Cronaca
12.07.2020 - 09:020

La rabbia di Tuto Rossi: "Ticino, non è andato tutto bene. Non siamo pronti a una seconda ondata"

Il consigliere comunale UDC severo su Facebook: "Non si sta facendo nulla per prepararci alla situazione peggiore. Il silenzio preoccupa".

BELLINZONA – È un Tuto Rossi severo e scatenato quello che su Facebook si esprime sulla situazione coronavirus in Ticino. Il consigliere comunale UDC non usa giri di parole per descrivere una situazione a suo dire insostenibile.

“Ne ho piene le scatole – scrive – di aprire ogni telegiornale con il Dottor Garzoni, il Dottor Camponovo e il Dottor Merlani che mettono panico alla gente con la seconda ondata che ci ammazzerà tuti in autunno. I problemi non si risolvono pitturando il Diavolo sui muri. Si risolvono facendo autocritica su ciò che è capitato, in modo da non ripetere gli errori in futuro”.

“Non è andato tutto bene – tuona Rossi –. Per un anno intero le autorità sanitarie ticinesi si sono accoltellate in una vergognosa lotta di soldi tra Cardiocentro e Ente ospedaliero, e quando è arrivato il coronavirus non c’era un laboratorio in Ticino in grado di analizzare i tamponi, non c’erano mascherine, non c’era personale sanitario locale sufficiente e si temeva che l’Italia rimpatriasse i suoi. Quando l’8 marzo la Lombardia ha chiuso tutto perché era la regione più pericolosa del mondo, è stato da disgraziati chiedere a Cassis di pregare Di Maio di lasciare entrare 70’000 frontalieri a impestarsi tra di loro e impestare noi (un minimo di 5000 contagi) per poi arrendersi all’evidenza una settimana dopo”.

E ancora: “Certo, il professor Cerny e la Moncucco con i medici e gli infermieri dell’EOC hanno poi reagito bene organizzando in una notte due ospedali Covid19 e salvando centinaia di vite umane con turni massacranti. A loro un immenso grazie. Ma il Ticino non ha bisogno di eroi! Non se ne può più delle nostre autorità che passano il tempo a dire siamo stati bravi (anche se in certe case gli anziani sono morti come mosche). Chi si loda si imbroda! Il Ticino ha bisogno di politici lungimiranti”.

“La domanda non è se la seconda ondata arriva. La domanda è: cosa stiamo facendo per prepararci alla situazione peggiore? Ed è qui che il silenzio preoccupa. Cosa stiamo facendo per avere più ticinesi negli ospedali (raddoppiare subito le scuole d’infermiere, migliorare salari e condizioni di lavoro, ecc)? Niente!
Cosa stiamo facendo per formare più medici in Svizzera (nei nostri pronto-soccorso ci sono soltanto medici e infermieri italiani)? Niente!”.

“Invece – scrive Rossi – di chiedere se il direttore di una ditta di salamini può dirigere un ospedale, bisogna chiedere a Glauco Martinetti (neo capo EOC) e Sanvido cosa stanno facendo per avere in autunno laboratori in grado di fare tamponi a tutta la popolazione ticinese in 48 ore, scorte sufficienti di mascherine non ammuffite, una scorta di 150 letti di cure intense? Non stanno facendo niente, cosicché in autunno arrischiamo di trovarci una seconda volta con gli eroi in camice bianco stremati davanti alle telecamere, con i poliziotti di Cocchi a fare gli eroi ai posti di blocco, con le nostre autorità a fare le passerelle e con i 65enni sedati in letargo.Poi qualcuno dirà andrà tutto bene...”. 

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