Sanità
28.02.2019 - 17:180

Sanvido, il Cardio: "Verificheremo se l'sms fosse condiviso dai vertici". Regazzi: "Avrebbe dovuto dimettersi"

Il Consigliere Nazionale pipidino va giù duro: "Ci sta che non ci sia rilevanza penale. Ma questo sms è da inserire nella categoria delle sciocchezze inammissibili per chi presiede un ente così importante"

BELLINZONA – Per il Procuratore Generale non c’è reato, non si può parlare di abuso di autorità e dunque è decreto di abbandono per l’sms di Sanvido.

Il quale aveva risposto solo con un po’ di ironia sui social, senza mai prendere realmente posizione.

Intanto, il Cardiocentro (il cui gruppo di sostenitori esulta perché l’iniziativa per portare il tema dell’integrazione nell’EOC alle urne è stata dichiarata ricevibile) valuta se ricorrere. “Noi abbiamo segnalato la fattispecie al Consiglio di Stato – che è l’autorità di vigilanza – intravvedendo l’ipotesi che vi sia stato un reato, se da un punto di vista penale non sussiste il reato di tentato abuso di autorità, da un profilo amministrativo rimane aperta la questione se questo sms non rappresenti un esubero di competenze”, è convinto il legale Marco Bertoli. Vogliamo verificare, anche sulla base degli atti del pg, se questa decisione fosse condivisa dai vertici dell’Ente o se, invece si tratta di un esubero di competenze da parte di Sanvido”.

Chi si scaglia contro il presidente del CdA dell’EOC è Fabio Regazzi, attraverso i social. “Il fatto che non ci sia rilevanza penale mi sembra che ci può stare. Ciò non di meno questo sms è da inserire nella categoria delle sciocchezze inammissibili per chi assume la presidenza di un ente importante come l’EOC. Il buon senso, l’etica e il rispetto verso le istituzioni avrebbero dovuto indurre Sanvido a farsi da parte”. Un affondo pesante!

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