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Cronaca
04.09.2019 - 09:510

"Il giovane picchiato? Quando l'agente l'ha afferrato sono caduti entrambi a terra. Ma se non fosse fuggito..."

Il comandante della Polizia della Città di Lugano Roberto Torrente spiega quanto sa dell'episodio che ha visto coinvolto un 16enne. "Le escoriazioni potrebbero essere dovute alla caduta. C'è forse un testimone, vorremmo sentirlo"

LUGANO – Il sopraggiungere degli agenti di Polizia è stato a seguito di una segnalazione da parte dell’USI, nei pressi della quale il 16enne e i suoi amici stavano fumando. A spiegare cosa è successo, o almeno che cosa sa al momento, del rocambolesco fermo del giovane, che accusa i poliziotti di averlo preso a sberle e avergli dato una ginocchiata, è il comandante della Polizia della Città di Lugano Roberto Torrente.

A La Regione sottolinea come “l’elemento scatenante è il fatto che al sopraggiungere delle pattuglie, il ragazzo si è messo a correre eludendo il controllo di polizia. Fosse rimasto fermo, non sarebbe successo nulla”. Il ragazzo aveva con sé della canapa e quando ha visto gli agenti è fuggito.

“È vero che il ragazzo è scappato alla vista degli agenti e quando l’agente l’ha raggiunto, nell’azione di afferrarlo, entrambi sono caduti a terra e le escoriazioni potrebbero essere dovute a questo fatto. Non posso però ancora pronunciarmi nel merito. Potrò essere più preciso quando avrò sotto gli occhi i rapporti di polizia degli agenti coinvolti”, prosegue. A intervenire sono state due pattuglie.

Potrebbe esserci un testimone, prosegue Torrente. “Vorremmo sentirlo per capire cosa sia davvero successo”.

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