Cronaca
28.03.2020 - 15:300
Aggiornamento : 16:00

Ecco chi potrà tenere aperto: serve chiedere allo Stato Maggiore di Condotta. Gobbi chiede in svizzero tedesco di non venire in Ticino

Nella conferenza stampa si è spiegato come Berset ha comunicato personalmente a Vitta che Berna approva le misure. Prolungato lo stato di necessità e rinviato il cambio di presidenza del Governo

BELLINZONA – In una conferenza stampa, Christian Vitta e Norman Gobbi hanno ribadito il regime restrittivo per l'apertura delle attività. Non vi sarà nessuna autocertificazione, come era circolata voce in mattinata.

Vitta: "Berset mi ha chiamato questa mattina a dire che approvavano la nostra decisione"

“Il Governo può ufficialmente confermare che il Consiglio di Stato ha approvato le decisioni del Consiglio di Stato, quella della settimana che sta per concludersi e quella per la prossima. Me lo ha comunicato Alain Berset al telefono. Salutiamo con soddisfazione queste decisioni, che danno chiarezza. Viene data legittimità alla nostra azione e in particolare grazie a questa chiarezza possiamo confermare che l’accesso agli aiuti federali è garantito anche per la prossima settimana".

"La decisione ci permette di comunicare le regole per la prossima settimana, che resteranno restrittive, pur con qualche cambiamento. Sono state decise dal Consiglio di Stato, con i partner sociali che le hanno approvate e con Berna".

"È confermata la chiusura delle attività commerciali private, tra cui ristoranti e bar, ma anche centri estetici e parrucchieri, come pure musei e cinema, palestre (la chiusura non si applica a chi fa servizi e domicilio, mense aziendali e mense di case anziani, punti vendita di articoli sanitari, chioschi, supermercati, banche, poste, che devono però rispettare le norme igieniche e di distanza sociale). Gli alberghi con oltre 50 posti possono continuare ad esercitare per ospitare personale che lavora in una delle attività ammesse. Possono rimanere operative le strutture sanitarie, asili nido, strutture di sostegno agli anziani, come pure le badante, si possono esercitare attività settore agricolo e alimentare. Per contro le attività nei cantieri restano sospese, deroghe saranno concesse in caso di interesse pubblico o di urgenze. Saranno per contro permesse le attività che possono essere svolte a domicilio, la presenza in ufficio deve essere limitata e solo nel rispetto delle norme igieniche, gli interventi puntuali per risolvere guasti, per garantire pulizia di luoghi pubblici, le attività per garantire ordine pubblico. Restano attive le aziende del chimico farmaceutico, sono permessi i trasporti connessi con le attività autorizzate. Le case di spedizione sono autorizzate a garantire disbrigo pratiche doganali, sono permesse anche le attività necessarie all’informazione, compresa la stampa dei giornali. Sarà concessa l’apertura di singole aziende per evidenti urgenze: il via libera deve arrivare dallo Stato Maggiore di Condotta Cantonale".

"Questa ordinanza sarà in vigore dal 30 marzo fino a 5 aprile 2020. Ci teniamo a sottolineare che contrariamente a quanto è stato veicolato questa mattina su alcuni organi di informazione non vi è nessuna autocertificazione che dà diritto ad aprire. Il regime rimane quello autorizzativo, come la scorsa settimana".

"Il Governo ha deciso di prolungare per una settimana la misura sugli anziani di 65 e più anni. viene prolungato anche lo stato di necessità, ed è stato posticipato di un mese il cambio di presidenza previsto per settimana prossima. Ci siamo suddivisi i compiti e abbiamo un sistema di lavoro coordinato che vogliamo mantenere nelle prossime settimane.
Avremo dinanzi a noi settimane impegnative, vi chiediamo di rispettare le misure. Ripartiremo più forti di prima, dobbiamo crederci e volerlo fortemente. Con determinazione e coraggio riprenderemo in mano il nostro futuro, consapevoli di appartenere a una bella realtà che sta mostrando tanto orgoglio e tanta solidarietà. Forza Ticino, uniti ce la faremo!".

Gobbi: "Amici svizzero tedeschi, non venite"

“Dall’11 marzo abbiamo lo stato di necessità, alcuni giorni dopo lo ha istituito anche la Confederazione con la situazione straordinaria e il Consiglio di Stato ha allineato il termine sino al 19 aprile, come previsto attualmente da Berna. Dico attualmente perché sappiamo che è una lotta che ha bisogno della partecipazione di tutti ma comunque con i dati che abbiamo ancora di esito incerto".

"Proprio a seguito del prolungo dello stato di necessità e della modalità operativa instaurata nel Governo ho proposto di prorogare il termine del passaggio di presidenza. Stiamo lavorando come una squadra, con compiti suddivisi. Il presidente si occupa in modo costante del contatto con la popolazione, io anche a livello di conferenze intercantonali, dove intrattengo contatti e metto a disposizione la nostra esperienza ticinese, come lo Stato Maggiore di Condotta. Gli altri cantoni guardano a noi come un esempio. La decisione è la più giusta, la priorità del Governo è affrontare la lotta al Coronavirus".

"Abbiamo ricevuto segnalazione da parte dei cittadini e non solo di cittadini confederati che fanno anche sport sul nostro Cantone. Sono situazioni che creano caos, ieri Berset ha chiesto di restare a casa per Pasqua, li prego di rimanere a casa anche adesso, anzi lo dirò in svizzero tedesco, per coloro che amano il nostro Cantone come noi".

Vitta: "Nessuna autocertificazione"

“Non è sufficiente un’autocertificazione per aprire. Ribadisco, non c’è nessuna autocertificazione che permetta di aprire, servono delle autorizzazioni da parte del Governo”.

Gobbi: "Le aziende che possono tenere aperte staranno attente coi frontalieri"

"Le attività che già oggi sono aperte devono garantire le norme. Come si può fare? Con la turistica, slittando le postazioni di lavoro per rispettare le norme di igiene e di distanza sociale. L’obiettivo è di continuare. Sui frontalieri i controlli saranno sul confine da parte della Confederazione. Chi è autorizzato, anche se sono poche le aziende che possono farlo, a tenere aperto va venire il meno possibile frontalieri, dato che non hanno interessi a portarsi in casa problemi sanitari".

"L’hotline per la violenza domestica è il 117, quella della Polizia. Non abbiamo ancora trovato altre soluzioni che quello, con la giusta prese a carico sia di vittime che di carnefici si può gestire la situazione. Nei prossimi giorni esporremmo delle misure”. 

Cocchi: "Aumenteranno i controlli"

“Quello della violenza domestica è un problema che ci poniamo anche noi, per ora non c’è un aumento dei casi, è tutto tranquillo. In caso di bisogno il numero da chiamare è il 117”.

"I controlli alle aziende continueranno ed anzi aumenteranno”.

Vitta: "Gli aiuto per ora sono garantiti"

"Gli aiuti? Dipende quanto durerà l'emergenza. Prima si uscirà da questo periodo prima si potrà far ripartire l'economia. Con le misure messe in campo dalla Confederzione copriamo per i prossimi mesi la necessità di aziende e singoli, poi dovremo lavorare tutti insieme su misure strutturali per rilanciarci: servirà coordinamento coi Comuni, col Cantone, con la Confederazione. Saranno efficaci con un quadro chiaro del post emergenza per capire in che settori serve aiuto e come darli".

"Se vorremo prolungare il regime dovremo scrivere ancora a Berna. Le misure che saranno valide dal 6 aprile dovranno essere sottoposte al Consiglio Federale".

"Lavoro ridotto? Sono rimasto al dato di circa 10mila domande, di sicuro è stato aggiornato e diremo le cifre corrette settimana prossima".

"Le attività essenziali? Sono quelle elencate. Le altre autorizzazioni, già attive questa settimana, spiegano esattamente i criteri che servono per poter chiedere di tenere aperto"

 

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