Cronaca
13.01.2021 - 15:170
Aggiornamento : 16:08

"Dobbiamo agire prima che le nuove varianti si diffondano, per evitare una terza ondata a febbraio"

I nuovi virus sono stati determinanti nelle scelte del Consiglio Federale. Berset: "La scelta è stata difficile. Potevamo chiudere ora, minimizzando le conseguenze, o aspettare cinque-sei settimane per misure ancora più drastiche"

BERNA - Alle 15 si è svolta l'attesissima conferenza stampa che ha confermato l'inasprimento delle misure per combattere il Covid. 

Parmelin: "Siamo in un momento cruciale della lotta alla pandemia"

"La discussione non è stata facile. Abbiamo deciso che è necessario prolungare e inasprire i provvedimenti. Le nuove varianti hanno svolto un ruolo importante perchè sono molto più contagiose".

"Siamo in un momento cruciale per la lotta alla pandemia, per sostenere i concittadini, gli imprenditori, i dipendenti, il personale medico. La sofferenza è ovunque, di chi ha perso persone care, di chi è malato ma anche di chi vede gli sforzi di una vita distrutti dalla pandemia, penso agli artisti e agli indipendenti. In molti ci hanno scritto, anche a me. La sofferenza suscita collera, è umano. Ma se c'è un momento in cui tutti devono tenere i nervi saldi è questo".

"Le decisioni possono parere paradossali, perchè la situazione epidemiologica è positiva ma siamo convinti che le nuove varianti inducano a misure più rigide. Certo, abbiamo due vaccini, questo porta all'ottimismo, ma non sappiamo quanto tempo durerà l'immunità e quanto il vaccino effettivamente influirà. Dobbiamo essere ancora più disciplinati nei gesti quotidiani, rispettando le misure, ma anche nella nostra vita privata e famigliare".

"Il Consiglio Federale è cosciente che le misure sancite oggi avranno conseguenze economiche pesanti e non le ha prese alla leggera ma riteniamo che gli aiuti attuali vadano integrati con altre misure. Non è stata una decisione presa a cuor leggero. In questo momento difficile mi ricordo la frase 'bisogna vivere gli uni per gli altri e non gli uni contro gli altri', dobbiamo farla nostra per raggiungere l'obiettivo e lasciarci alle spalle il momento difficile. Servirà disciplina assoluta, servirà solidarietà, non è vietato avere anche fiducia e fede che la pandemia finirà".

"La grande difficoltà è tenere in considerazione le varie sensibilità, ascoltando tutti gli interessi e capire cosa è giusto fare, pensando ai problemi sanitari, economici e sociali. Noi consideriamo tutti gli elementi, e lo abbiamo fatto anche stavolta".

"I Cantoni nella loro competenza devono elaborare delle strategie intermedia prima di arrivare l'ultima ratio, soprattutto per quanto concerne le scuole. Stiamo dunque aspettando delle risposte dai Cantoni".

"Anche per noi il telelavoro diventerà la norma, facciamo tutto il possibile con quella formula. Sappiamo che l'uso della mascherina aiuta nelle riunioni. Riteniamo che anche noi dobbiamo dare il buon esempio ma non è previsto che le sessioni del Consiglio Federale si tengano in telelavoro".

"Per quanto concerne il telelavoro, il numero di persone che ne fanno uso variano da regione a regione. Molti denotano una mancanza di contatto. Ma facciamo presente che la situazione è davvero seria e che dunque esso deve essere messo in corso. È un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per l'esplosione dei casi"

Berset: "Siamo nella situazione di inizio dicembre in Gran Bretagna"

"La realtà è che si stanno diffondendo delle varianti molto più contagiose, e a febbraio potremmo arrivare a una terza ondata, ancora più potente delle altre. Ma la buona notizia è che per la prima volta abbiamo delle settimane di vantaggio e possiamo agire in anticipo. Ci troviamo nella situazione della Gran Bretagna a inizio dicembre, nulla dice che la variante nuova non si diffonderà anche da noi".

"Eravamo di fronte a un dilemma: adottare misure prima che esplodano i contagi, minimizzando le conseguenze economiche e sociali, o aspettiamo, dovendo scegliere misure più drastiche fra cinque-sei settimane. Nessuno voleva un'evoluzione di questo genere ma dobbiamo prenderne atto".

"Dunque abbiamo prolungato i provvedimenti relativi a ristoranti, centri di cultura e tempo libero fino a fine febbraio. Da lunedì chiuderanno tutti i negozi e i mercati, si potranno andare a ritirare le cose online. Viene revocata la regola che faceva chiudere i negozi delle stazioni di servizio alle 19 e alla domenica".

"Bisogna diminuire i contatti, il telelavoro va diffuso il più possibile. Le persone più fragili vanno protette, se non possono avere il telelavoro devono stare a casa e essere indennizzati. Se non è possibile applicarlo, bisogna usare la mascherina".

"Inoltre gli assembramenti sono possibili solo per cinque persone, così come gli eventi privati".

"Si teme un raddoppio ogni due settimane, un'evoluzione esponenziale che porterebbe a cifre altissime. Stiamo cercando di evitare la terza ondata, per indebolire le nuove varianti, per non mettere a rischio la campagna vaccinale. I vaccini sono un'ottima notizia. Abbiamo meno contagi che prima di Natale ma sono ancora troppi. In questa situazione l'evoluzione negativa è il fatto che da qualche settimana siano in circolazione delle varianti più contagiose, molto".

"Ascoltiamo tutte le opinioni ma siamo noi del Governo a doverci prendere la responsabilità. La domanda non era se dovessimo prendere delle misure ma quando. La maggioranza è stata risicata".

"Sottolineiamo che non diamo assolutamente colpa a ristoranti e negozi, ma dobbiamo fare in modo di ridurre i contatti. Speriamo di superare gennaio e febbraio nel miglior modo possibile, adottando delle misure oggi potremo gestire meglio la situazione futura. Anche i vaccini saranno molto importanti".

"Chiudere entro lunedì? Mi sembra comunque un tempo rapido, non siamo ancora all'esplosione ma prima". 

"Non abbiamo ancora avuto un feedback definito dai Cantoni per quanto concerne la scuola dell'obbligo, riceveremo delle risposte. Ma con queste varianti così contagiose che sono arrivate la situazione è del tutto nuova e bisogna chiedersi che cosa significa stare nei locali chiusi, Per questo abbiamo deciso che si debba portare la mascherina sul posto di lavoro, i Cantoni dovranno riflettere. Abbiamo fiducia in ciò che fanno i Cantoni, a cui appunto abbiamo scritto chiedendo loro cosa vogliono fare". 

"Altri inasprimenti? Ci auguriamo di uscire dalla situazione! In dicembre avevamo dei segnali positivi sui contagi, arrivavano i vaccini, eravamo sulla buona strada, con la volontà di aiutare i gruppi a rischio vaccinandoli per primi e poi applicando il vaccino a tutti. Poi è arrivato un nuovo elemento, le informazioni sulle mutazioni. Bisogna arrendersi all'evidenza, non ci sono solo belle notizie, come i vaccini che avrebbero messo la parola fine a tutto. Potremmo arrivare a una terza ondata esplosiva, si devono adottare delle misure. Le persone toccate non hanno alcuna colpa, lo ripetiamo, per questo vanno aiutati. Spero di riuscire a superare gennaio e febbraio augurandosi che tutto vada bene. L'alternativa è trovarci davanti a una catastrofe a fine febbraio".

"Su quel che concerne i dati della mobilità c'è ancora un margine di manovra. Sicuramente le persone in telelavoro aumenteranno".

Maurer: "Non è necessaria la situazione straordinaria"

"Non è necessaria la situazione straordinaria, abbiamo una legge per il Covid che regola tutto. Siamo in contatto stretto coi Cantoni, c'è un gruppo di lavoro che ha elaborato l'ordinanza entrata in vigore il primo dicembre, noi abbiamo chiesto un aumento degli aiuti e delle nuove fidejussioni, al che l'ordinanza è stata modificata. Il 24 dicembre abbiamo mandato in consultazione un'ulteriore ordinanza, il 5 gennaio i Cantoni ci hanno presentato le loro conclusioni. Ora sono state lanciate altre due procedure di consultazione coi Cantoni per preparare l'ordinanza di oggi. Ringrazio i Cantoni".

"L'ordinanza sui casi di rigore permette di definirli. Si tratta di un 'azienda che per oltre 40 giorni ha dovuto chiudere i battenti per ordine delle autorità, dai ristoranti alle palestre e ora anche i negozi. Questo faciliterà le procedure. Possono ricorrere a un indennizzo a fondo perso del 20% del fatturato, con 750mila franchi per impresa: sono i limiti massimi, i Cantoni possono alzarsi a un massimo di un milione e mezzo, se vogliono partecipare come entità terza al risanamento delle aziende. Quelele a conduzione familiare saranno indennizzate ed è una misura per noi generosa".

"I Cantoni possono inserire delle misure automatizzate per vagliare le richieste. I casi di rigore raddoppieranno, pensiamo di arrivare a 100mila richieste di indennizzo, questa è la sfida logistica per i Cantoni".

"Il problema non è solo di chi deve chiudere ma di chiunque che ha perso importanti cifre. Pensiamo che le soluzioni di oggi siano semplici e permettano di aiutare tutti".

Stocker: "Le persone sono stufe del Covid"

(direttore delle finanze del Cantone di Zurigo e presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF)

"Si sono sentite molte critiche alla struttura federale. Non siamo perfetti ma dobbiamo cercare di trovare delle soluzioni nell'ambito federale, non si può fare altro. Ci si dimentica che l'80% delle misure adottate dalla Confederazione devono essere adottate dai Cantoni. Tenendo conto delle ultime decisioni e delle dichiarazioni appena sentite dal Consigliere Federale Berset, ovvero che le persone sono stufe del Covid e della situazione, stamattina abbiamo parlato con i responsabili della Polizia di Zurigo e sentiamo che servono più misure della polizia per andare incontro a situazione che si creano".

"Credo sia stato fissato un quadro giuridico importante per aiutare le aziende. I Cantoni possono dare degli indennizzi per il lavoro ridotto, c'è l'IPG per il Coronavirus, sono dei pilastri fondamentali per far fronte alla crisi. Il Consigliere Maurer l'ha detto, l'attuazione non è così semplice. Se noi partiamo dal presupposto che le richieste saranno circa 100mila".

"Quando le aziende riceveranno i soldi? Dipende da Cantone a Cantone. Tutto deve comunque andare in maniera equa. Le cifre le sappiamo. Se diamo 100mila franchi a un'azienda a fondo perso deve essere qualcosa di ben fatto, col procedimento equo. Si farà il possibile affinchè il denaro arrivi dove necessario, tutto è fatto per mantenere i posti di lavoro. Entro fine febbraio riceveranno qualcosa".

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