Cronaca
15.05.2016 - 13:370
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

Due ore dopo l'errore, Rey tornò in sala operatoria. E lo fece per altre 200 volte

Il Caffè ricostruisce la tragica mattinata: persino il braccialetto di riconoscimento non era al polso della donna. In molti sapevano ma nessuno ha denunciato, e il medico ha continuato a operare sino alla sospensione

SORENGO - Un terribile errore, di cui il dottor Piercarlo Rey si è reso conto immediatamente dopo l'intervento. Aveva amputato due seni a una donna che necessitava di tutt'altro intervento, credendo di avere sotto i ferri un'altra paziente. E prima di essere sospeso, ha compiuto altre 200 operazioni, una delle quali a pochissime ore dall'accaduto. Come è stato possibile che ci si sbagliasse paiente? Un concatenarsi di eventi, pare, secondo, a ricostruzione del settimanale Il Caffé. Il Sant'Anna, la struttura dove si è svolto il dramma, non aveva una procedura di controllo dei pazienti: toccava a ciascun medico verificare chi avesse di fronte, e ognuno lo faceva a modo proprio, o parlando col paziente, oppure guardandolo in faccia o ancora consultando la cartella clinica. Quel giorno, era l'8 luglio 2014, la cartella clinica è poggiata vicino alla testa della donna, che è coperta a parte i seni. Persino il braccialetto col suo nome non è al polso, perché per poter fare un’infusione sul braccio destro della donna l’anestesista lo ha tagliato, tolto e riposto nella cartella clinica. Il dottor Rey spiega il cambio di programma, concordato la sera prima al telefono con un collega, ovvero non un intervento su un solo seno, una quadrantectomia, ma l’asportazione di entrambi i seni, una mastectomia bilaterale. Solo che non sa che la paziente è un'altra! Quando termina l'operazione, Rey vede la cartella clinica, e accusa chi era con lui in sala (il medico anestesista, l’infermiera anestesista, l’infermiera strumentista e l’aiuto infermiere strumentista) di avergli dato quella sbagliata. Poi scopre che è la paziente ad essere sbagliata, e lo sconforto lo invade. I colleghi lo fanno sedere, mentre, pare, ripete «è colpa mia». È pallido e piange. Vengono subito avvisati la direttrice della clinica, che si trova all'estero, l'allora presidente del Collegio dei medici del Sant'Anna e il direttore sanitario. Tutti sanno che si è deciso di non dire niente alla donna. Lei verrà a conoscenza dell'errore solo quattro mesi fa. E questa è storia più o meno nota. Il dottor Rey è stato sospeso, ma è stato visto in sala operatoria. Il suo legale, Tuto Rossi, ha spiegato che era lì su richiesta della famiglia della paziente del momento. Ma Rey, dopo il tragico incidente, emerge dal settimanale, ha operato di nuovo. Lo ha fatto subito, scrive Il Caffè, agendo sulla paziente, quella che avrebbe davvero dovuto subire l'asportazione dei due seni, nonostante lui fosse sotto shock. Erano passate solo un'ora o due. E lo farà per altre, circa, 200 volte, prima della sospensione. È consapevole del suo errore, ma non se ne prende totalmente la colpa: perché nessuno gli ha detto che la paziente non era quella corretta? Nessuno di coloro che sapeva ha denunciato il fatto all'autorità sanitaria. La versione di tutti è che attendevano che lui dicesse alla donna del tragico errore.
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