’HCAP nei momenti difficili della sua storia. E ciò vale tanto per la dirigenza e per lo staff, quanto per i giocatori e per i sostenitori. Grazie sin d’ora a tutti coloro che dimostreranno il loro attaccamento alla maglia, sul ghiaccio e fuori!».Un richiamo, insomma: testa bassa e pensare a salvarsi. Con chi in panchina, lo si saprà ufficialmente fra qualche giorno.