Cronaca
29.10.2020 - 17:500
Aggiornamento : 30.10.2020 - 20:54

"Marchesi, preoccupati di quel che fanno i ticinesi. E i frontalieri sono importanti"

Il Conte Nicola Schulz Bizzozero Crivelli contro il democentrista: "Trovo davvero ridicola la sua interrogazione, visto che la Svizzera si trova in una situazione più grave dell’Italia. Con un comportamento adeguato, a Milano si è sicuri"

LUGANO – Un virus senza dogane e confini, così lo definisce, ed è vero dato che sta toccando tutto il mondo, il Conte Nicola Schulz Bizzozero Crivelli. Non condivide affatto le domande rivolte da Piero Marchesi al Consiglio Federale, anzi lo esorta a preoccuparsi di far rispettare le regole in Ticino.

“Penso che il caro Marchesi si debba preoccupare dei ticinesi che non mettono la mascherina, dei pochi disinfettanti automatici nei negozi, del sovraffollamento dei mezzi di trasporto pubblico o della mancanza dell’obbligo di indossare la mascherina in tutte le scuole e in tutte le classi, visti i continui focolai nelle aule. Se tutti in Ticino rispettassimo queste misure, e chi di dovere introducesse altre misure, i contagi non continuerebbero ad essere esponenziali”, osserva Schulz Bizzozero Crivelli.

L’atto parlamentare, dove si domandava se c’è l’intenzione di introdurre delle limitazioni agli spostamenti dei frontalieri in Ticino e dei ticinesi che per vari motivi si recano in Italia, lo ha stupito. “Attraverso questa interrogazione parlamentare, si vuole unicamente privare della libertà i cittadini e chi lavora”, constata.

“Se per piacere o per lavoro ci si reca a Milano, non vedo il problema. Se si assume un comportamento adeguato si è “sicuri” sia a Milano e sia a Timbuktu”, prosegue, aggiungendo che “i frontalieri sono importanti perché la maggior parte dei medici e infermieri che lavorano da noi sono italiani”. Un settore come si sa strategico quello sanitario, sotto pressione a causa dell’epidemia.

“Oltretutto, trovo davvero ridicola questa uscita, visto che la Svizzera si trova in una situazione più grave dell’Italia”, termina, commentando le decisioni del Consiglio Federale, paragonate a quelle italiane:  ”La vicina Penisola ha introdotto da tempo misure più restrittive come le mascherine all’aperto ecc. da noi invece, ci sono voluti mesi. Meglio dardi che mai!”

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