Cronaca
20.04.2020 - 14:160
Aggiornamento : 14:47

Coronavirus in Svizzera, l'aggiornamento da Berna: "La ripresa del turismo prevista per il 2022"

Le autorità federali aggiornano la popolazione. Jakob: "Il turismo svizzero si riprenderà solo nella seconda parte dell'anno. Quello mondiale, invece..."

BERNA – Le autorità federali si sono riunite oggi a Berna per aggiornare la popolazione svizzera circa l'emergenza coronavirus nella nostra Nazione. All'incontro informativo hanno preso parte Patrick Mathys, responsabile della Sezione gestione delle crisi e collaborazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica, Erik Jakob, capo della Direzione della promozione della sede SECO e il brigadiere Raynald Droz.

La cronaca della conferenza:

La situazione in Svizzera

Mathys: "La situazione in Svizzera è di 28mila casi positivi, 1'442 morti e 3'300 persone in ospedale. Le cifre sono al ribasso. Per la prima volta dall'inizio della crisi notiamo anche una diminuzione costante delle persone ricoverate in cure intense. Stiamo preparando la strada in vista del primo allentamento in cui il livello di protezione sarà elevato per evitare una ripresa dei casi".

La ripresa generale del turismo prevista per il 2022

Jakob: "Tutto il settore del turismo è fortemente toccato dalla pandemia. Noi della SECO pensiamo che il turismo avrà una ripresa solo nella seconda parte dell'anno. Una ripresa generale in tutto il mondo è prevedibile solo dal 2022".

"Ora si tratta di sopravvivere"

Jakob: "Nel futuro dovremo investire di più nel settore del turismo ed elaborare concetti di protezione adatti e applicabili. Per ora si tratta solo di sopravvivere".

Alcuni militi tornano a casa

Droz: "Alcuni militi sono tornati a casa lo scorso weekend pur rimanendo a disposizione. Dovranno, infatti, essere disponibile in 24 ore per un'eventuale entrata in servizio. Per quanto concerne la situazione sanitaria nell'Esercito abbiamo 221 persone in quarantena, 33 in isolamento e 66 militari positivi".

"I test sierologici non verificano l'immunità"

Mathys: "I test sierologici non sono dei test che verificano l'immunità. Quello che dicono sui giornali non è vero al 100%: il test rivela se una persona è risultata positiva al virus, ma lo stato d'immunità non è riconoscibile da questo. Al momento stiamo facendo delle ricerche poiché i test in giro non sono affidabili".

"Non c'è una risposta unilaterale sui bambini"

Mathys: "Chiarezza sui bambini? Non c'è una risposta unilaterale. I bambini possono contagiarsi e contagiare, ma non sono i vettori principali del Covid-19. Sulle scuole stiamo discutendo come riaprire l'11 maggio". 

Grandi manifestazioni a rischio fino a luglio/settembre

Mathys: "Open air, partite di calcio e grandi manifestazioni ad ora costituiscono un grosso pericolo e un grande rischio. I grandi eventi sono a repentaglio. Io penso che prima di luglio/settembre non possano riprendere, ma è presto per dirlo con sicurezza. Sarà il Consiglio Federale a informarvi nel dettaglio".

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