CRONACA
La commozione di Foletti: "Vorrei riavvolgere il filo della storia. Ma nemmeno vendendo l'anima al diavolo posso farlo"
"Palazzo Civico non è stato più lo stesso, è diventato il centro del dolore. Marco lo voleva aperto, coi cancelli spalancati, per farne la casa dei ticinesi"

LUGANO  - Molto emozionato, ha preso la parola Michele Foletti, in nome della Città di Lugano.

"Quanto vorrei poter riavvolgere il filo della storia per non essere qui oggi. Vorrei che fosse un martedì normale, con Marco immerso nella sua riunione di Dicastero, anche essere sommerso dai faldoni finanziari. Ma nemmeno vendendo l'anima al diavolo posso farlo. Mi consolano i messaggi di cordoglio e di vicinanza. Palazzo Civico non è stato più lo stesso, è diventato il centro del dolore. Marco lo voleva aperto, coi cancelli spalancati, per farne la casa dei ticinesi, in modo che la gente potesse passare, per favorire l'accoglienza. Ha voluto riaprirlo dopo le tristi proteste in Piazza. 

Sulla cancellata che veniva scossa con rabbia, avete depositato amore per il nostro sindaco. Sapeva far sentire tutti i cittadini importanti. La Città, a cui stava lavorando, sarebbe stata una Città capace di garantire il benessere di ognuno, con parchi pubblici, attenta a tutti. Il Ceresio sarebbe diventato la perla del territorio

Abbiamo percorso trent'anni di politica insieme. Ora la mia avventura continua senza di lui, ma sono convinto che Lugano avrà un futuro radioso, perché la forza di questa Città sono le sue cittadine e i suoi cittadini. Vi chiedo quindi di starci vicini, di farci sentire la forza di una comunità unita, solo così potremo portare avanti l’eredità che ci ha lasciato Marco Borradori. Quella di un uomo che ha saputo unire la determinazione e l’ascolto, all’apertura in tutte le sue forme, alla costanza di raggiungere un’obiettivo, all’amore del bello, a una scelta radicale per una vita di servizio”.

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