Cronaca
21.11.2019 - 13:310
Aggiornamento : 15:19

"Quattro mesi di vacanza respirando quella sensazione di libertà: magnifico". Con gli sci percorre le Alpi con gli sci ai piedi

Stefano Larghi e i suoi numeri incredibili:85 tappe in cento giorni, 1250 chilometri percorsi, 100mila metri di dislivello affrontato in salita, quattro nazioni attraversate. "Per 24 giorni c'era brutto tempo, di cui 16 con allerta 5 per valanghe"

TICINO – A volte, anche i sogni diventano realtà. Lo sa bene Stefano Larghi, capoprogetto informatico di professione e grande appassionato di montagne ed escursioni. Attivo nella Commissione Tecnica della Sezione Ticino del Club Alpino Svizzero, Larghi ha recentemente trasformato in realtà il suo più grande sogno nel cassetto: quello di attraversare le Alpi con gli sci ai piedi.

Nessun desiderio di attraversata record in meno giorni possibili, nessun confronto a distanza con i migliori professionisti del settore, ma una sfida con sé stesso con tutti i timori, i rischi e le immaginabili paure.

Una sfida vinta, perché Stefano ce l’ha fatta: 85 tappe in cento giorni, 1250 chilometri percorsi, 100mila metri di dislivello affrontato in salita, quattro nazioni attraversate e un sogno realizzato. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano l’impresa personale di Stefano Larghi, protagonista di una conferenza questa sera alle 20 all’aula magna della SUPSI di Trevano in cui racconterà la sua avventura.

Liberatv lo ha raggiunto per un’anteprima che non solo evidenza il coraggio e le determinazione della persona, ma che racconta anche le insicurezze, la forza d’animo e una sensazione di totale libertà.

Stefano, quando hai iniziato a ‘studiare’ l’impresa?

“L’idea mi è balenata in testa nel 2017. Come prima cosa ho dovuto informarmi su quanto fosse realmente possibile. Poi ho dovuto trovare un accordo con il mio datore di lavoro. Le discussioni sono iniziate nel marzo 2018 e a giugno abbiamo trovato un’intesa. Da lì ho iniziato a ragionarci ed entrare nei dettagli: ho dovuto pianificare i percorsi, studiare le possibile varianti, capire di quale materiale dovevo attrezzarmi, cercare gli alloggi, informarmi su dove mangiare, eccetera. Solo a livello di preparazione ho impiegato 400 ore di lavoro”.

Poi sei partito…

“Sì, il 3 gennaio scorso sono partito da Vienna e sono tornato poco prima di Pasqua a Mentone. L’inizio è stato in salita perché in Austria a gennaio vi era un grande caos a livello di condizioni climatiche. Ho trascorso 24 giorni di brutto tempo, tra cui 16 con l’allerta valanghe di livello 5. Dalla parte francese, al ritorno, c’era invece così poca neve che ho dovuto finire in bicicletta...”

Ma c’è mai stato un momento in cui hai pensato di non farcela?

“No, non ho mai pensato a mollare o di non farcela. Ci sono stati però i momenti di crisi: dopo una decina di giorni dalla partenza ho avuto una settimana di crisi abbastanza profonda. Pensavo di ‘usare’ la scusa del brutto tempo per trovare delle vie più facili, ma ho tenuto duro”.

A cosa pensi sia dovuto il periodo di crisi avuto?

“Credo principalmente alla solitudine, al fatto di non avere l’occasione di confrontarmi con nessuno. È stata dura, ma nemmeno in quel momento ho pensato di mollare”.

Hai percorso 1250 chilometri. Cosa ricordi con più affetto?

“Le persone incontrate, sicuramente. La natura puoi sempre incontrarla ed ammirarla, ma gli incontri sono quelli che maggiormente ti arricchiscono. Parte del viaggio l’ho fatta da solo, un’altra parte con degli amici che mi hanno raggiunto. Sono due modi diversi di viaggiare e ognuno ti arricchisce in modo straordinario. In quei giorni ho trovato degli esempi di vita che porterò sempre con me”.

Conclusa l’attraversata era più l’emozione per averla portata a termine o la fatica?

“L’emozione, in quanto fisicamente non ero provato. Due giorni dopo sono andato a sciare… La più grande sensazione è quella di aver portato a compimento un progetto un po’ pazzo tutto mio. Regalarmi quattro mesi di vacanza e respirare quella sensazione di libertà è magnifico”.

Le circa duemila foto scattate da Stefano Larghi sono visionabili cliccando qui

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