Cronaca
03.07.2020 - 14:060
Aggiornamento : 14:38

Riecco misure di protezione: assembramenti solo a 30 persone, nei locali al massimo 100. E mascherine raccomandate

I contagi stanno risalendo, il Governo torna così a informare il pubblico. Merlani: "Abbiamo identificato due focolai chiari". Quando si forniscono i dati nei locali si deve dare anche il documento e far controllare il numero

BELLINZONA - I contagi risalgono e il Cantone indice una conferenza stampa, una di quelle che erano ormai divenute appuntamenti fissi nei mesi più difficili della pandemia. Presenti Raffaele De Rosa, Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Paolo Bianchi, Direttore della Divisione della salute pubblica, Giorgio Merlani, Medico cantonale
e il Cap. Elia Arrigoni, Ufficiale della Polizia cantonale.

De Rosa: "Assembramenti al massimo a 30 persone, nei locali pubblici come ristoranti e discoteche, a 100"

"Dopo il mese di giugno, in cui la situazione è risultata relativamente ferma sui contagi, questa settimana a cambiare sono state soprattutto le tendenze, anche se i numeri per fortuna sono ancora bassi, sotto la decina. Oggi registriamo 7 nuovi casi. Abbiamo già avuto modo di esprimerci sulla velocità con cui il Governo Federale ha allentato le misure, soprattutto quelle relative alla presenza di molta gente. Molti cantoni caldeggiavano di mantenere gli assembramenti a 30 persone, ora dobbiamo agire come Cantone, dato che siamo in una situazione non più particolare".

"Dobbiamo apportare correttivi mirati sin da oggi affinchè la situazione possa essere gestita. Come noto, dopo che un giovane è risultato positivo nel test sistematico dell'esercito, sono state messe in quarantena molte persone presenti in un locale. È stato un grande lavoro, calcolando che un terzo dei nominativi fosse falso. Abbiamo deciso per misure a tutela della salute pubblica, per salvaguardare l'attività di indagine ambientale, che riteniamo fondamentale".

"Le misure sono state adottate dal Consiglio di Stato oggi ed entrano in vigore immediatamente. Si torna al limite degli assembramenti a 30 persone, con divieto per trovarsi in più. Gli ospiti, che possono essere presenti nella ristorazione, discoteche ecc possono essere al massimo 100 per serate. Queste strutture devono raccogliere i dati degli avventori e controllarsi con un documento d'identità e il controllo del numero. A chi lavora nei locali pubblici è caldamente raccomandato l'uso della mascherina. Abbiamo chiarito la procedura per chi rientra da un paese a rischio, che deve mettersi in quarantena: queste persone devono annunciarsi entro due giorni al massimo dal rientro alla hotline cantonale".

"Crediamo che così si possano scongiurare misure più drastiche che tutti vogliamo evitare. Ricordiamoci cosa ci hanno insegnato quei giorni così duri, mantenendo alta la guardia per noi e per gli altri".

Merlani: "Identificati due focolai chiari"

"Sembra che qualcosa si stia muovendo anche in Ticino. Cambia la tipologia di persone positive ed anche sono mutate le necessità di contact tracing. Prima mediamente una persona positiva imponeva una messa in quarantena di 2-3 persone in media. I nuovi casi sono soprattutto giovani e casi importati. L'apertura delle frontiere e quelle delle strutture hanno portato durante gli incontri dei giovani a diffondere il virus. I casi di ieri, al di là del Woodstock, parlano di una persona di 40 anni che ha portato a 3 quarantene, una di 23 a 7, una di 19 anni a 20, una persona di 20 anni a 14 quarantene, un bambino che fortunatamente sta bene a 5 quarantene".

"Il caso più eclatante è stato quello della recluta. A noi la sua positività è stata comunicata mercoledì, abbiamo visto che era stato al Woodstock, abbiamo messo in quarantena 223 persone. Due di esse hanno presentato sintomi sospetti e sono state inviate al medico. 25 persone erano al locale in orari diversi per cui non ci sono stati contatti col caso indice. Mancano 35 persone che non siamo riusciti a contattare, riceveranno a breve un messaggio per contattare la nostra cellulare. Mi preme ribadire che se facciamo tutti le cose bene riusciamo a andare avanti, se ci sono dei disturbi nel sistema, che comunque non è perfetto, è un problema. Pensiamo a un terzo che lascia un recapito falso o illeggibile crea problemi. Meno male che tanti ragazzi hanno preso contatto attivamente, tramite il 117 o il 144 e sono stati recuperati. È evidente che la mobilità e la crescita dei casi in Svizzera Interna, oltre alle feste. necessitano misure, se vogliamo evitare una crescita. Non possiamo parlare di seconda ondata, i casi sono bassi. Le misure entrano in vigore oggi, ma si vedranno fra 10 giorni, per cui dobbiamo agire adesso. Esse ci permettono di bloccare le attività che hanno mostrato di aver bisogno ancora di misure. Tutte le altre attività aperte avevano registrato zero nuovi casi, qui invece qualcosa di diverso c'è stato e vanno messi dei correttivi per permettere le aperture e non far salire i casi".

"Ci sono legami epidemiologici fra i nuovi casi, abbiamo identificato due focolai piuttosto chiari. L'altra parte a rischio sono i rientri all'estero, c'è l'ordinanza a livello federale che aiuta. Lo stesso appello che ha fatto il Ticino alla Svizzera Interna lo ha fatto adesso la comunità serba ai concittadini".

Bianchi: "Ecco perchè abbiamo potuto prendere queste misure"

"Dal 19 giugnola situazione straordinaria, che permette all'autorità federale di adottare i provvedimenti necessari, non c'è più. Siamo in una situazione particolare, dove le misure le adottano i Cantoni, ma Berna può aggiungere misure. e lo ha fatto regolamentando alcuni aspetti. La Confederazione non ha adottato nessun tipo di limite sugli assembramenti, tenendo conto che nella brevissima consultazione che vi è stata, dato che in situazione particolare i cantoni devono essere sentiti, 2/3 aveva chiesto il limite massimo di 30 persone e 1/3 aveva espresso parere contrario. La decisione permette ai Cantoni di mantenere la loro autonomia e di decidere caso per caso".

"Nell'ordinanza la Confederazione ha legiferato nuovi limiti per le manifestazioni: per gli esercizi pubblici con consumazione in piedi e per i locali notturni ha dato un limite di 300 persone al massimo. Questa è la situazione con cui si è convissuto nelle ultime settimane. Da questo punto i cantoni non avrebbero competenze. Vi è però un'eccezione, a cui possiamo appellarci, cioè che i cantoni possono temporaneamente adottare dei limiti inferiori se il sistema di tracciamento dei contatti rischia di non essere praticabile. È la situazione in cui ci potremo trovare, pensiamo al caso del Woodstock. Non tutto è stato fatto secondo le prescrizioni, ma è comunque inevitabile".

"Nei numeri citati dal dottor Merlani ci sono alcuni militari (non abbiamo i risultati definitivi) non tutti hanno fatto la festa sabato sera come è stato detto. Ma è possibile che da questo evento o da altre situazioni di fine anno scolastico e di ritrovi nascano altre situazioni analoghe che mettano in crisi il contact tracing. Appellandoci a questa clausola, il Governo ha deciso di limitare il numero di persone ammesse  nei locali pubblici. Si introducono anche delle limitazioni sugli assembramenti, vanno un po' di pari passo".

"Sapevamo che una delle sfide più grandi era seguire la situazione, poterla prevedere, tenendo conto dei dieci giorni che passano per vedere l'effetto delle misure. Accanto a queste misure, abbiamo anche ripreso la decisione dal Canton Zurigo di un paio di giorni fa di pretendere maggior rigore nella verifica dei dati di identità che vengono forniti agli esercizi pubblici".

"Di queste misure abbiamo informato anche l'autorità federale, ottenendo il sì dal punto di vista giuridico. L'esperienza vissuta e l'eco dei riscontri avuti attraverso il concact tracing ha fatto riflettere sugli appelli che l'epidemia non è finita. Penso che un certo rigore ci sarà. Questi provvedimenti non ci fanno tornare ai tempi più bui, pensiamo che con essi si possa concinvere per evitare una ripartenza esponenziale".

Arrigoni: "I locali devono fornire i dati, se richiesti, entro due ore"

"Gli assembramenti di più di 30 persone sono vietati. Assembramento è un incontro spontaneo, mentre una manifestazione, che può essere un evento sportivo o l'Estival Jazz, che devono avere i piani di protezione. Negli assembramenti devono essere rispettati l'igiene e la distanza sociale".

"Nei locali notturno, nei bar, nei pub e dove il consumo avviene in piedi possono essere presenti al massimo 100 persone tra le 18 e l'orario di chiusura. Quando raggiungo i 100 non posso più far entrare altra gente anche se qualcuno esce. Le strutture della ristorazione devono raccogliere cognome, nome, domicilio e numero di telefono, l'ora di arrivo e quella di partenza. Quello che ora viene chiesto è verificare l'identità attraverso il documento e il telefono attraverso una chiamata di controllo. I dati vanno conservati su un file Excel. La responsabilità è dei singoli gestori, in assenza di un piano di protezione l'attività non può essere aperta al pubblico. Vanno contate tutte le persone presenti, devono provvedere misure su igiene e distanziamento, spiegando quali misure sono applicate in loco: il piano deve essere adeguato alla situazione. Vanno allestite zone di accoglienza e ingresso. Se arrivano diverse persone alla stessa ora, va garantita la distanza sociale".

"Le prescrizioni valgono anche per chi lavora. I dati devono essere mantenuti aggiornati e si deve essere pronti a trasmetterli, tra le 7 e le 22, in due ore dal contatto, al Medico Cantonale. Per quel che concerne la ristorazione, dopo una discussione anche coi rappresentanti della categoria, si raccomanda l'uso della mascherina o della visiera".

"Chi è tenuto a mettersi in quarantena perchè torna da un paese a rischio deve mettersi in contatto con la helpine. Se non dovessero essere rispettate le misure, chi doveva farle applicare può essere sanzionato penalmente o si può chiudere la struttura. Vi saranno controlli, con un lavoro di prevenzione e di accompagnamento, ci si attende comunque la responsabilità individuale in una fase delicata".

"Le sanzioni saranno delle multe, penali a tutti gli effetti, la cui entità sarà decisa a seconda dei casi. Possono essere anche considerevoli. L'aspetto amministrativo è chiudere chi non presenta o rispetta un piano di protezione".

"Dobbiamo distinguere un incontro spontaneo da una manifestazione organizzata. Pensiamo a una partitella, se avviene in modo spontaneo devono esserci al massimo 30 persone, se si tratta per esempio di una amichevole organizzata da due club, allora serviranno i piani di protezione. I limiti sono solo per la ristorazione, i 1000 spettatori a Cornaredo, divisi in settori da 300, potranno esserci. Si hanno i nominativi ed è facile contattare le persone potenzialmente in contatto. Nell'esercizio pubblico con consumazione in piedi non è fattibile, mentre per i posti seduti allo stadio o per le colonie, sì".

De Rosa: "Per l'obbligo generalizzato delle mascherine, aspettiamo"

"Prima di eventualmente imporre un obbligo delle mascherine vogliamo vedere l'effetto di quello messo per i mezzi pubblici. C'era stato un rilassamento, adesso secondo me e altri miei omologhi, si tornerà alla prudenza necessaria".

"Stavamo discutendo da settimane sull'obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici, volevamo come Ticino che fosse la Confederazione a mettere la norma, per evitare situazioni a macchia di leopardo. Ora si tratterà di monitorare da vicino la situazione epidemiologica, per vedere se prendere altre misure, come quelle annunciate oggi o la riapertura dei checkpoint e il potenziamento del team di contact tracing".

Merlani: "Il Woodstock non è un focolaio"

"Parlavo di due focolai al di là del Woodstock, che al momento non è un focolaio ma un'esposizione di molta gente a un caso positivo, se molti di essi avranno sintomi lo diventerà. In realtà si tratta di due feste private, che hanno un collegamento fra loro, si potrebbe parlare di un unico focolaio, con studenti provenienti da Oltralpe. Abbiamo rintracciato tutti".

"Ricordiamoci che in febbraio e marzo venivano testate solo le persone con segni gravi: chi arrivava in ospedale veniva testato. Dunque, i casi positivi erano ospedalizzati. Ma altre persone sono entrate in contatto con il virus, ve lo dirò lunedì parlando dei test sierologici. Adesso chi ha sintomi o è stato a contatto con positivi viene testato. La complicazione arriverà nel corso del 5%, nei focolai si parla solitamente di ragazzi di 20 anni, per cui in questi casi i decorsi sinora sono stati blandi. Sottolineo che il decorso blando è nella persona contagiata, questi ragazzi poi tornano a casa dai parenti. Il problema non è solo esporsi al rischio di infettarsi, dato che abbiamo relazioni sociali e rischiamo di portare il virus a persone vulnerabili".

"I casi importati sono tutti, forse salvo uno, dai paesi considerati a rischio".

"I miei figli andranno in colonia, ho letto il piano di protezione ed è ben fatto. Apprezzo che i ragazzi che hanno perso la possibilità di socializzare a scuola ora lo possano fare. Quando si è in piedi, come nei locali, si cambia sempre posto ed è impossibile non avere contatti fisici, per cui devono essere chiamati tutti i presenti".

"Consiglio di scaricare l'app SwissCovid, la protezione dati si è dedicata al tema con attenzione. Una misura del genere è un valido aiuto, non è un'alternativa perchè ci può solo dire chi è stato in contatto con chi, senza sapere se il contatto sia stato reale, o se protetto da un plexiglass o anche da un muro. È fondamentale che buona parte della popolazione la scarichi, sennò l'utilità sarà modesta. Per ora non è entrata ancora in funzione nei casi che stiamo seguendo: faccio notare che la recluta risultata positiva lunedì aveva scaricato l'app domenica. Partecipando la sera prima alla festa si è reso conto del contesto in cui è stato".

"Il dettaglio di come le reclute vengono testate io non lo conosco, non è un nostro progetto. Per ora solo una dozzina di militari sono positivi, di cui 3 ticinesi, in caserme fuori dal cantone e una di un altro cantone che è in Ticino. Abbiamo 4'500 risultati su 12mila test, forse entro lunedì avremo altri casi positivi. Se posso chiudere con una riflessione generale, le reclute prima di andare a scuola il weekend prima di solito fanno feste, per cui aspettiamo altre situazioni come quelle del Woodstock".

Bianchi: "Per ora il termine è il 19 luglio"

"Per ora la decisione del massimo 100 persone è in vigore fino al 19 luglio. Poi si vedrà. Queste sono le prime misure su una scala di provvedimenti che sembrano ragionevoli. A Zurigo per esempio alcuni locali hanno chiuso spontaneamente a fronte dei provvedimenti, magari qualcuno lo farà anche qui. L'esercizio diventa difficile coi vincoli, dobbiamo capire".

De Rosa: "Non escludo chiusure"

"Chiusura discoteche? Per ora aspettiamo. Ci saranno dei controlli su tutto il territorio, esigiamo che la raccolta delle informazioni venga fatta bene, come prevede già l'ordinanza federale. Abbiamo visto col caso deo Woodstock che è un enorme lavoro, si parla di rintracciare più di 300 persone, con un terzo dei casi con nominativi fittizi, con anche parolacce, insulti e dati falsi. In molti l'hanno riconosciuto, si sono scusati e si sono mostrati preoccupati per il rischio in cui incorrono loro e i loro familiari e amici. Richiamiamo al rispetto delle normative. Vogliamo evitare la soluzione estrema di chiudere, non vorremmo farlo ma se saremo obbligati non escludo ci si possa arrivare".

 

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