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Cronaca
16.04.2020 - 17:410
Aggiornamento : 18:17

"Con l'allentamento delle misure la curva dei contagi risalirà un po', stiamo attenti". "Le scuole? Abbiamo un orizzonte temporale su cui lavorare"

Il Consiglio di Stato ha parlato in conferenza stampa. Merlani via Skype: "Sto bene, è solo precauzione". Gli ospedali si riorganizzano ma sono pronti a tornare in assetto di emergenza

BELLINZONA - Conferenza stampa oggi a Bellinzona col Governo in corpore e anche col Medico Cantonale Giorgio Merlani, collegato via Skype a causa dell'isolamento per il Coronavirus. Questa volta dopo un po' di tempo erano presenti in sala anche i giornalisti.

Vitta: "Sepulveda diceva che il sole nasce come premio dopo la pioggia"

"Il Governo ha deciso all'unanimità le misure che saranno in vigore da settimana prossima, in linea con l'andamento registrato in questi giorni, l'obiettivo è contenere il virus. I dati sono positivi, a dimostrazione che gli sforzi dei cittadini sono efficaci e validi, tuttavia dobbiamo continuare a mantenere con rigore quanto si dice per non vanificare i sacrifici. Il successo delle misure dipende dall'agire di ognuno di noi".

"L'Amministrazione Cantonale continuerà a lavorare in modo ridotto. Per quanto riguarda l'economia, le misure sono state discusse e condivise con le parti sociali, il medico cantonale, i rappresentanti di EOC e Moncucco e sono state sottoposte al Consiglio Federale. Abbiamo richiesto e ottenuto anche per la prossima settimana, come unico Cantone, una finestra di crisi. Rimaniamo l'unico Cantone ad avere misure più restrittive rispetto al resto della Svizzera. Esse rientrano in una situazione graduale".

E legge l'ordinanza: leggila qui

"In poco tempo abbiamo dovuto rallentare il ritmo delle nostre vite, abbiamo dovuto fermarci, abbandonare la frenesia quotidiana, abbiamo dovuto vivere relazioni distanti con la vicinanza nel cuore, abbiamo dovuto prenderci cura di noi stessi e della collettività, mettendo al primo posto la salute che prima davamo un po' per scontato. La nostra vita ha un ritmo più lento, ci stiamo abituando a una nuova normalità, guardando vanti non sarà come prima, sarà un vivere più lento, con attenzione alla distanza sociale e alle norme igieniche. Anche quando la fase più acuta sarà alle nostre spalle il virus sarà presente in mezzo a noi e dovremo conviverci finchè non ci sarà un vaccino, e ci vuole tempo. Vivremo una normalità limitata, attenendoci alle norme igieniche e di distanza sociale. La quotidianità non sarà libera come prima ma caratterizzata da norme di comportamento responsabile. Siamo responsabile del nostro bene più prezioso, la salute. Sotto questa angolatura la nuova realtà sarà più limitata ma questa situazione difficile ci ha reso più forti, più uniti, più solidali, più attenti all'essenziale delle nostre vite, più responsabili, più attaccati alla nostra terra, che impareremo a apprezzare e scoprire nelle sue sfaccettature più nascoste anche nel periodo estivo. Sepulveda, che ci ha lasciato oggi, diceva che il sole arrivava come premio dopo la pioggia: parole che possiamo fare nostre per avere positività, luce e speranza. Il mio augurio ed anche quello del Governo è che questo ritmo più lento che abbiamo conosciuto e che sarà parte di noi sia uno stimolo per assaporare i valori dell'esistenza e di avere più cura di noi stessi e degli altri".

Gobbi: "I controlli ai valichi continueranno"

"L'allenamento delle misure permette di potersi recare più facilmente al lavoro ma si parla di una libertà limitata rispetto a tre mesi fa. Dobbiamo evitare spostamenti non necessari: necessari lo sono evadere le commissioni, lavorare, comprare qualcosa. Anche in questa fase di miglioramento dobbiamo continuare con disciplina individuale, che permette alla collettività di beneficarne con questo lento ritorno alla normalità. La pazienza permette di salvare vite, anche di capire meglio questo particolare momento storico e di non buttare alle ortiche quanto fatto. Il miglioramento della gestione del virus è frutto di comportamenti corretti. Ogni azione ha una causa e un effetto, se è giusta l'effetto sarà giusto, quello che compiamo oggi lo vediamo fra dieci giorni sulla curva, che si sta appiattendo. Ma ricordiamoci che il sistema sanitario è comunque sotto pressione, che deve essere pronto a intervenire se risale la curva".

"Era inimmaginabile sino a qualche giorno fa di amministrare la giustizia via videochiamate, ma stiamo scoprendo quanto funziona il telelavoro, anche noi come Amministrazione cantonale, così come l'economia. Anche per chi potrà riaprire, richiamo alla disciplina. I controlli ci saranno ancora, anche ai valichi di frontiera, dove le barriere resteranno alte, sia da parte svizzera che italiana, a tutela della nostra popolazione".

"Dobbiamo capire che tutto non si estinguerà con le prossime scadenze, per questo abbiamo prorogato lo stato di necessità sino a fine maggio, per ricordare che la situazione migliora ma non è finita. Non abbassiamo la guardia, anzi, teniamola alta per contribuire alla salute di tutti, degli anziani, di chi ci offre cure di qualità".

De Rosa: "I contagi risaliranno con l'allenamento delle misure"

"In questa prima fase del Coronavirus avete dato prova di responsabilità che ha salvato vite umane, grazie di cuore. Ieri il Consiglio di Stato ha potuto approvare la nuova organizzazione degli enti ospedalieri con cui le strutture si faranno carico della seconda fase di Coronavirus, probabilmente più difficile della prima. Dobbiamo attenderci ondate sui contagi, cercando di far sì che siano più lievi possibili per potervi far fronte. L'obiettivo, lo abbiamo sempre detto, è la protezione della salute della popolazione e del buon funzionamento del sistema socio-sanitario".

"Purtroppo il tasso di letalità della malattia resta elevato, soprattutto nelle fasce a rischio. Ma anche i giovani e i giovani adulti possono avere decorsi gravi. Bisogna garantire a tutti di poter essere curati con amore e responsabilità, come accaduto sinora. Il nuovo assetto degli ospedali deve essere rapido e flessibile per seguire i cicli di contagio che abbiamo davanti. La Carità resterà l'unico dedicato esclusivamente ai malati Covid 19, gli altri ospedali Covid continuano a mantenere letti sia per malati Covid che malati non Covid".

"Il Consiglio Federale ha annunciato l'eliminazione del divieto a effettuare esami e trattamenti non urgenti, sia in ospedale che negli studi medici. È importante tornare a un sistema ordinario anche per i pazienti non Covid, che magari hanno rinunciato a farsi visitare o ricoverare per paura di un contagio. Ma è altrettanto pericoloso, rischia di avere conseguenze su chi attendendo troppo mette a rischio la salute. I posti letti per i malati Covid scendono da 140 a 81 posti nelle cure intense (a La Carità, a Moncucco e al Cardiocentro) e a 400 nei reparti. Per il livello 3, una fase meno acuta, scenderemo da 150 a 60-70 posti. Per i livelli 3-4, di cura post acuta, si passerà da 130-150 letti a 110. Il livello 5, quello che riguarda la riabilitazione, avrà una trentina di letti. Il riassetto è accompagnato dalla vigilanza continua sulla pandemia. Se l'allenamento delle misure si traducesse in un aumento dei contagi, le strutture sono pronte a ripristinare l'assetto iniziale in 48 ore".

"Intendiamoci: probabilmente l'allentamento delle misure farà alzare i contagi, ma facciamo sì che avvenga in modo più indolore possibile e qui sono importanti i cittadini".

"Anche le famiglie hanno attraversato una fase difficile, dover restare a casa ci ha trasformato in familiari curanti, prendendoci cura uno dell'altro, e anche in docenti. Ogni c'è la giornata di prevenzione "Ti proteggo, mi proteggo": solo applicando con perseveranza le norme possiamo continuare assieme una maratona dal traguardo lontano. L'esperienza delle prime settimane di pandemia ci ha insegnato tanto, come cittadini e come classe politica. Il Ticino ha fatto fronte comune e grazie alla finestra di crisi abbiamo avuto il permesso di Berna di andare oltre, permettendoci di non essere colpiti in modo insostenibile dalla prima ondata. Abbiamo capito l'importanza di una certa autonomia, della rapidità di azione e dell'unione e nella prontezza dei cittadini nel rispettare le misure. Sarà importante adottare la politica dei pochi passi. Se è vero che occorrono fino a 10-14 giorni per capire il reale valore sulle strutture sanitarie, ci vuole tempo anche per tornare alle attività. Veglieremo attentamente sull'aspetto e, me ne sono fatto portavoce con gli altri Direttori della Sanità, riteniamo importante avere una certa autonomia, occorre tener conto delle diversità dei cantoni e della situazione dei paesi limitrofi".

"Lo stato di necessità ha mostrato il lato bello del Ticino. Ora ci attendono settimane e mesi ancora più difficili, in questa fase delicata dobbiamo costruirci una nuova normalità ed è una sfida, sia dal punto di vista sanitario che da quello economico ed anche da quello umano. Impegnamoci affinchè rimangano le azioni di solidarietà, teniamo alta la responsabilità sociale, sono gli anticorpi sociali, che con quelli biologici e con le competenze del sistema sanitario, ci faranno sconfiggere questo virus letale e subdolo che ci priva dei nostri contatti. Ci ha tolto la vicinanza fisica dei nostri affetti più cari, di visitare i nostri malati e i nostri cari ma abbiamo visto che siamo stati in grado di trovare altre soluzioni, ritrovando e trovando la vera vicinanza del cuore".

Merlani (via Skype dal suo ufficio): "Grazie per le manifestazioni d'affetto"

"Ringrazio tutti per i biglietti, le email, i messaggi di vicinanza e di auguri di pronta guarigione che mi hanno fatto molto bene. Mi hanno colpito. Il lavoro che stiamo facendo è apprezzato da buona parte della popolazione ed è uno sprone. Sono in collegamento Skype per non essere a contatto col Consiglio di Stato, anche se da cinque giorni non ho febbre e ho bassa probabilità di essere contagioso: non volevo fare una conferenza stampa con la mascherina, cercherò di essere poi presente".

"Andremo avanti per settimane e mesi con numeri di contagi (che ora sono da tempo sotto 100 al giorno, anche sotto 50) minimi. L'allenamento delle misure porterà a un'accelerazione della trasmissione, dobbiamo far sì che tutto non vada dimenticato. è grazie a quello che abbiamo imparato che potremo riprendere quella vita normale che ci meritiamo e che ci permette anche di lavorare".

"I tempi per chi è intubato sono lunghi, ci vorrà del tempo. Fra 7-10 giorni potrebbero aumentare i casi, dobbiamo seguire quanti saranno, quanti saranno i ricoveri e modulare tutto su questi dati".

"Le persone vulnerabili devono ancora restare protette dalla comunità, anche se ci sono pochi virus circolanti ne basta uno in una persona fragile per fare una calamità. Il fatto che vi ho detto che dieci giorni fa ero malato e ora sto bene non deve essere una banalizzazione, la fortuna di uno non vuol dire che andrà bene per tutti, i decessi lo dicono. Quanto imparato negli ultimi mesi sarà fondamentale nelle prossime settimane di reintroduzione di misure. Se riusciamo a vivere nel modo più normale possibile, lavorando dove possibile, ma ricordandoci che il virus c'è e che possiamo contenerlo, potremo fare le due cose: vivere in modo un po' più normale di ora e tenere sotto controllo il numero dei malati".

Vitta: "Finestra di crisi prolungata? Vedremo"

"Valuteremo a inizio settimana prossima se prolungare la finestra di crisi. Essa sottostà a regole precise, non è detto che ci venga concesso, anche questa settimana abbiamo dovuto motivare perchè la chiedevamo. Nel corso delle settimane abbiamo avviato un aggiustamento delle misure, valuteremo anche quell'aspetto e poi diremo il regime dal 27 in poi. Ci sono settori regolati a livello di Confederazioni, altri 'liberi' dove abbiamo potuto mettere limitazioni supplementari".

Bertoli: "Scuola? Adesso sappiamo che almeno per tre settimane ci sarà la scuola a distanza"

"Per quel che riguarda le scuole, il sistema scolastico è cantonale e che la Confederazione è intervenuta con un'ordinanza di carattere straordinaria nell'ordinare la chiusura. Il diritto superiore ha ordinato a tutti di tener chiuso. Ora la decisione è stata annunciata per il 29 aprile se delle condizioni saranno date, con orizzonte 11 maggio e 8 giugno, questo ci dice quali sono i tempi. Per noi è importante perchè sappiamo che fino all'11 maggio la scuola a distanza deve continuare a funzionare e che se venisse confermata la possibilità di riaprire all'11 maggio valuteremo il da farsi. Di base sappiamo che se le sicurezze sono date e tutto quello che riguarda la sfera sanitaria e la sicurezza, tornare a scuola in presenza vuol dire tornare a una ordinaria".

Merlani: "I test si possono fare anche durante il weekend ma non ai chek-point".

"Non siamo più in una fase di ristrettezza di test per selezionare in maniera particolare i pazienti. Ci sono studi medici, picchetti medici che li fanno, oltre ai check point che sono chiusi nei weekend, ma se è il caso possono effettuarli i medici di picchetto e i Pronti soccorso. Il test in casi a rischio o di persone del sistema sanitario va fatto, se non ci sono i check point ci sono altre possibilità, dunque non deve essere una difficoltà farli durante il fine settimana. Poi è vero che meno persone si rivolgono a chi di dovere nel fine settimana per cui i test nel weekend sono minori".

"La legge non dice nulla di specifico su chi è contatto con persone ad alto rischio. I datori di lavoro mettono in condizione di sicurezza i dipendenti, mi auguro offrano le alternative, compreso il telelavoro, per chi è a contatto con soggetti fragili. Consiglio di seguire tutte le misure in questi casi"

De Rosa: "Ai check point la media è di 40 test giornalieri"

"Ieri abbiamo avuto due decessi nelle case per anziani per Covid e tre per altri motivi. Partendo dal 10 marzo, giorno del primo decesso in Ticino, i decessi Covid sono 120 e 103 quelli per altri motivi. Ci sono dei guariti ed anche 21 ospedalizzati, non è vero che gli anziani non vengono ospedalizzati, le cure sono state garantite a tutti".

Merlani: "Per le case anziani, 25-30% della mortalità"

"Se si pensa che si siano stati degli errori per le case anziane la competenza è del Ministero Pubblico. Ma la realtà è che purtroppo chi vive nelle case per anziani è particolarmente fragile, e la percentuale di decessi in casa anziani è leggermente più basso rispetto ai coetanei che non vivono nei centri. Il tasso di mortalità è tra il 25 e il 30%, in linea con quello di tutti i paesi per l'età".

"I nonni sono ad alto rischio, l'avvicinamento coi nipotini è pericoloso. Quel che si sa sull'influenza è che i bambini sono dei grandi diffusori, sia per la qualità di virus che producono sia per il minor rispetto delle misure di igiene. Per il Coronavirus non sappiamo con precisione, dobbiamo partire dal fatto che anche loro portano il virus, dovremo tenere le generazioni separate finchè non avremo le idee più chiare. Per fortuna generalmente i bambini hanno decorsi più leggeri".

"Mascherine obbligatorie al lavoro? In determinate situazioni può essere un aiuto, anche se non si deve pensare che non protegge in assoluto. La misura più efficace è l'igiene delle mani. Se in certi contesti professionali si potesse aggiungere la mascherina al resto sarebbe un ulteriore aiuto a ridurre il contagio, dove le persone lavorano a contatto senza poter rispettare sempre i due metri di distanza".

Vitta: "Abbiamo preparato dei video su come comportarsi sul lavoro"

"La cellula dei controlli è rodata e i cantieri funzionano. Abbiamo elaborato dei video su come comportarsi nelle varie attività economiche, le troverete sul nostro sito, approfittiamo per proiettare quello relativo alle aziende come esempio".

"Stiamo approfondendo delle misure per il turismo, le presenteremo in seguito. Abbiamo un'estate dove dovremo riscoprire il nostro territorio, incentivare i ticinesi a farlo, magari a restare qui a passare le vacanze, così come dovremo affrontare una campagna marketing per far venire in Ticino gente dal resto del Ticino. Ci saranno meno svizzeri che andranno all'estero e dovremo giocare le nostre carte. Andrà valorizzato il mercato interno".

"Abbiamo avuto un incontro con le parti sociali (imprenditori e sindacati) e quella sanitaria ed è stato messo sul tavolo di valutare se ci sono aziende con rami vicini alla produzione delle mascherine che possono produrne. Aspettiamo riscontri, più riusciamo ad avere una produzione locale più possiamo essere autonomi rispetto all'estero. Adesso c'è maggior disponibilità anche dall'estero, anche se le mascherine sono molto richieste in tutti i paesi".

Bertoli: "Non sappiamo per il Festival di Locarno, aspettiamo indicazioni"

"I Festival? Ci saranno limitazioni fino al 31 luglio, anche se per ora è solo un'indicazione. Al momento il Festival del Film di Locarno resta possibile, ci servono indicazioni più vincolanti perchè ovviamente la direzione dovrà decidere nelle prossime settimane su cosa fare, se dare vita a un'edizione normale o trovare alternative. Attendiamo notizie, non abbiamo dati in più di quelli che sapete voi".

 

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