Cronaca
19.01.2016 - 20:210
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

Rabadan, niente paura. «Le misure di sicurezza sono sufficienti. Non temiamo gli asilanti»

Non si seguirà l'esempio di Lucerna e del volantinaggio, anche perché si fa già un lavoro di integrazione e il carnevale bellinzonese è organizzato in modo diverso

BELLINZONA - I fatti di Colonia, con un numero enorme di donne molestate da richiedenti l'asilo, non smettono di destare impressione. Cresce la paura, e in vista del carnevale, che raggruppa molte persone nello stesso spazio, a Lucerna hanno deciso di prende delle precauzioni supplementari. A tutti gli asilanti sarà distribuito un volantino con le regole di comportamento da adottare verso le donne. E in Ticino? Il Rabadan di Bellinzona come ha intenzione di comportarsi? «La nostra situazione è diversa da quella di Lucerna, dove è la città a occuparsi di sicurezza, bensì società private», ci spiega il presidente del Rabadan Bixio Caprara. «Si dovrebbe cercare di risolvere i problemi preventivamente all'entrata, ovvero se si vede qualcuno in stato alterato non lo si lascia entrare. Non è però una novità, ma un'indicazione che vale da sempre». I guai spesso accadono all'interno del perimetro della manifestazione, e si è predisposto un maggior numero di agenti di sicurezza. «Cerchiamo di garantire una presenza capillare, pronti a intervenire se dovesse accadere qualcosa». La paura non è aumentata col clima mondiale. «Non temiamo i richiedenti l'asilo». Caprara, che è granconsigliere per il PLR, non si esprime sulla misura adottata a Lucerna. «Il problema è che queste persone accettino e capiscano che ci sono altre modalità di vita rispetto ai loro paesi di provenienza, in generale una sensibilizzazione deve andar al di là del carnevale. Non è che devono rispettare durante la manifestazione e poi ad una festa qualunque del sabato sera possono fare ciò che vogliono... L'informazione verso queste persone è un tema essenziale». All'interno della città del carnevale come sarà organizzata la sicurezza? Anche Stefano Moro, direttore di Securitas, spiega che la società Rabadan ha al suo interno un responsabile della sicurezza (Giovanni Capoferri) e che le decisioni spettano al comitato. «Noi siamo dei fornitori e mettiamo a disposizione il personale e gestiamo la sicurezza in accordo con loro. Non mi sembra comunque ci siano dei rischi particolari per cui siano stati fatti degli adattamenti per i richiedenti l'asilo, o volantinaggio. Onestamente, non ci avevo pensato, ma credo che le realtà non siano paragonabili». La sicurezza è sempre centrale al Rabadan, sottolinea. "Ci sono dei potenziali rischi, indipendentemente da ciò che accade a Colonia ma penso che l'apparato attuale sia sufficiente per garantire la sicurezza di chi parteciperà». Come direttore di Securitas vede tante manifestazioni, e racconta di come «il clima non sia essenzialmente cambiato. Sul momento, pensiamo per esempio ai fatti di Parigi, dei fatti drammatici lasciano il segno, vengono poi relativizzati. Non ho la percezione che ci sia in intensificarsi delle misure di sicurezza, ed anche nella casistica non vedo esplosioni di casi. Essi ci sono e vanno contenuti, ma nel nostro Ticino direi che possiamo vivere ancora tranquillamente». Secondo Carmela Fiorini, responsabile del servizio richiedenti l'asilo del canton Ticino,il processo di integrazione degli stranieri non può passare solamente per un volantino, come reazione ai fatti di Colonia, ma «prevede un lavoro a 360 gradi volto a favorire l’inserimento dei richiedenti l’asilo nel nostro tessuto sociale, attraverso l’acquisizione degli usi e costumi della nostra società. Questo compito è demandato dal Cantone ai partner contrattuali che si occupano dell’accompagnamento sociale dei richiedenti l’asilo nella quotidianità, ossia: Croce Rossa Svizzera, Sezione Sottoceneri e Soccorso Operaio Svizzero, Sezione Ticino". Dopo quanto successo in Germania, però, «il Cantone sta valutando se dare un taglio diverso alla formazione/sensibilizzazione che attualmente viene proposta ai richiedenti l’asilo». Il Rabadan, definito da Fiorini uno dei carnevali con più sicurezza a livello svizzero, «prevede il pagamento per l’entrata nella Città del Carnevale, contrariamente a quanto avviene a Lucerna dove è gratuito, e la Società Rabadan offre ai partecipanti un sistema di sicurezza e presidio molto importanti, volti a garantire la loro incolumità». Dunque, «considerato il piano d’integrazione già attualmente offerto ai richiedenti l’asilo (ancorché in fase si rivalutazione), e il sistema di sicurezza offerto dalla Società Rabadan, il Cantone non procederà ad un volantinaggio informativo in occasione dell’imminente carnevale».
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