Cronaca
17.10.2020 - 09:300

"L'obiettivo è rallentare il virus, non la vita". Gobbi punta sul gioco di squadra. "In Ticino non ci sono grandi focolai"

"Negli esercizi pubblici abbiamo deciso che chi entra solo a bere un caffè per un tempo limitato, entra con la mascherina, si siede ma non deve notificare i suoi dati", spiega il Consigliere di Stato, che punta ancora sulla responsabilità individuale

BELLINZONA - Per Norman Gobbi, è il gioco di squadra a dover prevalere. Proteggersi per proteggere anche gli altri, perchè ogni comportamento si riflette su chi ci sta attorno: "Il comportamento sbagliato di un collaboratore di un bar o ristorante può mettere in difficoltà gli avventori e da cliente, pur comportandomi correttamente, rischio di essere messo in quarantena per il comportamento sbagliato di qualcun altro", fa l'esempio. Oppure "se metto una squadra in quarantena sfalso comunque un campionato. Lo abbiamo visto in questi giorni che alcune squadre non potranno giocare creando un problema organizzativo, anche per i tifosi che vogliono godere della loro passione. In più sono giornate di lavoro che vengono bruciate".

Il Consigliere di Stato ha parlato a TeleTicino, facendo notare come "abbiamo avuto l'estate per stare assieme, ma adesso dobbiamo capire che non possiamo più comportarci come prima”. 

Da lunedì entrerà in vigore l'obbligo di portare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, una decisione di cui si è discusso fra i direttori della sanità pubblica, "che hanno voluto coordinare fra loro diverse misure allo scopo di dimostrare alla popolazione e alla Confederazione che i Cantoni sono in grado di applicare delle misure": la misura è stata annunciata per il Grigioni ieri in giornata, Gobbi spiega che altri Cantoni definiranno il tutto durante il fine settimana.

Il virus è presente, ma in Ticino, grazie al comportamento della popolazione, non ci sono grandi focolai, ha aggiunto il Consigliere di Stato leghista. Che ha sottolineato un passo fatto dal Governo verso gli avventori dei bar, che si lamentavano a causa di questioni legate alla privacy e dei gestori che avevano un importante carico di lavoro a livello di burocrazia: "Negli esercizi pubblici abbiamo deciso che chi entra solo a bere un caffè per un tempo limitato, entra con la mascherina, si siede ma non deve notificare i suoi dati. Questo penso sia un aspetto positivo a favore di chi negli scorsi giorni ha segnalato la necessità di uno sgravio amministrativo, penso a Gastro Ticino. L'obiettivo non è rallentare la vita quotidiana, ma rallentare il virus".

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