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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 20:55
Sanità
25.01.2019 - 15:130
Aggiornamento : 15:38

"Per 3'000 franchi...". La cassa malati non paga un'operazione agli occhi, ma se la situazione peggiorasse ne rimborserebbe un'altra

Il sindacato Unia denuncia la storia di un giovane, che ha una malattia degenerativa agli occhi. Non ha i soldi per operarsi e la cassa malati non copre i costi

RIVIERA - “Come sindacato, denunciamo ancora una volta, e non ci stancheremo mai, un sistema dove sono altri a decidere della nostra salute, dopo che abbiamo pagato il dovuto.

I lavoratori, gli assicurati, sono persone, non casi statistici, e la pazienza verso una burocrazia ottusa e disumana sta arrivando al limite”. A scriverlo è il sindacato Unia sulla sua pagina Facebook.

Quello denunciato è il caso di Paolo, un nome di fantasia, ma una storia reale. Vive in Riviera, da poco è impiegato si è diplomato come impiegato di commercio. Però ha un problema di salute che richiede un’operazione, dal costo di 3'000 franchi, che la sua cassa malati non copre. Una cifra che tristemente ricorda quella non accordata al bambino che doveva fare una cura per evitare la recidiva di un tumore.

Paolo ha una malattia degenerativa della cornea a entrambi gli occhi. “3000 franchi l’uno valgono i suoi occhi, neanche tanto. Questo è il costo dell’operazione per curare la sua malattia. Ne opera uno Paolo, per scoprire che questo intervento non è coperto dalla cassa malati perché non contemplata nella relativa ordinanza federale”, scrive Unia.

Ma il più deve ancora venire. “Sapete cosa è assurdo? Che Paolo, se non curato, rischia di dover fare un’operazione molto più seria e rischiosa tra qualche anno, Questa sì coperta dalla cassa malati. Diciamo che in questo modo non ti pago per curare il graffio e ti pago solo quando l’infezione sarà andata in cancrena. Questa è un’altra delle storture che vanno a colpire chi lavora. Paolo non ha i soldi per pagarsi l’operazione anche all’occhio rimasto e rischia di andare verso un’ulteriore perdita di capacità visiva”.

Il sindacato è intervenuto cercando di far riesaminare il caso ma comunica di non aver ricevuto risposta, soprattutto perché “non si capisce perché un’operazione riconosciuta da vari enti assicurativi esteri, non sia invece accettata in Svizzera”.

Cosa farà ora Paolo? Non si sa. Se non ha i soldi, ipotizziamo noi, difficilmente potrà operarsi. La cassa malati, ora che il caso è sui media, potrebbe cambiare idea, grazie alla denuncia, come successe col 12enne. Oppure fra qualche anno dovrà fare l’altra operazione… L’augurio è che si arrivi a una soluzione prima.

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