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Cronaca
02.08.2021 - 14:360

"Se tutto ciò che tocchiamo viene demolito, la prossima volta prenderemo il Municipio"

Il CSOA il Molino: "Scardinare il potere è per noi il primo passo per la costruzione di qualcosa di nuovo"

LUGANO – "Se tutto ciò che tocchiamo viene demolito, la prossima volta prenderemo il municipio". Inizia così il comunicato stampa del CSOA il Molino distribuito ieri, in occasione del Natale della Patria a Lugano.  "Oggi (ieri per chi legge ndr), qualcuno festeggia la Svizzera. O meglio, si festeggiano i confini e le leggi. Si festeggia una nazione che del saccheggio e la devastazione di altri territori e popoli ha fatto la sua base di ricchezza e potere. Potere politico, economico e sociale. La Svizzera, lo stato che sostiene e collabora con le nazioni che hanno messo a ferro fuoco la Siria e il Medio Oriente negli ultimi 9 anni. Che direttamente o indirettamente ha saccheggiato e colonizzato (...)".

"In questo giorno qualcuno festeggia. Festeggia le istituzioni della democratica helvetia. Festeggia le leggi di polizia e le istituzioni dell’isolamento, della detenzione e della distruzione. E anche oggi a Lugano, a Giornico e in vari altri posti del cantone, si festeggiano coloro che queste politiche le seguono e che hanno ordinato lo sgombero e la demolizione del Centro Sociale il Molino. Emblematico ancora una volta il caso di Lugano dove, senza vergogna alcuna e con una faccia di bronzo senza precedenti, una delle stesse persone all’origine delle decisioni fasciste di distruzione della parte abitativa dell’ex Macello – Karin Valenzano Rossi – prenderà la parola in piazza Rivolta fu Riforma. La stessa persona che, con l’altro neo municipale Filippo Lombardi, si presentò a sorpresa, entrambi sorridenti e disponibili, fuori dall’ex Macello, solo pochi giorni prima di quella che diventò l'ultima assemblea dello spazio. Dissero di essere venuti informalmente - all'oscuro del Municipio – dando la loro disponibilità al dialogo e la volontà di trovare una soluzione. Quale? Quella della distruzione e dell’infamia. Della menzogna e del doppio giochismo. Quella che ancora oggi ancora non permette di recuperare il materiale all’interno dell’ex macello. Persone piccole, viscide, infami, false: della stessa forma e sostanza che si esprime quando si espellono le sostanze in esubero in caso di forti dolori di stomaco".

E ancora: "E nel silenzio vile di vecchi sapori di olio di ricino e moschetto di colui che – a capo degli organi di giustizia e polizia di questo cantone - sa, dispone, ordina e disciplina, ecco che la demolizione, la ruspa, l’annientamento e la menzogna assumono la forma della “normalità” per risolvere i “problemi”. O anche necropolitiche: politiche di morte che
decidono chi ha il diritto di vivere e chi no. Nel corso di 25 anni tutto quello che il CSOA il Molino o le rivendicazioni dell’autogestione hanno toccato e percorso, sono state distrutte, rase al suolo, trasformate, recuperate, annientate: l’ex centrale Termica, gli ex mulini Bernasconi, l’ex Campari, l’ex birreria Feldschösschen, il deposito dei bus Act, la Casa Laboratorio Inti, il Selva Squat, la casetta occupata in via Monte Boglia. Fino ad arrivare all’ex Macello e all’ex Vanoni. Sicuramente ne tralasciamo alcuni, ma questi sono tutti luoghi - o meglio ex luoghi - dove le ruspe hanno portato morte e distruzione, fomentando nuovecostruzioni e progetti inutili. Altro che “poveri ragazzi e ragazze toccati dall’occupazione temporanea” di un luogo di chiusura, lasciato a deperire e abbandonato da anni. A Lugano le sole politiche “valide” sono sempre le stesse: distruggere, cementificare, internare, modernizzare, mentire. E la volontà di annientare qualsiasi forma di socialità, di vivere assieme, di politica diversa da quella imposta (...)".

"Scardinare il potere, è per noi il primo passo per la costruzione di qualcosa di nuovo. Ed ecco perché, in questo 1 agosto di apparente festa, vogliamo esprimere la nostra contrarierà e lontananza da questo tipo di società, da chi in nome di un falso dialogo annienta e distrugge. E se tutto quello che ci prendiamo lo distruggete, la prossima volta il
prescelto sarà il municipio di questa città. Vogliamo vivere in libertà, selvagge e ribelli come siamo nate. Lo
facciamo. E non vi lasceremo in pace. Senza giustizia nessuna pace. Senza libertà nessuna pacificazione.
Contro lo sgombero del CSOA il Molino. Contro repressione e omologazione, contro il progetto Matrix e il suo
mondo. Per un mondo senza ruspe e frontiere".

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