Cronaca
27.03.2020 - 18:280

Vitta: "È stata dura ma abbiamo fatto capire la nostra situazione". Merlani: "Non cediamo a stanchezza e sconforto"

Il presidente del Consiglio di Stato ha lodato l'unità del Cantone. "Abbiamo inviato al Consiglio Federale l'ordinanza ora in vigore e quella che presenteremo domani, in vigore da lunedì". De Rosa spiega come verranno prese a carico le varie fasi

BELLINZONA – Dopo la decisione del Consiglio Federale, annunciata da Berset, è toccato al Consiglio di Stato dire la sua in una conferenza stampa nel tardo pomeriggio.

Vitta: "Siamo uniti, abbiamo fatto capire la nostra situazione a Berna"

“Il Governo saluta con soddisfazione l’odierna decisione del Consiglio Federale, che tiene conto dei valori che abbiamo richiamato in questi giorni. Ora più che mai questi valori devono essere portati avanti con determinazione e coraggio. Il Ticino ne è un chiaro esempio: siamo fieri dei nostri cittadini e di vedere un Cantone così unito. Questa unione ci ha permesso di far capire le nostre ragioni a Berna. Non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta. Per noi è importante che la nostra situazione attuale sia seriamente presa in considerazione delle autorità federali e che i nostri cittadini e le nostre imprese possano beneficiare dello stesso aiuto di quelli del resto del Paese".

"Alla luce della decisione odierna del Consiglio Federale abbiamo già inviato l’attuale ordinanza e quella che, con alcune puntuali modifiche, vi sarà presentata domani. Le regole che varranno da lunedì hanno raccolto l’adesione delle parti sociali, ottenuto in una riunione odierna. Potremo così affrontare assieme le tappe che ci attendono. Siamo fiduciosi, dato quanto detto oggi dal Governo Federale, che le misure atte a proteggere il nostro Cantone, saranno approvate da Berna. Ci attendiamo il via libera domani mattina".

"Abbiamo deciso di prolungare per un’altra settimana la chiusura dell’Amministrazione Cantonale, con i servizi basilari garantiti".

"Vedere il Ticino uniti ci dà fiducia. Il cammino è ancora lunga ma tutti assieme torneremo  vivere la nostra quotidianità, le nostre passioni, i nostri aspetti".

De Rosa: "Ecco il nuovo piano ospedaliero"

“Le cifre dei malati di Covid continuano ad aumentare seppur con andamento altalenante, che ci ha permesso di cogliere dei risultati positivi delle misure introdotte. Quelli che esponiamo non sono numeri, ma persone e famiglie coinvolte in battaglie che possono essere letali. A chi è toccato da questo virus subdolo va la nostra vicinanza. Per dare voce a chi è colpito da un virus che non risparmia nessuna fascia di età ci sentiamo in dovere di ribadire la necessità di rispettare la regola. Distanti ma vicini è un comportamento che può essere difficile da tenere a lungo ma è sulla distanza, non solo fisica, bensì anche temporale, deve caratterizzarci. Il nostro appello va a tutte le fasce d’età: il virus può fare molto male a tutti, anche ai giovani adulti e agli adulti sani che possono confrontarsi con un decorso difficile, con conseguenze anche drammatiche pure per gruppi non a rischio”.

“Fino adesso abbiamo studiato e proposto misure proporzionali. Ora le confermiamo, convinti che servano questo gioco e questo impegno per schiacciare il più possibile la curva, permettendo al sistema ospedaliero di curare chi lo necessita. Abbiamo perciò rivisto l’organizzazione. L’impatto della malattia su chi la contrae può essere molto diverso e di conseguenza la risposta del sistema sanitario deve essere flessibile e adeguata”.

“Mercoledî abbiamo approvato un nuovo assetto, operativo entro lunedì. La situazione è in continuo movimento e anche la presa a carico si adegua e si adeguerà, abbiamo già altre tappe previste, garantendo la dovuta flessibilità per adeguarsi rapidamente allo sviluppo. Ci sono malati che si presentano al Pronto soccorso e devono essere ricoverati direttamente in cure intense, e questo è il primo livello, o in reparto, ed è il secondo. Essi vengono ricoverati a La Carità o a Moncucco. Quando superano la fase acuta, che può durare anche due o tre settimane, o quando la fragilità del paziente renderebbe inutile un ricovero in cure intense, saranno ricoverati presso la Santa Chiara di Locarno e presso l’Italiano di Lugano e l’Ospedale di Faido, e questa è la terza fase. Superata questa fase, che può durare anche fino a due-tre settimane, i pazienti, se indeboliti dalla malattia, dovranno recuperare le proprie forze e saranno ricoverati per il quarto livello di presa carico, a Faido o a Castelrotto. C’è anche un’ulteriore possibilità, per i pazienti che passata la fase acuta necessitano di una riabilitazione neurologica o polmonare: saranno accolti alla Hildebrand di Brissago o a Novaggio. Restano riservate le disponibilità di ulteriori letti a Gravesano, che potrebbe affiancare Faido e Castelrotto. Stiamo pensando anche al livello della convalescenza per chi ha problemi a tornare a domicilio, con supporto medico, infermieristico e sociale”. 

“I reparti con pazienti Covid sono separati anche fisicamente da quelli con pazienti non Covid, senza possibilità di contagio. Anche il personale è diverso, e ha spogliatoi separati. Grazie a chi sta al fronte, agli allievi delle scuole infermieristiche, ai militi, agli operatori, che stanno operando con situazioni difficili e lontani dalle famiglie: a loro va davvero il nostro ringraziamento”.

“Si vuole istituire una cellula specifica che aiuti nel processo di dimissione e nel passaggio tra i diversi livelli, per alleggerire il personale sanitario impegnato al fronte di questo compito. Sono operativi quattro centri di consultazione ambulatoriale, a Mendrisio, Kugano, Agno e Giubiasco, dove ci si potrà rivolgere solo su indicazione del medico di famiglia, di picchetto, della hotline e del 144".

Merlani: "Capisco la stanchezza, però andiamo avanti uniti"

“L’aumento oggi è importante, non dobbiamo disperarci così come non dobbiamo cantare vittoria quando i nuovi contagi sono un numero contenuto. Possiamo dire di essere entrati in una fase abbastanza delicata, perché l’aumento si sta consolidando ed è abbastanza stabile. Dobbiamo seguire l’andamento della curva, il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva. Non sappiamo a che punto della curva siamo, arriveremo al picco per poi discendere. Capisco che con un numero di aumenti del genere ci si può far prendere dallo sconforto ma dobbiamo continuare a lavorare serenamente come stiamo facendo. agiamo tutti insieme per far sì che l pcico non sia troppo alto e troppo vicino. Negli ultimi giorni le cifre non ci permettono di trarre conclusioni sul lungo termine, seguiremo l’evoluzione nei giorni che seguono facendo settimana prossima delle prognosi più precise".

"Siamo in una fase delicata perhcè è da più di un mese che ci confrontiamo col problema, chiedendo sforzi ai sanitari, alla popolazione, all’economia. Tutti devono partecipare allo sforzo comune. Capisco che dopo due-tre settimane è difficile. Vorrei potervi dire che siamo al picco della crisi ma non è così, dobbiamo continuare a combattere come stiamo facendo. stanno arrivando la stanchezza, lo scoramento, i dubbi sulle misure e sull’andamento e l’adesione alle misure potrebbe essere meno rigorose: si vuole uscire a fare la spesa, i nonni vogliono vedere il nipotino, si desidera uscire. È comprensibile, ma nessuno ha mai detto che siamo partiti per i 100 metri bensì per una maratona, ciascuno sta facendo il suo lavoro. Dobbiamo aderire alle misure che ormai ho ripetuto alla nausea e che ripeterò ancora: distanza sociale, lavare le mani. evitare movimenti inutile, starnutire nel gomito. Sono questi i sistemi che influiranno la curva”. 

“Mi sembra di vedere che ci sia un iniziale allontamento dalle misure, vedo più macchine e più gente in giro, nell’ottica di questa stanchezza. È una fase delicata, si stanno creando delle fazioni, con gente che aderisce in modo corretto e preciso e altra che lo fa in modo meno rigoroso, non vorrei che questo portasse a dissidi. Siamo una comunità, anche piccola in cui ci conosciamo più o meno tutti. Non possiamo permetterci di arrivare allo scontro, a criticare chi fa jogging o arrabbiarsi con l’anziano che è fuori. Non facciamo la guerra, ciascuno fa il proprio compito. Andiamo avanti insieme anche durante questa fase delicata. Arriveranno, magari non tra una settimana o due, ma arriveranno momenti migliori”.

Cocchi: "Gli over 65 rispettano quanto chiesto"

"Devo dire che di principio quando è stato indicato relativamente al divieto alla spesa per gli over 65 è stato rispettato. Si vede che la gente ha capito. Ringraziamo tutti gli enti di prossimità che hanno messo in campo un dispositivo eccezionale. Over 65, evitate di andare nei negozi, c'è chi lo può fare per voi, la macchina funziona. L'invito a rimanere a casa e a non recarvi a fare la spesa resta in vigore".

 



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